LaPresse/Vincenzo Livieri

Tutto su quei "bravi ragazzi" di CasaPound

Gianluca De Rosa

Il 5 si vota a Ostia e loro veleggiano sul 10 per cento: affari, brutte amicizie, politica e intimidazioni di un fenomeno in ascesa

Roma. Il 5 novembre, a Ostia, X municipio, il gruppo neofascista di CasaPound potrebbe raggiungere il miglior risultato della sua storia. I sondaggi parlano del 10 per cento. La differenza la farà probabilmente l’astensione. “I partiti nei due anni di commissariamento non hanno fatto politica. La gente vota CasaPound perché a differenza di tutti gli altri, si sono fatti vedere, con azioni discutibili certo, però, c’erano”. A dirlo al Foglio è Federica Angeli, giornalista di Repubblica che dal 2013 vive sotto scorta dopo essere stata minacciata per le sue inchieste sulle cosche criminali del X municipio e che, fra le altre cose, ha svelato i rapporti tra l’ex leader lidense di CasaPound, Ferdinando Colloca, e Armando Spada, esponente dell’omonima famiglia, che ha recentemente subìto diverse condanne per la gestione illegale di alcuni alloggi popolari. Secondo la giornalista di Repubblica potrebbero prendere una percentuale fra il 10 e il 13 per cento: “Non abbastanza per andare al ballottaggio – dice – ma sufficiente a condizionare l’esito del secondo turno tra grillini e centrodestra”. Che si contendono quei voti.

   

La campagna elettorale di CasaPound, cominciata ancor prima che il ministero degli Interni fissasse la data del voto, si basa su tre azioni principali: i blitz anti-abusivi, dagli immigrati sulle spiagge ai rom che vendono in mercatini improvvisati in mezzo alla strada, i picchetti anti-sfratto, ovviamente per inquilini/occupanti italiani. Infine, l’arma principale: la raccolta di beni alimentari per 250 famiglie di Ostia, ma solo italiane. “Un’azione che in tempi di campagna elettorale è al limite del voto di scambio”, commenta Flavio De Santis, segretario Pd del X municipio. Un mese fa, un candidato consigliere di Forza Italia, Luigi Zaccaria, ha raccontato di essere stato aggredito mentre provava a fermare alcuni militanti di CasaPound che affiggevano manifesti abusivi. Il movimento di estrema destra lo ha querelato per diffamazione. Ma anche su Facebook è recentemente spuntata una denuncia di un episodio analogo nel quartiere Malafede.

  

Sullo sfondo, infine, l’ambiguo rapporto che lega il movimento di estrema destra alla famiglia Spada, il clan che ha ispirato gli “zingari” della serie tv Suburra. Il capo della Direzione distrettuale antimafia, Michele Prestipino, sabato ha detto che il contrasto alla criminalità organizzata di Ostia dovrà essere “la priorità dei nuovi eletti”. Eppure è di pochi giorni fa l’endorsement via Facebook a CasaPound di Roberto Spada, fratello di Romoletto, Carmine Spada, condannato a 10 anni in primo grado per estorsione con metodo mafioso. Il candidato di CasaPound, Luca Marsella, si era fatto immortalare più volte con Roberto Spada durante alcuni eventi sportivi organizzati nel parco di Nuova Ostia, periferia degradata del litorale dove CasaPound nel 2016 raggiunse il picco di voti (il 7 per cento). “L’alleanza con gli Spada è antica e sancita da cose che sono documentate nelle aule di giustizia”, ci spiega Federica Angeli. “Nel 2012 Armando Spada si presenta dall’allora direttore dell’ufficio tecnico del municipio, Aldo Papalini, e gli dice: ‘Ci devi dà il chiosco di quelli che avemo ammazzato noi’. Papalini però non gli dà il chiosco, ma l’Orsa Maggiore, uno degli stabilimenti più belli di Ostia. Ebbene nella società Bludream, che subentra nella gestione ai vecchi proprietari, insieme a Spada, c’è Ferdinando Colloca, quello che allora era il leader di CasaPound a Ostia”. Per l’inchiesta su questi fatti Federica Angeli verrà minacciata e nel giugno del 2017 anche Ferdinando Colloca verrà condannato in primo grado per i reati di corruzione e concussione aggravati dal metodo mafioso.

  

Il sodalizio che lega oggi Spada e CasaPound, però, più che criminale è elettorale. Spiega Federica Angeli che la famiglia Spada esercita sul quartiere una sorta di welfare alternativo: “Roberto Spada, pur essendo considerato da diverse ordinanze della Dda di Roma il vicecapo clan di famiglia, non ha precedenti penali, ma a Nuova Ostia è una persona molto in vista, perché risolve i problemi: fa lezioni gratuite di boxe a ragazzi e bambini e trova casa a chi è rimasto senza”. Per questa ragione secondo la giornalista di Repubblica: “Marsella ci ha visto giusto: lì gli Spada spostano i voti”.

  

Altre preferenze per CasaPound potrebbero arrivare dai balneari. Tutti i partiti, eccetto quello di Marsella, infatti, sono favorevoli al Pua (piano utilizzazione degli arenili) che il commissario del governo, il prefetto Domenico Vulpiani, lascerà in dote alla prossima amministrazione. La bozza del piano prevede la riduzione delle concessioni, dalle 71 di oggi a sette, ma soprattutto l’abbattimento di tutti gli edifici abusivi sorti dentro gli stabilimenti, il 40 per cento del totale delle costruzioni. Secondo Marsella così “si criminalizzano tutti i balneari”. Intanto martedì, il candidato di CasaPound è stato condannato per le minacce rivolte nel 2011 ad alcuni studenti di un liceo che volevano protestare per l’apertura della sede del partito di estrema destra.

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