Chiara Appendino indagata, ma per il M5s è tutto a posto

Il sindaco di Torino ha ricevuto un avviso di garanzia nell'ambito dell'inchiesta su Ream Westinghouse: “Sono serena a pronta a collaborare con i magistrati”. Toninelli: “Chiara è di specchiata moralità, no problem”

Chiara Appendino indagata, ma per il M5s è tutto apposto

Il sindaco di Torino, Chiara Appendino, è indagata (ed è la seconda volta in pochi mesi dopo l'avviso di garanzia per la ressa di piazza San Carlo ndr). Questa mattina, insieme all'assessore al Bilancio, Sergio Rolando, ha ricevuto un avviso di garanzia nell'ambito dell'inchiesta su Ream Westinghouse. I magistrati stanno cercando di capire le scelte che hanno portato a non iscrivere a bilancio la restituzione dei 5 milioni di euro di caparra dovute alla Ream per l'annullamento del progetto sull'area ex Westinghouse. Lo scorso luglio, la Guardia di Finanza aveva acquisito da Palazzo civico varia documentazione, il sindaco sarebbe accusata di falso in atto pubblico.

 

Torino perde spinta, verve, imprese. Colpa di Appendino, ma c'è di più

Occasioni mancate dalla città e gradimento in picchiata per il sindaco. I 5 stelle al governo non hanno un'idea di futuro. L’allarmante Rapporto Rota

 

L'inchiesta Tutto ruota attorno ad un debito che la precedente giunta aveva contratto con Ream. La società aveva anticipato 5 milioni di euro per ottenere un diritto di prelazione sulla realizzazione di un centro commerciale sull’area ex Westinghouse. La cifra doveva essere restituita nel 2017 ma secondo le carte in possesso della procura la giunta avrebbe deciso scientemente di alterare le cifre e posticipando di un anno il debito. Un’operazione che secondo l'opposizione sarebbe illegittima. Per questo il capogruppo del Pd in Consiglio comunale, Stefano Lo Russo, e quello del centrodestra, Alberto Morano, hanno presentato un esposto in procura, seguito da quello dei revisori dei conti, ottenendo l’apertura dell’inchiesta coordinata dal pm, Marco Gianoglio.

 

Cosa rischia il sindaco È stata la stessa Appendino a comunicare la ricezione dell'avviso di garanzia: “Sono assolutamente serena e pronta a collaborare con la magistratura, certa di aver sempre perseguito con il massimo rigore l'interesse della città e dei torinesi. Desidero essere ascoltata il prima possibile al fine di chiarire tutti gli aspetti di una vicenda complessa relativa all'individuazione dell'esercizio di bilancio al quale imputare un debito che questa amministrazione mai ha voluto nascondere”.

 

Così funziona la democrazia diretta (da Grillo e Casaleggio)

Le dimissioni di Rota e la nomina di Simioni in Atac, le altre municipalizzate, la formazione della giunta, la sudditanza di Raggi. Oggi i due guru arrivano nella Capitale

 

Danilo Toninelli, ospite di Rainews24, si è già schierato al fianco del sindaco: “Conosco perfettamente Chiara, non sarebbe in grado di prelevare una caramella dal compagno di suo figlio. L’avviso di garanzia? Sarà un atto dovuto che risale alla precedente amministrazione, da noi totale serenità. Chiara è di specchiata moralità, no problem”. E fa piacere, ogni tanto, respirare un po' di garantismo anche dalle parti del M5s.

 

Dopotutto il codice di comportamento del MoVimento, si sa, non è più così inflessibile come un tempo. “La ricezione, da parte del portavoce, di 'informazioni di garanzia' o di un 'avviso di conclusione delle indagini' - si legge - non comporta alcuna automatica valutazione di gravità dei comportamenti potenzialmente tenuti dal portavoce stesso”. E l'unico obbligo resta quello di “informare immediatamente e senza indugio il gestore del sito”. Insomma Appendino, con la sua comunicazione, ha perfettamente rispettato le regole dettate dal Sacro Blog. Che resta il tribunale supremo di ogni grillino. Alla faccia della magistratura. 

 

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Servizi