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Ius soli sì, ius soli no, su Facebook è battaglia tra i Millennials del Pd

I giovani chiamati da Matteo Renzi nella direzione nazionale del partito si dividono sulla legge sulla cittadinanza

9 Ottobre 2017 alle 14:33

La fiducia sullo ius soli e l'avanzata di Haftar a Bengasi. Le notizie del giorno, in breve

Milano, Flash mob a sostegno dello ius soli (LaPresse)

Roma. Lo Ius soli divide i Millennials. A spaccare i giovani del Pd è stata una card pubblicata su Facebook da “Generazione Millennials”:  “Ius soli: non è questo il momento. Per il nostro bene e del Partito bisogna essere pazienti”, si legge nella card firmata da Nicolae Galea.

 

L'account in questione è stato creato da alcuni giovani che, durante il congresso del Pd, avevano dato vita a un comitato a sostegno della mozione di Matteo Renzi, e che ora intendono dare continuità alla loro iniziativa anche attraverso la pagina Facebook. Alla pagina, però, collaborano anche alcuni dei 20 giovani "millennials", membri della Direzione del Pd, come Arianna Furi. E questa arbitraria sovrapposizione genera malumori e risentimenti negli altri giovani esponenti della direzione che non si riconoscono affatto in "Generazione millennials". Gli stessi non hanno tardato a replicare al messaggio di Galea. 

 

 

Tra i primi a intervenire è stata Ludovica Cioria: “Circola da qualche ora sui social una grafica pubblicata dalla pagina facebook ‘MillennialsPD’, sedicente gruppo di giovani dal nome ambiguo che ci tengo a precisare NON HA NULLA A CHE FARE CON ME, NE' CON IL GRUPPO DEI GIOVANI MESSI DA RENZI IN DIREZIONE NAZIONALE. Questa grafica sostiene che non sia il momento di combattere per la legge sullo #IusSoli, perché la destra potrebbe usarla contro di noi in campagna elettorale. Scrivo questo stato per chiarire innanzitutto che non ho nulla a che fare con quel gruppo e in secondo luogo che, per chi fa politica sul territorio, le leggi hanno senso se e solo se migliorano la vita delle persone, e non perché si presume spostino qualche percentuale di consenso nei sondaggi sulle intenzioni di voto (che poi abbiamo più volte visto quanto siano attendibili…). Per me la legge sullo Ius Soli non sarà mai un numero, ma è e resta una conquista di civiltà fondamentale, che prescinde dalle strumentalizzazioni partitiche. La politica vera è quella che cambia la vita delle persone quindi, cari MillennialsPD, uscite dal web, uscite da House of Cards e andate per il mondo, vi garantisco che incontrerete storie in grado di farvi cambiare idea in 5 minuti”.

  

 

Molto dura anche Caterina Conti, altro membro della nazionale Direzione del Pd: “Considerando la confusione mediatica generata dalla pagina ‘Millennials PD’ sul tema Ius soli, intervengo per chiarire alcuni punti. Come membro di Direzione nazionale PD e come responsabile integrazione dei Giovani Democratici penso che la battaglia sullo #Iussoli vada portata avanti a tutti i costi, fino all’ultimo giorno e fino all’ultimo tentativo. Fa parte della nostra cultura politica, dei nostri valori, dei nostri ideali”. Dopo le polemiche anche l’autore della card, Nicolae Galea, ha scritto un post di risposta (poi l’ha cancellato): “Alcuni personaggetti che galleggiano attorno al Pd aprono bocca tanto per aprirla e lo trovo imbarazzante. Sicuri che siete del Partito democratico?”.

 

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Commenti all'articolo

  • albertoxmura

    09 Ottobre 2017 - 20:08

    Si può discutere sullo ius soli. E' un fatto che in Europa saremmo gli unici ad averlo, ma potrebbe ugualmente avere un senso fare da apripista. Ciò che non è ammissibile è l'urgenza di approvare la legge entro questa morente legislatura. Sarebbe opportuno, invece, decidere dopo un più approfondito dibattito in seguito. Ciò anche per fugare il sospetto che più che gli atti di civiltà interessino i voti che il riconoscimento di cittadinanza potrebbe dare alle forze politiche che hanno promosso il provvedimento.

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  • luigi.desa

    09 Ottobre 2017 - 16:04

    Ius soli è spacciato con il suo latinorum come istituto di diritto romano ,in realtà è un dato di fatto ( in re ipsa ). Quando la massa di residenti venuti da fuori raggiunge una quantità numerica critica scatta la necessità di concedere loro la cittadinanza sennò resterebbero fantasmi . Sono bubbole parlare di senso di civiltà o problematiche etiche sono solo aria fritta. Caracalla nel 212 d.C concesse a tutti i residenti dell'impero la cittadinanza romana solo perchè ormai i romani veraci e aborigeni delle varie provincie dell'impero s'erano mescolati indissolubilmente . luigi de santis

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