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L'unico nome di Renzi per il dopo-Gentiloni è sempre Gentiloni

Al Nazareno Pisapia non è considerato un avversario temibile. Il segretario punta sull'attuale premier più che su Minniti

4 Ottobre 2017 alle 06:13

L'unico nome di Renzi per il dopo-Gentiloni è sempre Gentiloni

foto LaPresse

L’altro ieri, come alcuni giornali hanno riportato, Paolo Gentiloni non ha voluto convocare a Palazzo Chigi Roberto Speranza insieme ai capigruppo di Mdp Guerra e Laforgia, ma ha preferito invitare nella delegazione l’ex sindaco di Milano Giuliano Pisapia. In molti si sono interrogati sul perché di questa mossa. La verità è che il Partito democratico di Matteo Renzi ha stabilito che non venga dato nessun riconoscimento politico agli scissionisti. Il segretario su questo punto è stato chiaro, tant’è vero che raccontano dal suo staff siano partite diverse chiamate a dirigenti del Pd che erano stati invitati alla festa del Mdp a Napoli per dissuaderli dall’andare. Comunque Paolo Gentiloni, sempre attento a non fare strappi con il partito – e tanto meno con Renzi – si è adeguato. Peraltro il presidente del Consiglio con i collaboratori non ha fatto mistero di essere soddisfatto di avere finalmente un interlocutore, anche perché, notano a Palazzo Chigi (dove la coppia dei capigruppo di Mdp per i diversi caratteri è stata ribattezzata guerra e pace) “finora non si sapeva con chi parlare”. Qualche interlocuzione c’era stata, visto il ruolo da lui ricoperto prima, con Vasco Errani, ma discorsi vaghi, punteggiati da battute su Massimo D’Alema, per scherzare con l’ex commissario al terremoto, a cui non piace troppo l’ex ministro degli Esteri.

 

C’è anche da dire che Giuliano Pisapia non viene visto come un avversario temibile, al contrario di Massimo D’Alema. Fondamentalmente, per due motivi. Il primo riguarda la voce insistente che circola a Milano secondo la quale a un certo punto l’ex sindaco si tirerà fuori dai giochi vedendo l’impossibilità di federare forze che vadano al di là di Mdp e Sinistra italiana. Il secondo invece riguarda i sondaggi. Secondo le ultime rilevazioni giunte al Nazareno, infatti, il movimento di Pisapia veleggia sul due per cento e non sembra avere grandi capacità espansive.

 

Dunque, nonostante i tentativi fatti da più parti, e nonostante qualche momentaneo disappunto, in realtà il rapporto tra Paolo Gentiloni e Matteo Renzi funziona. E infatti, sempre secondo le voci del Nazareno, è all’attuale premier che il segretario del Partito democratico pensa nel caso in cui dopo le elezioni si vada a una grande coalizione. Non a Marco Minniti, il quale, con l’intervista al Corriere della Sera di qualche giorno fa, si è di fatto proposto come possibile capo di un governo che veda insieme centrosinistra e centrodestra. Del resto, il ministro dell’Interno non ha voluto fare mistero delle sue intenzioni nemmeno con Renzi, con il quale ha adombrato questa suo progetto.

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Commenti all'articolo

  • Giovanni

    04 Ottobre 2017 - 08:08

    Se è come dite concordo con la scelta di Renzi. Ieri mi ha causato conati di nausea le dichiarazioni di Speranza che criticava aspramente quanto fatto da Padoan, proprio lui che fino a qualche mese fa ne elogiava le decisioni. Capisco che la politica è l'arte del possibile e a volte anche dell'impossibile ma un po' di coerenza la pretende anche la politica. E sarei d'accordo anche sulla eventuale scelta di Gentiloni come futuro presidente del consiglio mentre Renzi dovrebbe ocuuparsi a tempo pieno di "restaurare" il PD che ha veramente bisogno urgente di lavori. Molte segreterie regionali e provinciali funzionano male per non dire peggio. Persino il sito internet del PD non è un granchè, con pagine che non funzionano a dovere, centralini sempre occupati che dopo averti fatto aspettare un bel po' ti dicono di richiamare più tardi. Insomma per certi versi un vero sfacelo non degno di quello che fino a prova contraria è ancora il più grande partito italiano.

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