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Fenomenologia di Paolo Maddalena, padre nobile dei complottisti anti vax

Salvatore Merlo

Ottantuno anni, ex giudice ed ex vicepresidente della Corte costituzionale. Ecco chi è l'icona web che pontifica contro le grandi banche, la finanza e le multinazionali del farmaco. Riscuotendo grande apprezzamento tra i seguaci di Grillo

Nel 2013 quelli del blog di Grillo lo candidarono al Quirinale, ma alla fine vinse Ferdinando Imposimato, ubi maior… E d’altra parte “c’è il gruppo Bilderberg  dietro alle stragi di stato italiane”, come disse Imposimato, è una di quelle sparate talmente prive d’ogni scala comparativa da far impallidire le quisquilie spensieratamente snocciolate dal Nostro, malgrado anch’egli, ben inteso, sappia raggiungere quote himalayane. Tipo: “Le banche e le multinazionali si sono appropriate di tutte le istituzioni finanziarie mondiali ed europee”. Boom! “Il Fondo monetario è formato da dodici grandissime banche private, Rotschild, Goldman Sachs e JPMorgan… con le quali sono collegate 600 mila banche che eseguono immediatamente su impulso di computer quello che comandano”. Boom! Boom! E ancora boom!

   

Occorre a questo punto prendere un bel respiro, superare l’impressione immediata d’essere in presenza di una mente giunta in zona Basaglia, e specificare che la persona di cui stiamo parlando non è un personaggio di Maurizio Crozza, ma un ex giudice ed ex vice presidente della Corte costituzionale. Si chiama Paolo Maddalena, ha fondato una specie di movimento politico animato da Alberto Micalizzi, meglio noto come “il Madoff della Bocconi”, un ex ricercatore universitario più volte arrestato per truffa a Milano, e malgrado abbia un’ età che indurrebbe al rispetto, da alcuni anni è stato cinicamente proiettato sul palcoscenico girevole della cretinocrazia dominante da uno sbrigliatissimo quotidiano che l’ha trasformato in una star dei web-sciroccati, un eroico editorialista da balzo e da rimbalzo, uno capace in questi giorni, mentre l’orrore della malaria si riaffaccia in Trentino, d’interpretare la seguente acrobatica linea editoriale: la difesa della Costituzione coniugata con la battaglia contro i vaccini e il complottismo globalista. Mica niente.

   

La televisione non si è ancora accorta di lui, ma qualche responsabile di horror-show saprà presto porre rimedio. Lo scorso 2 settembre, a Firenze, intervenuto a un convegno di antivaccinisti, il dott. Maddalena non le ha mandate a dire: “C’è qualcosa di strano in questa legge sui vaccini. Perché tanta volontà di affermarla?”. Già, perché? “Perché mentre con i pesticidi moriamo tutti e ci sono malattie che nascono e non si fa nulla, c’è invece tanto sussiego nel prescrivere queste vaccinazioni che non è certo che sono valide? Ma insomma che gioco giochiamo? Chi la vuole questa legge?”. Già, chi la vuole? “Non è che per caso la vuole qualcuno con il quale noi non abbiamo nulla da condividere?”. Ovvio. Così, urlando, tra gli applausi, ecco finalmente i colpevoli: “I nostri nemici sono le multinazionali e la finanza. Via! Via dall’Italia! Riprendiamoci quello che è nostro”. Con un finale in crescendo irredentista: “Riprendiamoci il sacro suolo della patria, come dice l’articolo 52 della Costituzione”. E sono, come si vede, sparate storiche, enciclopediche, costituzionali come il loro estensore. Che certo non è ancora Imposimato, ma sfiora le sue vette.

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  • Salvatore Merlo
  • Milano 1982, vicedirettore del Foglio. Cresciuto a Catania, liceo classico “Galileo” a Firenze, tre lauree a Siena e una parentesi erasmiana a Nottingham. Un tirocinio in epoca universitaria al Corriere del Mezzogiorno (redazione di Bari), ho collaborato con Radiotre, Panorama e Raiuno. Lavoro al Foglio dal 2007. Ho scritto per Mondadori "Fummo giovani soltanto allora", la vita spericolata del giovane Indro Montanelli.