Bersani e D'Alema (foto LaPresse)

Sospetto Massimo

D’Alema non si fida più di Bersani e attacca la dirigenza scissionista. Pd avvertito

Massimo D’Alema è preoccupato. Molto preoccupato. La fonte delle sue inquietudini è Articolo 1. L’ex presidente del Consiglio ha confidato a più di un amico che ciò che lo angustia è quella che ha definito la gestione “confusa e poco efficace” del neonato movimento politico messo in piedi dagli scissionisti. Secondo lui, se si va avanti così, non si approda da nessuna parte. Anche perché a suo avviso i dirigenti di Articolo 1 non hanno compreso bene l’operazione politica che dovrebbe vederli protagonisti. Non si tratta soltanto – ha spiegato a coloro che gli sono più vicini – di metter su un listone unitario anti-Renzi. Questa prospettiva, pure da lui caldeggiata, non potrà avere nessuno sbocco, se poi “il cartello elettorale si sfascia subito dopo le elezioni”. Allora farlo sarebbe “inutile”, perché si ridarebbe il boccino a Renzi. D’Alema è talmente preoccupato per come stanno andando le cose tra gli scissionisti del Pd che sta meditando di attaccare la dirigenza del movimento oggi in Direzione. Ancora non ha deciso se e come farlo ma la tentazione è forte.

  

Il bersaglio di un eventuale attacco di D’Alema alla Direzione di oggi del Pd sarebbe apparentemente Roberto Speranza, al quale, formalmente, è stata lasciata la leadership di Articolo 1. Ma l’ex premier vuole parlare a nuora perché suocera intenda. La quale suocera, ovviamente, sarebbe Pier Luigi Bersani, che aveva promesso di lasciare il campo libero al giovane Speranza e che invece ha ripreso nelle sue mani la leadership degli scissionisti. Bersani in realtà lo ha fatto perché vede che Speranza è piuttosto debole, e vuole dargli supporto con i suoi interventi. Ma D’Alema sospetta tutt’altro.

  

Che cosa sospetta dunque l’ex premier? Che Bersani non abbia nessuna intenzione di fare il padre nobile di questa operazione, ma che voglia restare attivamente in campo, candidandosi alle prossime elezioni politiche. Insomma, sotto sotto, l’ex segretario mirerebbe a una sorta di leadership duale con Giuliano Pisapia. Non erano però questi gli accordi che erano stati presi. D’Alema e Bersani, di comune accordo, avevano deciso di non candidarsi alle elezioni per lasciare spazio ai giovani. E ora il primo teme che il secondo ci stia ripensando.

  

Insomma, D’Alema ha paura che alla fine solo lui sia costretto a non candidarsi e che sia Bersani che Pisapia stiano lavorando sotto traccia a questa ipotesi. Il Pd, da parte sua, preferirebbe nettamente che Bersani non si candidasse. E questo non perché parteggi per uno dei due anziani leader di Articolo 1, ma perché la dirigenza del Partito democratico, a partire dal segretario Matteo Renzi, è convinta che l’ex leader del Pd sia l’unico in quello schieramento ad avere dei voti.

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