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Renzi apre a Pisapia: "Un Pd largo e plurale può fare il 40 per cento"

Il capogruppo Pd alla Camera, Ettore Rosato: “L'ex sindaco di Milano tra i nostri interlocutori naturali"

13 Giugno 2017 alle 14:53

Renzi apre a Pisapia: "Un Pd largo e plurale può fare il 40 per cento"

Matteo Renzi e Giuliano Pisapia

Siamo di fronte a un "sostanziale pareggio fra centrodestra e centrosinistra, ora ci saranno i rigori", ha dichiarato Matteo Renzi a Repubblica Tv. Il segretario del Partito democratico apre ad un’ipotesi di allargamento, con l’appoggio dell’ex sindaco sindaco di Milano, Giuliano Pisapia: "Dipende da quale legge elettorale ci sarà, ma se ci sarà la possibilità di individuare dei candidati, vedremo se con preferenze o collegi, vogliamo mettere persone delle associazioni e del terzo settore nelle liste. E siamo disponibilissimi a dialogare con Pisapia e Boldrini. Non c'è nessun cambio di strategia”. Con Pisapia "non ho mai chiuso”, spiega l’ex premier. ”Ci sono posizioni diverse, per esempio tra me e Fratoianni è impossibile andare d'accordo, ma ho sempre detto che un Pd largo e plurale può fare il 40 per cento". Mentre su D'Alema, ribadisce Renzi, l’ipotesi di un’apertura “mi sembra negata dalla realtà. Quelli che se ne sono andati perché non volevano dialogare con noi hanno fatto una scelta: nessuno li ha cacciati".

   

Anche il capogruppo alla Camera del Pd, Ettore Rosato, intervistato dal Messaggero, riconosce che “i nostri interlocutori naturali sono in Pisapia e nell'area politica con ambizioni di governo che a lui si aggrega". E quanto alle alleanze, il capogruppo Pd alla Camera tiene la linea del segretario: "C'è anche un mondo che non si sente rappresentato dalle attuali forze politiche, un pezzo della società più innovativa e attiva che apprezza le riforme e siamo convinti di poterla accogliere nelle nostre liste".

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Commenti all'articolo

  • giantrombetta

    14 Giugno 2017 - 08:08

    Il festival degli imbroglioni pronti ad allearsi con Pisapia e Boldrini al grido: non c'è alcun cambio di strategia. Da quel che leggo sia Pisapia che Boldrini dichiarano d'aver programmi non diversi ma alternativi a quelli di Renzi, e Pisapia in particolare pone due condizioni pregiudiziali per il dialogo con Renzi: primarie e sconfessione delle riforme fin qui proposte e perseguite dal Pd. Renzi assicura che non cambierà strategia, ovvero e' pronto a cambiare il programma di riforme? Ma anche sull'assicurazione di non aver cambiato strategia verrebbe da osservare che fino a ieri sosteneva una proposta di legge elettorale proporzionale tedesca con sbarramento al 5 per cento politicamente avversa ad ogni ipotesi di convergenza elettorale con Pisapia e Boldrini, per non dire pure Alfano. A leggere il Renzi e pure il Rosato di oggi vantare coerenza strategica, come non pensare che siano loro i primi responsabili del fallimento dell'accordo su quella proposta di legge elettorale?

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