La Camera dei deputati (foto LaPresse)

Una moratoria sulla legge elettorale

Claudio Cerasa

Fate presto, fate il resto, non fate i clown e rassegnatevi alla legge dei giudici

We told you so. Esattamente un mese fa, nello stesso riquadro in cui state leggendo oggi questo editoriale, il nostro giornale vi aveva avvertito: non fatevi illusioni, tranquilli, non ci sarà nessuna legge elettorale, la legge verrà modificata qualche settimana prima della scadenza naturale della legislatura e non vale più la pena parlare di questo tema. Pochi giorni dopo i quattro principali partiti italiani a sorpresa hanno trovato un accordo per provare a modificare la legge elettorale ma quell’accordo come abbiamo visto nelle ultime ore non ha funzionato perché si basava su un assunto impossibile: la responsabilità e la coerenza e la serietà di un partito non coerente e non responsabile guidato da un clown.

 

 

Dopo il turno delle amministrative, da lunedì, si tornerà nuovamente a parlare di legge elettorale. Ci saranno nuovi tentativi e ci saranno nuove imperdibili strategie per modificare una legge che milioni di elettori ormai sognano di modificare solo per non doverne mai più parlare. Ma arrivati a questo punto è inutile prendersi ancora in giro, così come è inutile continuare a credere che i governi nascano grazie ai tecnicismi delle leggi piuttosto che alla volontà degli elettori. Arrivati a questo punto sappiamo che la cosa più naturale del mondo sarebbe andare a votare subito con la legge elettorale che esiste da mesi – non si riesce a trovare un accordo su un emendamento sul Trentino Alto Adige, non osiamo pensare cosa accadrà quando ci sarà la legge di Stabilità – ma sappiamo che questo non accadrà perché il partito della longevità del Parlamento è il vero ed egemone partito unico della nazione. Preso atto di tutto questo chiediamo con pudore a tutti i leader delle forze politiche di smetterla di perdere tempo dietro alla legge elettorale e di occuparsi di altro. Questo Parlamento, lo sappiamo, ha perso significato dopo il voto del 4 dicembre. Provare a renderlo ancora meno credibile è un’operazione che non meritiamo. Andare a votare con una legge disegnata dai giudici è la giusta punizione per una politica che non riesce a far prevalere il primato della politica. Più che fate presto vi chiediamo di fare il resto. Vi chiediamo una moratoria, vera, sulla legge elettorale. Chi ci sta?

  • Claudio Cerasa Direttore
  • Nasce a Palermo nel 1982, vive a Roma da parecchio tempo, lavora al Foglio dal 2005 e da gennaio 2015 è direttore. Ha scritto qualche libro (“Le catene della destra” e “Le catene della sinistra”, con Rizzoli, “Io non posso tacere”, con Einaudi, “Tra l’asino e il cane. Conversazione sull’Italia”, con Rizzoli, “La Presa di Roma”, con Rizzoli, e "Ho visto l'uomo nero", con Castelvecchi), è su Twitter. E’ interista, ma soprattutto palermitano. Va pazzo per i Green Day, gli Strokes, i Killers, i tortini al cioccolato e le ostriche ghiacciate. Due figli.