Matteo Renzi (foto LaPresse)

Perché Renzi salverà Torrisi per scaricare sull'accozzaglia la riforma della legge elettorale

Nicola Imberti

L'ex premier non chiederà le dimissioni del senatore di Ap da presidente della commissione Affari Costituzionali, ma chiederà a chi lo ha votato di assumersi la responsabilità delle modifiche

Ufficialmente non ha rilasciato dichiarazioni. E quelle che gli sono state attribuite le ha smentite. In particolare quelle riportate da Repubblica secondo cui Matteo Renzi, dopo l'elezione del senatore di Ap Salvatore Torrisi a presidente della commissione Affari Costituzionali, avrebbe espresso dubbi sulla tenuta del governo (“Cosa fa Gentiloni, come pensa di andare avanti?” le parole riportate dal quotidiano).

 

In realtà, al di là dell'“incidente” che ha creato più di una fibrillazione all'interno della maggioranza, ciò che interessa veramente Renzi in questo momento è la legge elettorale di cui la commissione dovrà occuparsi nei prossimi mesi. L'ex premier non ha alcuna intenzione di chiedere le dimissioni di Torrisi, piuttosto userà il ribaltone a suo favore scaricando sull'“accozzaglia” che lo ha eletto la responsabilità di realizzare la riforma. Tradotto: chi ha vinto ha vinto, adesso però tocca a M5s, Mdp, Forza Italia, Lega e centristi armonizzare il sistema di voto tra Camera e Senato. Buona fortuna.

 

Alfano contro tutti. Intanto il leader di Alternativa Popolare insiste nel chiedere le dimissioni di Torrisi: “La presidenza della commissione spettava al Pd e noi rispettiamo i patti. Lui mi ha chiesto 24 ore per rifletterci e gli ho detto che va bene. Gli ho anche detto che la sua permanenza alla presidenza della commissione è incompatibile con la permanenza in Alternativa popolare. Non siamo nati ieri e più che chiedere a Torrisi di rinunciare non possiamo fare, ma se qualcuno cerca pretesti per creare fibrillazioni nella legislatura e nel governo e andare a elezioni anticipate, allora lo dica chiaramente”.

 

Torrisi, però, non ha alcuna intenzione di dimettersi: “C'è un'espulsione? Roba che nemmeno il Partito comunista sovietico, lasciando perdere il Partito comunista italiano...”. E a questo punto Alfano non può far altro che prenderne atto: “Prendo atto della scelta del senatore Torrisi. Amen. Ha scelto la sua strada. La nostra è diversa: il senatore Torrisi non rappresenta AP al vertice della commissione Affari Costituzionali”.