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I parlamentari fissano il loro stipendio: 5.500 euro al mese

Quorum/YouTrend con la collaborazione di AICP, ha svolto una ricerca tra cittadini e un gruppo di deputati e senatori. Sintonia su diversi punti, ma quando si parla di soldi e costi della politica...

22 Marzo 2017 alle 19:02

I parlamentari fissano il loro stipendio: 5.500 euro al mese

foto LaPresse

Roma. Quanto dovrebbe guadagnare un parlamentare? L’immigrazione è un problema? Quali sono le priorità dell’Italia di oggi? Stavolta a rispondere alle domande non sono solo i cittadini, come di solito avviene in un sondaggio, ma anche un gruppo di 101 fra deputati e senatori. La ricerca si chiama “Tra piazza e palazzo. L’Italia nella percezione dei cittadini e dei parlamentari” ed è stata realizzata da Quorum/YouTrend con la collaborazione di AICP – Associazione Italiana Collaboratori Parlamentari.

 

 

Nessuno dei parlamentari ha inserito i costi della politica fra i tre problemi più urgenti da risolvere, mentre lo ha fatto un cittadino su tre (32,7 per cento). Per deputati e senatori, il tema più importante da affrontare è la disoccupazione (90,2 per cento). Seguono le tasse (63,8 per cento) e la giustizia (32,8). Ma quale sarebbe dunque l’indennità netta adeguata da parlamentare, escluse le spese di ufficio? I cittadini interpellati rispondono 2.894 euro, mentre i parlamentari 5.574. Se si guardano nel dettaglio, i dati sono ancora più interessanti. Per il Pd l’indennità giusta per un parlamentare è 5.781, euro, per il M5s un parlamentare dovrebbe percepire 3.167 euro.

 

 

Più simile, fra le due categorie, la risposta sullo stipendio di un cittadino qualunque per vivere in maniera dignitosa: 1.465 euro (cittadini) contro 1.354 euro (parlamentari). Anche qui però il dettaglio è interessante: secondo i Cinque Stelle un cittadino in media dovrebbe guadagnare 1.600 euro, più o meno la metà di un eletto a Montecitorio o Palazzo Madama. I parlamentari sono anche coscienti di non essere molta stimati dall’opinione pubblica, come si capisce dalla ricerca. Domanda: su 100 cittadini quanti dicono di avere “molta” o “abbastanza” fiducia nel Parlamento? Risposta (azzeccata) di deputati e senatori: 21 per cento. Più o meno quanto gli italiani (22,1 per cento). Netta divergenza invece su quando tornare alle urne. Per quasi metà degli intervistati (45,7 per cento), bisognerebbe andare a votare nel 2018. Una percentuale che sale al 76,1 tra i parlamentari. A chiudere il sondaggio una domanda, più per addetti ai lavori, sui collaboratori parlamentari, una figura sconosciuta al 71,2 per cento dei cittadini e utilizzata dal 91,4 per cento dei parlamentari. 

  

 

David Allegranti

David Allegranti, fiorentino, 1984. Al Foglio si occupa di politica. In redazione dal 2016. È diventato giornalista professionista al Corriere Fiorentino. Ha scritto per Vanity Fair e per Panorama. Ha lavorato in tv, a Gazebo (RaiTre) e La Gabbia (La7). Ha scritto cinque libri: Matteo Renzi, il rottamatore del Pd (2011, Vallecchi), The Boy (2014, Marsilio), Siena Brucia (2015, Laterza), Matteo Le Pen (2016, Fandango), Come si diventa leghisti (2019, Utet). Interista. Premio Ghinetti giovani 2012. Su Twitter è @davidallegranti.

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Commenti all'articolo

  • giantrombetta

    23 Marzo 2017 - 06:06

    Non sono in grado di verificare l'attendibilita' della ricerca, ma prendendo per buoni i risultati ciò che maggiormente mi colpisce e' il constatare che il 70 per cento degli italiani considera l'immigrazione un grave problema per la sicurezza e solo il 40 per cento dei parlamentari la pensa allo stesso modo. Scollamento mica da poco. Interessante infine pure quello che si registra nel giudizio,sull'Europa , negativo per oltre il 70 per cento dei cittadini ma pure per la maggioranza (55 per cento) dei parlamentari interpellati, ovvero 101 soltanto, presumo proporzionalmente rappresentativi di tutti i gruppi. Anche se l'elevato numero di cambi di casacche con creazione di nuovi gruppi rende assai difficoltoso identificare gli schieramenti nell'attuale parlamento con l'ultima scelta elettorale dei cittadini. Ed infatti pure i parlamentari dicono,d'essere consapevoli che più dell'ottanta per cento dei cittadini non ha più fiducia in loro, per cui e' meglio non andare al voto.

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