Luigi Di Maio e Virginia Raggi (Foto LaPresse)

Lo strano garantismo grillino e le gogne di Luigi Di Maio

Claudio Cerasa

Altro che articolo 27 della Costituzione. Per il M5s tutti gli imputati sono "presunti colpevoli fino a prova contraria" ma esiste l'eccezione sancita dal MinculBlog

Al direttore - Ma tra i 91 successi ottenuti a Roma di Virginia Raggi possiamo inserire anche la scelta, ottima, dell’assessore Berdini?

Luca Maffei

 


 

A proposito di Movimento 5 stelle. Ho avuto la possibilità, ieri mattina a “Omnibus”, di interloquire con un deputato del Movimento 5 stelle, Danilo Toninelli, solitamente presentato dai giornali come “uno dei più preparati parlamentari grillini”. Visto il livello della classe dirigente grillina (Luigi Di Maio, prima di candidarsi a premier, sarà riuscito a capire come si leggono le mail?), Toninelli è un tipo preparato e a differenza dei suoi colleghi grillini non ha chiesto di conoscere prima le domande che gli sarebbero state fatte. Nonostante questo, il deputato molto preparato, non è riuscito a rispondere a due domande semplici che gli abbiamo posto. Prima domanda, semplice: cosa prevede l’articolo 27 della Costituzione? A differenza dei colleghi meno preparati di Toninelli, l’onorevole non dice “non so” – come disse in un’altra occasione l’onorevole Di Battista, che in politica non funziona granché ma per fortuna è un ottimo scrittore – ma si lancia con slancio e con coraggio spiega perché la libertà di informazione non è un problema per il Movimento 5 stelle, anzi. Sorvoliamo sul fatto che la libertà di informazione “non sia un problema” per il Movimento 5 stelle – Gigino Di Maio, come è noto, ha pubblicato sui canali di comunicazione grillini le liste di proscrizione dei giornalisti che avrebbero scritto menzogne contro Virginia Raggi, e agli amici dell’Ordine dei giornalisti, che non hanno mandato a quel paese Gigino Di Maio, regaleremo presto un libro di Orwell per capire la differenza tra il diritto a smentire un giornale e il diritto ad avallare una gogna mediatica, e il fatto che i giornalisti additati da Di Maio siano stati effettivamente chiamati dall’Odg è una buona ragione per interrogarsi sull’esistenza dell’Odg. Tralasciamo tutto questo ci permettiamo di far notare all’onorevole grillino che l’articolo 27 della Costituzione prevede che “l’imputato non è considerato colpevole sino alla condanna definitiva”. Diciamo a Toninelli che non ci stupisce che il Movimento 5 stelle non conosca quell’articolo dato che il garantismo del Movimento è un fatto recente e vale solo se il politico indagato è un politico stellato. Il 3 aprile del 2015, in un’intervista alla Stampa, Gigino Di Maio rispose così a una domanda. Basta essere indagato per non potersi più candidare? “Dipende dal tipo di reato. Se sei indagato per abuso d’ufficio sì”. Altra domanda: “È un reato nel quale incorrono molti sindaci. Non è che a voi non capita perché ne avete pochissimi?”. “È un reato grave. Se sei indagato stai fermo un giro. Poi vediamo se la politica si decide ad accelerare i processi”. Dunque, ne deduciamo che l’articolo 27 della Costituzione per il Movimento 5 stelle esista in una forma solo leggermente corretta. “Tutti gli imputati sono da considerare presunti colpevoli a prescindere dal grado di giudizio fatto salvo l’imputato grillino che, ove concesso dal MinculBlog, è considerato non colpevole sino alla condanna definitiva”. Anche alla luce di tutto questo, come si fa a dare torto all’assessore Berdini, assessore all’Urbanistica di Roma, convinto (conversazione carpita ieri dalla Stampa) che Raggi sia una sindaca impreparata circondata da una banda di incapaci. Ti prego, Virginia, resisti, non ci lasciare, resta con noi, il paese ha bisogno di te. Grazie.

  • Claudio Cerasa Direttore
  • Nasce a Palermo nel 1982, vive a Roma da parecchio tempo, lavora al Foglio dal 2005 e da gennaio 2015 è direttore. Ha scritto qualche libro (“Le catene della sinistra”, con Rizzoli, “Io non posso tacere”, con Einaudi, “Tra l’asino e il cane. Conversazione sull’Italia”, con Rizzoli, “La Presa di Roma”, con Rizzoli, e "Ho visto l'uomo nero", con Castelvecchi), è su Twitter. E’ interista, ma soprattutto palermitano. Va pazzo per i Green Day, gli Strokes, i Killers, i tortini al cioccolato e le ostriche ghiacciate. Due figli.