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Per contrastare i campioni del silver bullet non si può combattere seguendo il pensiero debole

Il punto non è elezioni sì o no (meglio sì) ma cosa può fare un leader riformista per prosciugare l’onda anti sistema senza cedere alle tentazioni trumpiste. Renzi, ma non solo. Un girotondo

1 Febbraio 2017 alle 17:05

Certo c’era più energia ed ottimismo sul futuro dell’Italia dopo la vittoria dei Referendum Segni. Ma guardiamo avanti. Il 2017 sarà un anno fondamentale per capire. Come prima cosa capire cosa succederà a Londra, Parigi e Berlino? Vinceranno quelli delle soluzioni gagliarde? Quelli del silver bullet in grado di risolvere tutto – con dazi e barriere degli uomini forti, con Brexit ovviamente hard delle donne di ferro o per finire la gamma con quelli del boom del lavoro stabile perché si aboliscono i “vaucher”. Qui siamo al pensiero debole. Se così fosse e vincesse la voglia di distruggere tutto, di fare casino, di pensare che un bel rogo risolva i problemi, l’Europa non ci sarebbe più e in Italia avremmo un problema grande. Per esempio una perdita di circa 300 miliardi di euro dicono alcune analisi, tra cui i 210 miliardi di debito italiano che detiene la Bce non sono soggetti a “risk sharing”. Se così non sarà, anche se oggi sembra sia una minoranza scoraggiata a pensarlo, in Europa potremmo iniziare a pensare un po’ in grande, magari partendo da un vero esercito europeo. In Italia il fronte rifomista avrebbe il tempo per capire cosa sta funzionando delle cose fatte in questi ultimi anni e correggere quello che non vanno. Darsi una prospettiva lunga. Spiegare bene il progetto complessivo. Non promettere tutto e subito. Entrare nel merito e costringere gli altri ad entrarci. Questa l’unica risposta alle post-verità ed al nulla di chi vuole solo sfasciare.

Andrea Tavecchio è fondatore di Tavecchio e Associati

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