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Chi si erge a difensore della Costituzione, dovrebbe almeno conoscerla

Le tesi tragicomiche di Barbara Lezzi, frontwoman del Movimento 5 Stelle nei salotti televisivi, a Omnibus su La7. Un fact checking smonta la combo di imprecisioni notevoli della senatrice grillina a proposito del referendum costituzionale.

17 Ottobre 2016 alle 14:35

Chi si erge a difensore della Costituzione, dovrebbe almeno conoscerla

La senatrice del M5s Barbara Lezzi (foto LaPresse)

Il “fattaccio” si è compiuto ad Omnibus, su La7, durante la puntata del 13 ottobre. Lì la senatrice del M5s Barbara Lezzi ottiene una combo di imprecisioni notevoli. Queste le tesi, in ordine: “La riduzione dei parlamentari, ben venga, ma si poteva ottenere senza riforma la Costituzione riducendone il numero sia alla Camera che al Senato, […] si poteva fare in 15 giorni. […] Domani mattina, il governo Renzi fa un decreto, perché in 60 giorni può essere approvato, […] in cui si dice che i parlamentari percepiranno la metà dello stipendio e che dalla prossima legislatura saranno il 50 per cento in meno”, “è la prima volta nella storia che una revisione costituzionale viene proposta dal Governo”, “c’è un risparmio di 50 milioni di euro” dalla riforma Renzi-Boschi ed infine “la legge Boccadutri è stata approvata in soli quindici giorni”.

 

Partiamo dall’asserzione per cui non servirebbe una riforma costituzionale per ridurre i parlamentari. È falso, infatti la riduzione del numero dei parlamentari è una modifica costituzionale a tutti gli effetti, poiché va a rivedere gli attuali articoli 56 e 57. Come molti sanno, per modificare la carta costituzionale è necessario seguire l’articolo 138, che prevede una procedura rafforzata per le leggi di revisione costituzionale. Leggi di revisione che debbono seguire anche il quarto comma dell’articolo 72 il quale impone che “la procedura normale di esame e di approvazione diretta da parte della Camera è sempre adottata per i disegni di legge in materia costituzionale”. Quindi nessuna possibilità di decreto e di approvazione entro due settimane.

 

Proseguiamo poi con l’affermazione per cui questa sarebbe la prima revisione costituzionale proposta dal Governo piuttosto che da membri del Parlamento. Si tratta di una bufala: per verificarlo basta controllare una delle ultime proposte di revisione costituzionale, vale a dire la proposta di modifica del titolo V del 2012, poi arenatasi al Senato. Chi aveva depositato il disegno di legge? Mario Monti, Presidente del Consiglio in carica.

 

Sui risparmi della riforma: come dimostrato dal Foglio i tagli certi - in caso di vittoria del Sì - ammonterebbero a circa 133 milioni di euro. La senatrice cita un documento della Ragioneria generale dello Stato per cui i risparmi nel brevissimo periodo sarebbero di circa 57 milioni. Documento mai pubblicato online e dunque non verificabile.

 

Ed infine la legge Boccadutri, la quale stabilì una sanatoria annuale per i bilanci dei partiti che non dovettero essere certificati da una commissione del Parlamento. Ebbene tale atto di legge per essere approvato ha dovuto attendere ben 308 giorni, non certo 15 (presentata in commissione alla Camera il 23 dicembre 2014 e approvata al Senato definitivamente il 27 ottobre 2015). Ennesima bufala, dunque.

 

Barbara Lezzi aveva iniziato il suo intervento rimarcando la necessità che tutte le forze politiche “si concentrino sul merito lasciando da parte gli slogan, dicendo la verità agli elettori”: il risultato sono stati diciassette minuti tragicomici.

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