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Quello che c'è da sapere sul dl ricostruzione per le zone colpite dal terremoto in centro Italia

E' stato approvato in Consiglio dei ministri il dl ricostruzione che fissa i capisaldi di tutti gli interventi necessari alla ricostruzione e al sostegno alla ripresa economica delle zone colpite dal sisma il 24 agosto.

11 Ottobre 2016 alle 17:56

Quello che c'è da sapere sul dl ricostruzione per le zone colpite dal terremoto in centro Italia

I danni del terremoto ad Amatrice (foto LaPresse)

E' stato approvato dal Consiglio dei ministri il dl ricostruzione che fissa i capisaldi di tutti gli interventi necessari alla ricostruzione e al sostegno alla ripresa economica delle zone del centro Italia colpite dal terremoto del 24 agosto.

 

Il decreto legge prevede "uno stanziamento per fronteggiare subito l'immediato di 200 milioni sul fondo che consente di avviare subito le attività  di ricostruzione e poi ulteriori misure: in totale oltre 300 milioni, con la  copertura delle tasse e delle imposte differite e con gli oneri sociali differiti", ha detto il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Claudio De Vincenti, nel corso della conferenza stampa a palazzo Chigi. In totale, le stime per la ricostruzione sono "intorno ai 3,5 miliardi per gli edifici privati e di circa un miliardo per gli edifici pubblici", ha aggiunto De Vincenti sottolineando come queste siano "risorse già previste nella legge di Bilancio che approveremo sabato".

 

Ecco cosa prevede il decreto legge:

 

  • RISARCIMENTO INTEGRALE PER LE CASE E GLI EDIFICI COLPITI: Interesserà tutti gli edifici colpiti dal terremoto. Oltre la metà degli edifici colpiti dal sisma nel centro Italia risulta, infatti, inagibile. I tecnici dell'Agibilità e danno nell'emergenza sismica (Aedes) stanno proseguendo le verifiche e, finora, gli edifici esaminati sono 21.405, di cui solo 10.587 sono stati considerati agibili. Tra gli immobili che non possono essere abitati, 1.183 sono sani ma inutilizzabili per rischio esterno, 6.407 sono totalmente inagibili e 3.228 lo sono solo temporaneamente. I danni del sisma del 24 agosto scorso ammontano a 4 miliardi di euro, tra danni a beni culturali, aziende, edilizia privata.
  • PRESTITO D'ONORE: Per evitare che le imprese, di ogni tipo e grandezza, lascino i territori colpiti, sono previsti prestiti a tasso zero, con un lungo periodo di ammortamento, per il riavvio delle attività produttive, da quelle agricole a quelle operanti nel settore del turismo.
  • SOSTEGNO A LAVORATORI: Il decreto prevede l'utilizzo della cassa integrazione in deroga per i lavoratori di imprese coinvolte nel sisma.
  • TASSE BLOCCATE: E' previsto il blocco del pagamento di imposte e tasse per quanti (singoli e imprese) documenteranno che l'impossibilità a sostenere il pagamento è strettamente connessa al terremoto.
  • LEGALITA' E TRASPARENZA: per assicurare il massimo della regolarità in tutte le fasi, il provvedimento - oltre alla supervisione dell'Autorità nazionale anti corruzione, guidata da Raffaele Cantone - prevede una centrale unica di committenza affiancata da 4 stazioni appaltanti, una per ogni regione colpita, oltre alla partecipazione del ministero per i Beni Culturali e a quello delle Infrastrutture e Trasporti.
  • L'ALBO DELLE IMPRESE: Il commissario del governo per la ricostruzione, Vasco Errani, ha fatto sapere, prima del varo del decreto, che tutte le imprese, anche quelle che lavoreranno in sub appalto, dovranno essere iscritte in una "white list", al contrario del passato quando era sufficiente la sola richiesta di iscrizione.
  • SOLO PROFESSIONISTI ABILITATI: Per evitare conflitti d'interesse tra l'incarico progettuale, l'impresa e la direzione dei lavori, è previsto un elenco speciale dei professionisti abilitati.
  • GOVERNANCE RICOSTRUZIONE: Il decreto prevede il lavoro in stretto coordinamento tra Governo centrale e territori interessati dal sisma. Il Commissario straordinario viene infatti affiancato dai Presidenti delle Regioni Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria come Vice Commissari e da quattro Uffici speciali per la ricostruzione (uno per ogni Regione).

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