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Articolo 18 anti Grillo, anche no

Il M5s è un problema politico che non si risolve con la reintegra.

19 Luglio 2016 alle 06:18

Articolo 18 anti Grillo, anche no

Luigi Di Maio (a sinistra) e Roberto Fico (a destra), i due capi napoletani del direttorio M5S. Al centro Matteo Brambilla (foto LaPresse)

Non è per via giudiziaria che si combatte il grillismo, ancora meno con le ordinanze del tribunale di Napoli che impongono la “reintegra” degli attivisti espulsi dal Movimento 5 stelle, una sorta di articolo 18 dello Statuto dei lavoratori applicato ai partiti. Ancora più bizzarro è che i grandi media nazionali si accorgano della faccenda ora che un giudice ha stabilito che il codice etico sbandierato da Beppe Grillo e dalla Casaleggio Associati non è uno statuto conforme alla Costituzione. Il Foglio, se permettete, c’era arrivato ben prima quando ha scoperto lo spionaggio delle email di parlamentari, amministratori e iscritti; il pedaggio economico che ogni post paga al blog di Beppe Grillo, compresi i messaggi che dovrebbero transitare per siti istituzionali (per esempio quelli indirizzati a sindaci, assessori e consiglieri comunali); il contratto dei candidati, con fidejussione a garanzia della fedeltà al capo.

 

Questi però sono fatti politici, a nostro parere anche fatti enormi, ma che non possono scatenare il boomerang del giustizialismo pur tanto caro ai grillini (“Onestà, onesta!”). Tranquilli, vedrete che Grillo e Davide Casaleggio daranno un’aggiustatina allo statuto per renderlo costituzionalmente corretto, rispetteranno le ordinanze e toglieranno dagli impacci anche Stefano Rodotà, che su questa baruffa non ha detto una parola. Si sarà così sanato il difetto genetico del grillismo, cioè la sua opacità verticistica per una metà dedita al business e per l’altra al verbo del capo, che non per nulla resta unico Garante (con la maiuscola) di ogni singolo atto? Su questo punto neppure dai pur notevoli dibattiti di Sky è venuta una domanda di chiarimenti. Né si risolve l’insostenibile irresponsabilità del progetto grillino, che promette redditi di cittadinanza in barba al debito pubblico liquidato come roba da vecchi partiti, che in politica estera strizza l’occhio all’antisemitismo di Hamas avendo ammiccato anche all’Isis, che dopo la Brexit finge di non aver proposto l’uscita dall’Unione europea o la automatica rottamazione dell’euro, che sponsorizza ogni complotto in rete mettendo preventivamente alla gogna scienziati come Ilaria Capua, salvo scusarsene in scia alla magistratura. Appunto: ma è politica, non roba da procure.

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