"Scie chimiche" (HrodebertRobertus via Flickr)

Cinque stelle e una scia chimica

Redazione
Caro Mieli, dal caso Capua i grillini non hanno imparato nulla.

In un editoriale sul Corriere della Sera, uno dei primi giornali a occuparsi della vicenda, Paolo Mieli è tornato sul caso giudiziario di Ilaria Capua, la scienziata e deputata di Scelta civica ingiustamente triturata dal circo-mediatico giudiziario con l’accusa di diffondere virus per denaro. Ora che la scienziata è stata prosciolta e ha deciso di abbandonare l’Italia per fare ricerca negli Stati Uniti (auguri!), l’ex direttore del Corriere sottolinea come in questo paese nessuno si senta in dovere di chiedere scusa per aver messo in piedi la gogna. Non l’Espresso, che l’aveva sbattuta in copertina e che continua a spargere intercettazioni e veleno, non la politica che l’aveva aggredita e isolata, non la magistratura che in anni di indagini non l’ha mai ascoltata: “Ilaria Capua si è vista costretta a lasciare il suo incarico in Parlamento e la sua attività scientifica nel nostro paese senza che si sia fatto vivo un solo magistrato per chiederle la sua versione sui terribili fatti per i quali era finita alla loro attenzione”. Parole sante. In questo paese esistono le vittime della giustizia, ma non i responsabili.

 

Mieli nota però un’eccezione, il M5s, che dopo le richieste di dimissioni tramite la deputata Silvia Chimienti ha telefonato alla Capua “per esprimerle il proprio rammarico per la sua presa di posizione di oltre due anni fa”. Nelle riflessioni che facciamo ogni giorno sulle evoluzioni del M5s, “forse questo minuscolo episodio è degno di considerazione”, scrive Mieli. In realtà il partito di Grillo non ha chiesto scusa alla Capua. A parte una telefonata privata di cui non conosciamo il contenuto, pubblicamente il M5s e la stessa Chimienti difendono ogni parola e azione: “Non possiamo condividere alcuni giudizi espressi da Capua nei nostri confronti” perché non c’è stato “nessun giustizialismo, attacco violento o ostracismo da parte nostra nei confronti della collega”. I grillini sostengono addirittura di non aver mai chiesto le dimissioni da deputato di Ilaria Capua, affermazione ipocrita e falsa, come dimostra la richiesta di dimissioni pronunciata dai grillini l’11 aprile 2014 alla Camera e i post cancellati dal blog della stessa Chimienti.

 

Sorprende che proprio un osservatore come Mieli, attento ai maltrattamenti che in questo paese magistrati e politici riservano alla scienza, apra una linea di credito ai grillini, da sempre in prima linea contro il metodo scientifico: dall’appoggio al metodo Stamina alla sponsorizzazione della cura Di Bella, dalla lotta ai vaccini alla caciara sulla Xylella, dai microchip allo sbarco sulla luna, dove c’è una scia chimica ci sono 5 stelle. In un editoriale di qualche mese fa Mieli scriveva che “i Cinque stelle avrebbero dovuto sbarazzarsi dell’ideologia complottista, che non si addice a chi aspira ad entrare a Palazzo Chigi”. Non è cambiato nulla, siamo ancora lì.