Massimo D'Alema (foto LaPresse)

Non solo D'Alema, ecco fin dove possono spingersi gli anti renziani

Redazione
“Voto per la Raggi” avrebbe detto Max secondo Repubblica, anche se poi l’ex premier smentisce. Ma a partire dai ballottaggi e in vista del referendum di ottobre va già delineandosi il partito del “Tutti Contro Renzi”.

“Voto per la Raggi e invito chi mi chiede un consiglio a fare altrettanto”, dice Massimo D’Alema. O meglio, Repubblica riporta che amici di D’Alema dicono che D’Alema dice che “Pur di cacciare Renzi sono pronto a votare anche Raggi”. E infatti, dopo che la polemica è montata, l’ex leader dei Ds ha smentito le frasi attribuitegli. In ogni caso la tentazione della minoranza dem di dare una spallata al governo esiste e già il Foglio aveva scritto di “D’Alema che tifa Parisi” e del “sostegno discreto al candidato del centrodestra” a Milano, dove si gioca la partita più importante del renzismo amministrativo.

 



 

Si parla di Roma e Milano, ma sullo sfondo c’è il referendum costituzionale, dove si decideranno le sorti del renzismo e del suo progetto rottamatore e riformatore. E già in questi ballottaggi forze storicamente lontane se non contrapposte ma accomunate unite nel “tutti contro Renzi”, dalla Lega ai grillini passando per la sinistra e la destra più radicali fino a Sabrina Ferilli e Fiorella Mannoia, si stanno avvicinando in vista della battaglia campale di ottobre. Un abbozzo di “Partito dell’altra nazione” lo si è già visto all’opera nel recente referendum (fallito) No Triv. Ecco come l’avevamo raccontato poco tempo fa:


"Manca solo Brancaleone da Norcia e nella grande armata referendaria contro le trivelle ci sono quasi tutti, ognuno con le sue idee e per motivi diversi, la gran parte dei quali prescinde dal quesito. Anzi, si fa prima a dire chi è contrario: il Pd. E neppure tutto, perché la minoranza interna e diversi presidenti di regione dem sono schierati sul fronte del “sì”, insieme a un ampio ventaglio di forze politiche che va dal Movimento 5 stelle alla Lega, da Sel a Fratelli d’Italia, da Forza Italia a Rifondazione comunista, passando per i Verdi, Forza Nuova, Casa Pound, associazioni ambientaliste, movimento benecomunista, attori, cantanti e vescovi. Ecco l’altro Partito della nazione, che si oppone a quello originario di Renzi, o meglio un Partito della reazione che ha certamente in comune un obiettivo tattico – dare un colpo al governo in vista delle amministrative e in attesa della battaglia finale del referendum costituzionale – ma ha anche una simile radice ideologica, fatta di avversione all’industria, rifiuto delle grandi opere, ambientalismo esasperato, chilometro zero e decrescita felice".