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Dalla corruzione all'illegalità, il senso non vittimista del 2 giugno secondo Mattarella

Il presidente della Repubblica al Corriere della Sera: "L'Italia è molto migliore di come la si dipinge". E a chi vede corruzione ovunque: "Esiste, ma non sarebbe giusto pensare che tutto il paese sia così. Da noi viene combattuta e sanzionata".

2 Giugno 2016 alle 10:57

Dalla corruzione all'illegalità, il senso non vittimista del 2 giugno secondo Mattarella

Il capo dello Stato Sergio Mattarella alla festa della Repubblica, con il ministro Roberta Pinotti (foto LaPresse)

Si celebra oggi la festa della Repubblica. Per ricordare il referendum che 70 anni fa sancì in Italia la vittoria della repubblica sulla monarchia, i rappresentanti delle istituzioni sono presenti alla parata militare che si svolgerà ai Fori imperiali a Roma. Tra loro, ovviamente, anche il capo dello Stato Sergio Mattarella, che oggi ha rilasciato un’intervista al Corriere della Sera.

 

Nel tracciare un’analisi della situazione del paese, il presidente della Repubblica ha voluto scansare le tendenze vittimistiche e catastrofistiche con cui molti opinionisti, ma anche personaggi pubblici, sono soliti descrivere un’Italia in preda all’illegalità e a scarso senso morale: “I miei incontri al Quirinale o in giro per il Paese – ha detto Mattarella – hanno confermato una mia sensazione consolidata: ossia che l’Italia, nel suo complesso, è molto migliore di come noi stessi, a volte, la dipingiamo”.

 

“Vi sono ovunque, e a tutti i livelli, persone fortemente impegnate per far prevalere la legalità e il senso dello stato – ha aggiunto il presidente della Repubblica nell’intervista a Marzio Breda – altre che si occupano concretamente di solidarietà e che danno prova continua di altruismo; altre, ancora, che eccellono in tutti i campi, da quello culturale a quello scientifico, a quello imprenditoriale, nonostante la carenza di fondi o le difficoltà acuite dalla recente crisi economica. Vi sono grandi risorse umane: l’Italia, che deve assicurare a tutti la possibilità di esprimersi adeguatamente, è davvero un grande paese”.

 

Certo, questo “non significa che tutto vada bene”, ha proseguito il capo dello Stato richiamando i “segnali di scollamento e di stanchezza” e l’indebolimento del “senso della convivenza”, ma “la grande maggioranza degli italiani coltiva e manifesta senso di umanità, di generosità, di condivisione e affetto per l’Italia e per la sua Repubblica”.

 

E interpellato sulla diffusione della corruzione nel paese, che per alcuni (si veda il presidente dell’Anm Piercamillo Davigo) sarebbe superiore e peggiore a quella di vent’anni fa, Mattarella ha replicato: “La corruzione in Italia, ma non solo in Italia, esiste. È un fenomeno grave, perché divora risorse, nega diritti e mina il rapporto di fiducia tra lo Stato e i cittadini. Ma non sarebbe giusto pensare che tutto il paese sia così o che sia in balìa della corruzione. Abbiamo anticorpi per combatterla. A differenza di altri luoghi, da noi viene combattuta e, spesso, scoperta e sanzionata. La risposta delle istituzioni esiste e si fa sentire con vigore. Non sempre, ripeto, accade così nel resto del mondo”.

 

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