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Le motivazioni con cui è stato arrestato Uggetti avrebbero spaventato Robespierre

Quello che ha portato il sindaco e l'avvocato Marini in manette e la giustizia che è impazzita a Lodi.

9 Maggio 2016 alle 10:15

Le motivazioni con cui è stato arrestato Uggetti avrebbero spaventato Robespierre

Simone Uggetti (foto LaPresse)

Da martedì scorso è in carcere il sindaco di Lodi Simone Uggetti (Pd), così come l’avvocato Cristiano Marini. Entrambi sono accusati di turbativa d’asta in un bando per la gestione estiva di due piscine all’aperto.

Sara Monaci, Il Sole 24 Ore 7/5;

 

Questa inchiesta ritrae il sindaco mentre trucca una gara pubblica. Gli elementi raccolti da procura e Fiamme Gialle appaiono forti. Ci sono: la denuncia di una funzionaria, che ha registrato le riunioni con il sindaco, le email che la testimone ha consegnato, le intercettazioni telefoniche che descrivono con chiarezza la manipolazione del bando e la disinvoltura con cui il professionista Marini, interessato all’appalto, entrava negli uffici e partecipava alla stesura del capitolato. In più, Uggetti e l’avvocato riescono a venire a conoscenza dell’indagine e tentano di cancellare le prove. Ci sono tutti i presupposti per contestare un reato, la turbativa d’asta, tra i più diffusi in Italia, che mina la competitività del sistema economico.

Gianluca Di Feo, la Repubblica 4/5;

 

Facciamoci un’idea di Lodi. Dell’Arti: «Poco più di quarantamila abitanti. Storia millenaria (fondata da Federico Barbarossa). Coltivano mais, hanno il metano, pil pro capite intorno ai 25mila euro annui. Hanno anche un quotidiano locale, Il Cittadino, di proprietà della Curia. Provincia benestante e di solito tranquilla».

Giorgio Dell’Arti, La Gazzetta dello Sport 4/5;

 

Dal ’95, da quando l’allora sindaco leghista Alberto Segalini fu arrestato per un mai chiarito furto in una clinica estetica, solide giunte di centrosinistra hanno attraversato il ventennio berlusconiano senza mai rischiare il tracollo.

Mauro Rancati, la Repubblica 4/5;

 

Facciamoci un’idea del sindaco Simone Uggetti. Di Sant’Angelo Lodigiano, 42 anni, sposatosi l’anno scorso, senza figli, modesta casa in centro. Delfino di Lorenzo Guerini, suo predecessore, oggi deputato e vicesegretario del Pd e tra i più stretti collaboratori del premier Matteo Renzi. Uggetti è un laico con una lunga militanza nei movimenti giovanili della sinistra comunista, e cresce all’ombra dei maggiorenti lodigiani di Pds, Ds e Pd. Consigliere comunale di Lodi nel ’95 e poi assessore quando Guerini, dieci anni dopo, si candida a sindaco. La storia di Guerini è invece tutta nel mondo cattolico della Bassa padana che lo ha prodotto, lanciato e ancora lo sostiene. Garante centrista del patto, diventa sindaco per due mandati, dal 2005 al 2012. Uggetti è assessore alla Mobilità e non sembra avere molte chance di succedergli, almeno finché all’orizzonte non arriva Renzi. Rancati: «Guerini intravede un futuro e decide di giocarsi la ribalta nazionale al seguito del rottamatore. Qui nasce il patto tra il cattolico e l’ex comunista: a Uggetti viene affidata la gestione quotidiana del Comune mentre Guerini, che è anche presidente Anci, può farsi conoscere, accreditarsi con Renzi. Si dimette un anno prima della scadenza per correre al Parlamento. E quando nel 2013 arriva la campagna elettorale per il Comune, tra il bersaniano Uggetti e il renziano Guerini è grande amore. Guerini si spende apertamente per lui, Uggetti vince in carrozza. Forza Italia, M5S e Lega non vedono palla».

Mauro Rancati, la Repubblica 4/5;

 

Infine, facciamoci un’idea della Procura che ha indagato e accusa Uggetti. La Procura della Repubblica di Lodi è senza un capo dall’inizio di quest’anno e il Csm non ha ancora deciso chi metterci. I sei posti previsti di sostituto procuratore invece sono tutti coperti. L’attuale procuratore facente funzione, Sara Mantovani, è un magistrato, in servizio dal 2012, alla prima valutazione di professionalità. Degli altri cinque sostituti, quattro sono in servizio dal 2014, uno dal 2015. La somma degli anni di servizio di tutti e sei i magistrati è pari a tredici. A parte il procuratore facente funzione, gli altri sono magistrati in attesa della prima valutazione di professionalità, ovvero il Csm non si è ancora espresso sul loro operato. E fra questi cinque c’è il sostituto procuratore che ha chiesto l’arresto per il primo cittadino, Laura Siani. In sintesi, questi cinque, vinto il concorso in magistratura e frequentato il tirocinio, hanno scelto l’attuale incarico nell’ambito delle sedi vacanti rese disponibili dal Csm. Non essendoci la separazione delle carriere, la scelta poteva essere fatta indifferentemente fra uffici di procura e uffici giudicanti.

Giovanni M. Jacobazzi, Il Dubbio 7/5;

 

E adesso vediamo di cosa tratta l’inchiesta. L’ex sindaco Guerini, mai coinvolto in inchieste giudiziarie, una rogna l’aveva lasciata a Palazzo Broletto. Quella di una maxi piscina coperta da 13 milioni di euro, un impianto splendido con tre vasche sauna palestra e bar, chiamato la Faustina. La costruzione parte nel 2008 in project financing e viene affidata ai privati della coop Iter di Lugo di Ravenna. A fine lavori però la società finisce sull’orlo del fallimento e apre la procedura di concordato preventivo. A quel punto il Comune decide di intervenire e la gestione della Faustina passa allo Sporting Lodi, che ha come soci di maggioranza (entrambi al 45%) la privata Sport 64 e la municipalizzata Astem, società al 99% del Comune, che si occupa anche di verde pubblico, riscaldamento e riscossione dei tributi.

Cesare Giuzzi, Corriere della Sera 6/5

 

I conti della Faustina lievitano e la giunta guidata da Uggetti, che intanto è succeduto a Guerini, inizia il percorso di risanamento. Adesso nel Pd si dice che per sistemare la faccenda Uggetti abbia forzato un po’ la mano dando in gestione allo Sporting Lodi tutte e tre le piscine: la Faustina, quella coperta con i conti in rosso, più le due all’aperto, la Contardi e la Belgiardino, quelle oggetto delle turbativa d’asta ed evidentemente più remunerative. Questo, si presume, per evitare al Comune di ripianare ogni anno i conti della Faustina.

Mauro Rancati, la Repubblica 4/5;

 

I pm hanno agito a seguito della denuncia alla Guardia di Finanza di una dipendente comunale, responsabile del servizio sport turismo e promozione della città, di nome Caterina Uggè, che a suo dire è stata emarginata dal sindaco perché s’era rifiutata di scrivere il bando di gara secondo le direttive ricevute. La Uggè, nella sua denuncia, sostiene che «nei due mesi in cui ho tentato con tutta la lucidità possibile di costruire un bando corretto ed equilibrato, non posso negare che gli incontri con il sindaco mi hanno lasciato addosso la sensazione di sottomissione forzata ad una volontà superiore [...] L’alternarsi di toni confidenziali e autoritari, mi hanno condizionato e mi hanno intimorita facendomi sentire in difetto». E nelle carte si legge anche che il sindaco Uggetti avrebbe tentato di «addolcire la funzionaria» prefigurandole la possibilità di coinvolgere nella gestione delle piscine anche la Sportime, società sportiva la cui presidente è Lucia Uggè, sorella di Caterina, fino a oggi sempre esclusa dalla gestione delle piscine lodigiane perché concorrente dello Sporting Lodi.

Tiziano Troianello, La Nazione 5/5;

 

Tutto fondato. Ma qual è il merito dell’inchiesta? Secondo gli inquirenti il sindaco di Lodi, con un bando ad hoc, avrebbe favorito la società a maggioranza pubblica Sporting Lodi per la gestione estiva di due piscine all’aperto, così da permettere alla stessa società a maggioranza pubblica di compensare le perdite gestionali che aveva nella piscina al coperto. Ovvero il bando di gara viene alterato non per arricchire imprenditori privati ma per favorire una società municipalizzata (la Astem) e affidare gli impianti a un’altra società di cui il Comune possiede la maggioranza (lo Sporting Lodi). E il professionista arrestato come complice del sindaco non è altro che un consigliere sia di Sporting Lodi che di Astem. Non c’è un euro che passa di mano e, inoltre, nell’imporre la modifica dei requisiti d’appalto, Uggetti introduce norme che favoriscono chi opera a Lodi, riducendo pure gli impegni economici per la ristrutturazione e abolendo i 4.000 euro di canone annuo previsto inizialmente.

Gianluca Di Feo, la Repubblica 4/5;

 

Ma sono altre due le cose più interessanti di questa vicenda. Primo: che un’inchiesta su un bando da 4.000 euro per la gestione di due piscine comunali a Lodi diventi un caso nazionale e assesti un colpo micidiale al Pd, confortando la tesi, politicamente molto significativa, che anch’esso è un partito di corrotti e di criminali.

Giorgio Dell’Arti, La Gazzetta dello Sport 4/5;

 

Secondo: che per una gara da 4.000 euro un sindaco si ritrovi cautelativamente dietro le sbarre a causa di un provvedimento di arresto firmato dal gip Isabella Ciriaco che, parole di Francesco Merlo, «avrebbe spaventato Robespierre e confortato Stalin».

Francesco Merlo, la Repubblica 5/5;

 

Per il gip di Lodi, Uggetti è «soggetto autoritario che riesce a imporsi su coloro che gli ruotano intorno, ponendoli in soggezione, il che rende oltremodo realistica la capacità di questi di subornare e intimidire i testimoni».

Gli indagati «con assoluta spregiudicatezza portano avanti con protervia i loro fini, ma anche attività volte a distruggere le tracce del loro accordo [...] manifestando apertamente il fastidio derivante da chi denuncia a gran voce le loro condotte nefaste e contrarie alla legge».

Sandro De Riccardis, la Repubblica 4/5;

 

Inoltre la personalità «negativa e abietta» porta a ritenere «con decisa verosimiglianza» che gli imputati «abbiano potuto sistematicamente gestire la cosa pubblica con modalità illecite, commettendo reati contro la pubblica amministrazione». Eppure qui c’è solo un reato. Di Feo: «Si passa dalla presunzione di innocenza alla presunzione di colpevolezza». Il sindaco, stabilisce il Gip, «ha tradito l’alta funzione attribuitagli dai suoi cittadini, gestendo la cosa pubblica in maniera del tutto arbitraria e prepotente violando non solo le normative di settore ma, prima ancora, il mandato politico».

[Gianluca Di Feo, la Repubblica 4/5];

 

Le conclusioni del magistrato vanno pure oltre e teorizzano che per un politico o per un avvocato possa esserci solo l’arresto in carcere perché «la conoscenza che hanno degli strumenti investigativi, per il ruolo politico sociale rivestito dall’Uggetti e per le cognizioni tecniche proprie del Marini», impongono la prigione. Ed escludono persino la custodia a casa con il braccialetto elettronico poiché con l’attuale progresso tecnologico «è impossibile monitorare e controllare gli indagati sottoposti agli arresti domiciliari».

[Gianluca Di Feo, la Repubblica 4/5];

 

Il reato, ricordiamolo, è turbativa d’asta, per aver favorito nella gestione della piscina una società controllata a metà dal Comune. Merlo: «Il sindaco prendeva i soldi per il Comune. La pena è da sei mesi a cinque anni. Il giudice invece lo vuole mandare all’Inferno. Nell’attesa lo ha assegnato a Milano, a San Vittur, “sbattuu de su, sbattuu de giò / mi sont de quei che parlen no”, invece che chiuderlo nel carcere modello di Lodi dove – non sia mai – avrebbe sofferto un po’ di meno».

[Francesco Merlo, la Repubblica 5/5].

 

(a cura di Francesco Billi)

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