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Che ci fa il Cav. con Md? Sfascisti, no grazie. Caro Berlusconi, ripensaci

Meglio Matteo Renzi o Marco Travaglio? Perché bisogna sostenere il referendum. Lettere e firme in risposta all'invito del direttore Claudio Cerasa a Silvio Berlusconi a cambiare idea, a sostenere il referendum costituzionale di ottobre e a non confondersi all’Italia degli Zagrebelsky, dei Grillo, dei Travaglio, degli Ingroia e dei professionisti del no.

6 Maggio 2016 alle 14:45

Che ci fa il Cav. con Md? Sfascisti, no grazie. Caro Berlusconi, ripensaci

Il direttore del Foglio, Claudio Cerasa, ha invitato su queste colonne l’ex presidente del Consiglio Silvio Berlusconi a cambiare idea, a sostenere il referendum costituzionale di ottobre e a non confondersi all’Italia degli Zagrebelsky, dei Grillo, dei Travaglio, degli Ingroia e dei professionisti del no. Questa riforma, come ha messo nero su bianco il capogruppo al Senato Paolo Romani un anno fa, “rappresenta una pagina storica, che porta l'Italia fuori dalle paludi ottocentesche di una rappresentatività estrema e irragionevole, dalla lentezza e dall’indecisione, dal diritto di veto di partiti irrilevanti e dalla impossibilità di governare, che permette di superare il bicameralismo, delineando un assetto parlamentare e un procedimento legislativo più snello, con una netta distinzione di ruoli e funzioni fra le due Camere e che porta due firme: quella di Renzi e quella di Berlusconi”. Caro Cav stavolta ha torto, non si può dire di no a una legge che non è perfetta, ovvio, ma che sterilizzerà il potere dei giudici, metterà in un cassetto i veti delle minoranze, rafforzerà i poteri del premier, darà più stabilità ai governi, metterà gli elettori nelle condizioni di scegliere da chi farsi governare, contribuirà a ricreare le basi, come si dice, per un bipolarismo maturo e renderà impossibile la formazione di esecutivi fragili come quelli avuti nel 1996, ai tempi del suo governo Ci ripensi, caro Cav., si guardi attorno, si chieda che ci fa lì con Moni Ovadia e Marco Travaglio, si domandi se non vale la pena sbarazzarsi una volta per tutte dell’Italia dello sfascio e alla fine siamo certi che ci ripenserà. Il nostro è un appello. Chi lo condivide ci scriva qui: forzareferendum@ilfoglio.it.


 

 

Al direttore - Condivido ogni singola parola di ciò che lei ha scritto oggi nel suo articolo. E’ davvero incredibile come l’incoerenza sia vissuta dai nostri politici con grande noncuranza… Forza Referendum!!
Maria Berrini

 

Al direttore - No al partito dello sfascio. Forza referendum
G. Engele

 

Al direttore - Avevo 19 anni e frequentavo l’Accademia Aeronautica a Pozzuoli per diventare pilota militare, era il 2001. In quella primavera di tre lustri fa, quando uscirono i risultati elettorali andammo a festeggiare in moto con le bandiere di Forza Italia: un trionfo. Seguo la politica e il Cavaliere da quando, adolescente, mi appassionai alla politica. Argomenti difficili, da approfondire e da capire. Forza Italia e Berlusconi ci hanno dato un sogno e ci hanno fatto capire cosa davvero non funzioni in Italia e cosa, prima di tutto, debba essere cambiato in questa disgraziata nazione per poter minimamente pensare di poter cambiare nel profondo; la Costituzione. Scritta 70 anni orsono, rappresenta esattamente ciò che permette il consociativismo, la partitocrazia, ovvero ciò che NON permette alcun cambiamento vero. Il Presidente questo lo ha capito da anni e ce lo ha raccontato, sinceramente, per anni. Ora, dopo la sciagura del referendum del 2006 in cui il Pd arringò le folle gridando al golpe, sento Brunetta dire che dobbiamo dare una spallata a Renzi attraverso il referendum; e perché? Perché?  Visto che la riforma costituzionale è quanto chiediamo e proviamo a fare da 20 anni?Perché? visto che noi del centrodestra dovremmo essere migliori del centrosinistra del 2006 che affossò la “nostra” riforma con accuse infondate? Perché? se l’abbiamo scritta anche noi del centrodestra in Parlamento? Perché? Se finalmente permette la governabilità ed un governo forte? Stiamo rasentando l’assurdo, e ciò ferisce profondamente i valori in cui ho creduto questi ultimi 20 anni.

 

Renzi sta facendo ciò che avremmo dovuto e voluto fare noi del centrodestra. Ebbene diciamolo e appoggiamolo con franchezza. Primo, perché è giusto. Secondo, perché altrimenti quelli come me voteranno Renzi.
Martino Santaniello

 

 

Al direttore - D’accordo.
Giancarlo Garello

 

 

Al direttore - Condivido l’appello del Direttore, grazie.
Riccardo Menusuali

 

 

Al direttore - Caro Cerasa, il suo articolo non fa una piega, complimenti.
Massimo Petralia

 

 

Al direttore - Grazie per questa battaglia che è anche quella di molti di noi.   
Giuseppe Vicoli

 

 

Al direttore - Condivido la posizione dell’articolo del direttore sul Foglio di oggi!  
Luca Ballarini

 

 

Al direttore - Ho sempre pensato che il Cav. Silvio Berlusconi ha avuto un ruolo importantissimo nella politica dell’ultimo ventennio, arginare con tutte le sue forze la classe politica di sinistra la peggiore e la più vecchia. Esattamente quello che tutt’oggi è costretto a fare Renzi! Perché mettersi contro le riforme della costituzione quando lui stesso le voleva! Se Berlusconi volesse essere ricordato dalla storia dovrebbe terminare la sua opera di “rottamatore ante litteram” della vecchia sinistra che ha sempre combattuto e aprire alle riforme! Forza Cavaliere faccia sentire la sua vera voce!
Caterina Balestra

 

 

Al direttore - Ottimo articolo ma il Cav. Ci ripenserà? Speriamo!!!!!!
Ivan Torrisi

 

 

Al direttore - Caro direttore, ovviamente voterò Sì alla riforma costituzionale voluta da Renzi. E’ il momento di cambiare la nostra carta costituzionale dopo decenni di stasi assoluta. Non è la migliore riforma possibile, ma piuttosto che niente meglio piuttosto.  Cordialmente  
Mauro Carrannante

 

 

Al direttore - Se a ottobre vince il no per le riforme è finita! Viva Napolitano!
Francesco Pini

 

 

Al direttore - Sono una cittadina italiana che ha letto, riletto  il bellissimo articolo del direttore Cerasa del 3 maggio 2016 sul referendum. Da sottoscrivere ogni punto. Vi chiedo, Vi prego, di continuare ogni giorno a portare avanti a questa battaglia per dare un orizzonte al nostro paese, per dare una speranza ai bambini e ai ragazzi di questo nostro (sgangherato) paese, che per la prima volta potrebbe avere un sussulto nuovo.
Francesca Biagioni

 

 

Al direttore - Gentile Direttore, credo che il tuo articolo di ieri sia esemplare e Berlusconi dovrebbe riflettere. Ma tutti devono riflettere: c’è un’Italia che tende all’autodistruzione. Ed è dopotutto l’Italia di chi vive sul lavoro altrui: Forzareferendum e anche forzafoglio: sperando che il vostro collaboratore riempitivo  Buttafuoco la smetta con le sue espressioni assurde e narcisistiche  dalla Gruber: deve andare, da pregiato intellettuale qual è, a lezione da Max Weber su leadership e carisma.
Manes Toschi

 

 

Al direttore - Voterò sì con la famiglia e a chi mi obietterà che così vota Renzi e non vorrebbe, dirò di rifarsi alle prossime politiche. Penso che mr. B stia mostrando di pagare le cambiali che ha firmato per non finire gli ultimi giorni in “Tunisia”. In gergo un po’ volgare si chiama paraculismo.
Vincenzo Meroni

 

 

Al direttore - Bellissimo articolo e analisi lucida finalmente sgombra da pregiudizi. Cordiali saluti.
Gloria

 

 

Al direttore - Forza bel paese, “là dove il sì suona”. E speriamo, là, di ritrovarci con il Cav., se è quello che “l’Italia è il paese che amo”.
Enrico Bono

 

 

Al direttore - Referendum? Votare sì per andare avanti.
Giorgio Caim

 

 

Al direttore - Sì al referendum.
Felice Di Domenico

 

 

Al direttore - Sono un antico lettore del Foglio; negli ultimi venti anni ho sempre votato Forza Italia o Pdl. Ho votato per confermare la nostra riforma del 2006, contro Scalfaro, Rodotà, Zagrebelski, Landini, Camusso, Bersani, ecc. e ora a ottobre – secondo Brunetta e purtroppo anche secondo Berlusconi – dovrei votare no unendomi a questi personaggi, oltretutto a una riforma che tutto sommato non è molto peggio della citata nostra del 2006? Non sono renziano ma voterò sì senza se e senza ma.
Mircho Bellei

 

 

Al direttore - Una cerasa tira l’altra.
Paolo Gobbini

 

 

Al direttore - Gentile Dr. Cerasa, condivido al 100 per cento l’APPELLO che Lei ha fatto sul FOGLIO del 3 maggio scorso, alla fine dell’articolo intitolato: “Che ci fa Berlusconi con Travaglio?”. Sono un lettore del Foglio, sin dall’uscita del primo numero. Ho sempre condiviso, in tutti questi anni, le vostre idee. Andate avanti così. Il BUON SENSO e la RAZIONALITA’ finiranno per vincere. Cordiali saluti a Lei (che ha ringiovanito e rinvigorito il Foglio) e un abbraccio al GRANDE Giuliano Ferrara.
Enrico Ventura

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