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No sfascisti! Caro Cav. ti scrivo: torna a combattere contro i professionisti del no

ll direttore del Foglio, Claudio Cerasa, ha invitato su queste colonne l’ex presidente del Consiglio Silvio Berlusconi a cambiare idea, a sostenere il referendum costituzionale di ottobre e a non confondersi all’Italia degli Zagrebelsky, dei Grillo, dei Travaglio, degli Ingroia e dei professionisti del no.

5 Maggio 2016 alle 15:38

No sfascisti! Caro Cav. ti scrivo: torna a combattere contro i professionisti del no

Silvio Berlusconi ad Arcore (foto LaPresse)

ll direttore del Foglio, Claudio Cerasa, ha invitato su queste colonne l’ex presidente del Consiglio Silvio Berlusconi a cambiare idea, a sostenere il referendum costituzionale di ottobre e a non confondersi all’Italia degli Zagrebelsky, dei Grillo, dei Travaglio, degli Ingroia e dei professionisti del no. Questa riforma, come ha messo nero su bianco il capogruppo al Senato Paolo Romani un anno fa, “rappresenta una pagina storica, che porta l'Italia fuori dalle paludi ottocentesche di una rappresentatività estrema e irragionevole, dalla lentezza e dall’indecisione, dal diritto di veto di partiti irrilevanti e dalla impossibilità di governare, che permette di superare il bicameralismo, delineando un assetto parlamentare e un procedimento legislativo più snello, con una netta distinzione di ruoli e funzioni fra le due Camere e che porta due firme: quella di Renzi e quella di Berlusconi”. Caro Cav stavolta ha torto, non si può dire di no a una legge che non è perfetta, ovvio, ma che sterilizzerà il potere dei giudici, metterà in un cassetto i veti delle minoranze, rafforzerà i poteri del premier, darà più stabilità ai governi, metterà gli elettori nelle condizioni di scegliere da chi farsi governare, contribuirà a ricreare le basi, come si dice, per un bipolarismo maturo e renderà impossibile la formazione di esecutivi fragili come quelli avuti nel 1996, ai tempi del suo governo Ci ripensi, caro Cav., si guardi attorno, si chieda che ci fa lì con Moni Ovadia e Marco Travaglio, si domandi se non vale la pena sbarazzarsi una volta per tutte dell’Italia dello sfascio e alla fine siamo certi che ci ripenserà. Il nostro è un appello. Chi lo condivide ci scriva qui: forzareferendum@ilfoglio.it.

 


 

Al direttore - Caro Cav., il suo Sì alla riforma costituzionale è in realtà un bel No a Renzi. E’ vero tutto quello che Lei dice, cioè che non è stato eletto dal popolo italiano, che prima c’è stato un ‘gomblotto’ internazionale per mandarla via ecc. Ma deve anche ammettere che ora Renzi con questa riforma ci sta rimettendo un pezzo di Pd, tutta la Cgil, i magistrati democratici ecc. E allora lasci che sia lui a costruire la strada e poi tra due anni Lei su questa nuova strada riformata lo potrà sorpassare per governare finalmente senza tutti i lacci e lacciuoli e riprendere la rivoluzione industriale da dove è stato costretto a interromperla. Con stima, un milanista fiducioso e in attesa.
Daniel Mansour

 

Al direttore - Con la presente confermo la posizione del direttore Claudio Cerasa, per fare cambiare idea a Berlusconi.
Messa Pietro Franco

 

Al direttore - Condivido!! Forza Foglio!!
Enrico Cerchione

 

Al direttore - Sono un elettore di Forza Italia, ma di quella del 1994 e non di quella odierna dei Brunetta e soci. Per questo condivido in pieno l’appello del Foglio per il Sì al referendum confermativo costituzionale. Lo scontro, anche nell’area dei moderati italiani, è tra modelli alternativi di reggimento istituzionale e politico: politica versus anti-politica, riformismo versus moralismo, democrazia decidente versus democrazia inconcludente.
Alberto Bianchi

 

Al direttore - Condivido in pieno.
Marco Paganotto

 

Al direttore - Condivido l’appello.
Sabrina Varroni

 

Al direttore - Condivido pienamente. Forza Italia commette un tragico errore se tradisce lo spirito ed i principi che l’hanno animata dal momento della scesa in campo: andrebbe contro il sentire della grande maggioranza dei suoi elettori attuali (pochi) e potenziali (molti). Purtroppo il tutto puzza di gelosia e ripicca
Giulio Dolcetta

Al direttore - Caro Cav.: usciamo dal blocco.
Corrado Gioacchini

 

Al direttore - Sono sempre di centro-destra, mi spiace, ma voterò sì. Sono stufo di vedere andare a monte riforme che, magari poco, ma qualcosa di buono hanno. Basta speculazione politica a ogni occasione. L’Italia ha bisogno di migliorare indipendentemente da chi la guida. Hanno fregato Berlusconi; ora lui non si faccia rifregare dai talebani. Grazie per l’ospitalità. Cordiali saluti.
Gianni Penazzi

 

Al direttore - Articolo del Direttore del 3 maggio 2016: condivisibile al cento per cento l’analisi e l’auspicio di un ripensamento (con un’altra delle imprevedibili giravolte del Cav.?). Grazie per il contributo del suo giornale al dibattito politico sull’opportunità o meno di cambiare quelle parti della Costituzione – quantomeno inequivocabilmente obsolete – a circa 70 anni dalla stesura in un contesto e prospettive completamente diverse. Buon lavoro.
Vittorio Ammannato

 

Al direttore - Approvo l’appello senza se e senza ma. Buon lavoro caro Claudio.
Michele Lepore

 

Al direttore - Condivido l’appello, seguirà anche il Cav., vedrete.
Tommasino Barrasso

 

Al direttore - Mi associo a Claudio Cerasa nell’invito al ripensamento da parte di Berlusconi che è troppo lungimirante per non condividere il detto che è del saggio cambiare parere.
Amerigo Boiardi

 

Al direttore - Sono completamente d’accordo con voi (per quel che vale). Mi sembra di rivivere il cambiamento di Indro Montanelli nei confronti di Berlusconi.
Gennaro Balducci

 

Al direttore - Totalmente aderisco!
Giovanni Cominelli

 

Al direttore - Aderisco alla campagna promossa dal Foglio favorevole al referendum costituzionale affinché finalmente si esca dalle sabbie mobili del bicameralismo perfetto. Invito il presidente Berlusconi, che per anni è stato la voce dei moderati italiani, a ripensare la sua posizione contraria al referendum.
Marco Bocelli

 

Al direttore - Uscito a spallate dalla piazza leoncavallina dell’antagonismo populista e sovranista, prima non andando a votare al referendum per allodole sulle trivelle, poi abbandonando all’ambizione lepenista la candidata di Salvini a Roma, ora Berlusconi deve fare l’ultimo passo per rientrare davvero nell’area di governo (alternativo, in prospettiva). Non gli sarà difficile cambiare idea sul referendum costituzionale – magari dopo le amministrative. Gli basterà far mente locale a quanto avvenne nel 2006, dieci anni fa. Una riforma costituzionale piuttosto confusa e bisognosa di correzioni ma con decisivi aspetti positivi (rafforzamento dei poteri del premier, sottrazione della fiducia al Senato) che avrebbero dato una bella raschiata alla ruggine costituzionale fu facilmente affossata, per puro odio antiberlusconiano, dal blocco delle sinistre. Dopo di che cosa abbiamo avuto? Dieci anni di fermo immagine e un meccanismo decisionale sempre più bolso, burocratizzato e incapace di riformare in profondità, e in certi settori neppure in superficie, quei pezzi dello Stato che rappresentano il motore, in retromarcia, del declino italiano. Se mai ci fosse o ci sarà in Italia una volontà riformatrice accompagnata da ostinazione decisionale, a Costituzione immutata, a bicameralismo perfetto (nel dilatare i tempi e smussare i provvedimenti), fallirà ancora. E non abbiamo altri dieci anni di tempo per evitare all’Italia l’abbraccio illiberale e anticapitalista fra sovranisti di destra, di sinistra e di dove capita. Berlusconi fu vittima nel 2006 della maligna sconsideratezza della Sinistra, che in quel modo però codificò la propria inettitudine al governo. Con inquieta fiducia ci attendiamo che Berlusconi non ne ricalcherà le orme.
Marco Taradash

 

Al direttore - Bellissimo l’articolo di Claudio Cerasa! Complimenti, aderisco convintamente al Vostro appello.
Felice Giuffrè

 

Al direttore - Sig. Berlusconi legga il bell’articolo del Direttore Cerasa, ci ripensi. Lei non puo schierarsi con i suoi carcerieri. Sostenga il Sì e venda il Milan.
Gianni Formigoni

 

Al direttore - Forza referendum
Mariolina Romano

 

Al direttore - Sì, sì, sì.
Carmine Benincasa

 

Al direttore - Sottoscrivo l’appello a Berlusconi: che la riforma abbia anche la sua firma.
Fabrizia Lucato

 

Al direttore - Condivido in pieno l’articolo del direttore Cerasa.  
Enrico Lanza

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