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Appello al Cav. per superare in dribbling i professionisti del no

Ma che ci fa Silvio Berlusconi con Marco Travaglio? Perché un centrodestra di governo deve sostenere il referendum costituzionale

4 Maggio 2016 alle 11:05

Appello al Cav. per superare in dribbling i professionisti del no

Il direttore del Foglio, Claudio Cerasa, ieri ha invitato su queste colonne l’ex presidente del Consiglio Silvio Berlusconi a cambiare idea, a sostenere il referendum costituzionale di ottobre e a non confondersi all’Italia degli Zagrebelsky, dei Grillo, dei Travaglio, degli Ingroia e dei professionisti del no. Questa riforma, come ha messo nero su bianco il capogruppo al Senato Paolo Romani un anno fa, “rappresenta una pagina storica, che porta l'Italia fuori dalle paludi ottocentesche di una rappresentatività estrema e irragionevole, dalla lentezza e dall' indecisione, dal diritto di veto di partiti irrilevanti e dalla impossibilità di governare, che permette di superare il bicameralismo, delineando un assetto parlamentare e un procedimento legislativo più snello, con una netta distinzione di ruoli e funzioni fra le due Camere e che porta due firme: quella di Renzi e quella di Berlusconi". Caro Cav stavolta ha torto, non si può dire di no a una legge che non è perfetta, ovvio, ma che sterilizzerà il potere dei giudici, metterà in un cassetto i veti delle minoranze, rafforzerà i poteri del premier, darà più stabilità ai governi, metterà gli elettori nelle condizioni di scegliere da chi farsi governare, contribuirà a ricreare le basi, come si dice, per un bipolarismo maturo e renderà impossibile la formazione di esecutivi fragili come quelli avuti nel 1996, ai tempi del suo governo Ci ripensi, caro Cav., si guardi attorno, si chieda che ci fa lì con Moni Ovadia e Marco Travaglio, si domandi se non vale la pena sbarazzarsi una volta per tutte dell' Italia dello sfascio e alla fine siamo certi che ci ripenserà. Il nostro è un appello. Chi lo condivide ci scriva qui: forzareferendum@ilfoglio.it.

 


 

Al direttore - Forza Foglio: diamo una mano a Renzi e alle riforme. Non facciamo cadere l’Italia nel pantano del politicantismo. Spingiamo Berlusconi a fare Berlusconi e il tribuno del tanto peggio tanto meglio. Spingiamo per un Nazareno Costituente .
P.s. Il Foglio deve patrocinare la nascita di “un comitato per il SI sotto ogni campanile”. Noi moderati facciamo una nuova “Marcia dei quarantamila”. Noi moderati e liberali non possiamo stare dalla stessa parte di Fassina, Grillo e Travaglio

Salvatore D’Ambrosio

 

Al direttore - Pensaci Cavaliere, non fare l’ennesimo errore.
Francesco Sergio

 

Al direttore - Pienamente d’accordo con Cerasa. Sì al referendum su riforma costituzionale. Berlusconi ci ripensi finché è in tempo.
Lucio Leante

 

Al direttore - Viva!
Enrico Castaldi

 

Al direttore - Sottoscrivo in pieno l’appello contenuto in forza referendum. Sono con il Foglio dall’inizio, ora più che mai! Grazie
Oscar Zigiotti

 

Al direttore - Condivido in toto l’articolo di Cerasa. Temo purtroppo che se non c’è lui al centro della scena, il buon Berlusca preferisca mandare a monte tutto! Con stima.
Angelo Quaroni

 

Al direttore - Aderisco vs pregevole iniziativa.
Alberto Legina

 

Al direttore - Condivido appello per il sì. Un (ex) berlusconiano.
Vittorio Boni

 

Al direttore - Il dire NO da parte del Cav sarebbe la fine di quel poco che è rimasto del centrodestra e del Cav stesso
Mauro Carta

 

Al direttore - E’ vero, non è la riforma perfetta. Ma non se ne conoscono di migliori.
Luigi Filippi

 

Al direttore - Direttore, siamo con voi.
Alessandro Ramoni, Giulia Ramoni, Filippo Ramoni

 

Al direttore - Condivido in pieno per quello che può servire Mi sembra impossibile che per logiche che in realtà sono illogiche si debba remare contro tutto ciò per cui si è lottato o quanto meno si è detto di lottare solo perché altri sono riusciti a realizzare in qualsiasi modo sia quello che per colpa o per altri motivi non si è stati capaci di fare. Questo povero paese non se lo merita.
Claudio Mantovani

 

Al direttore - Referendum? Fortissimamente sì.
Mauro Ramoni

 

Al direttore - Si alla nazarenica legge di riforma costituzionale Renzi-Berlusconi! Si alla fine del ricatto di minoranze dello zero virgola!! Si all’abrogazione della gnagneraTravaglio-Dipietro-Rodota-ta-ta!!! E buon lavoro
Vincenzo Coppola

 

Al direttore - Sono con lei direttore, forza Referendum
Dario Laqua

 

Al direttore - Condivido pienamente quanto espresso nel quotidiano Il Foglio in merito al clamoroso errore che Berlusconi possa commettere nell’aderire al no al referendum costituzionale, schierandosi con tanti illusi, nostalgici, incapaci personaggi della politica del nostro paese che non perdono occasione di dimostrare ai cittadini quanto sia giusta la battaglia che sta conducendo Renzi contro lo sfascio, la critica sterile, la gelosia mal celata nei confronti di chi persegue un obiettivo che dovrebbe essere comune a tutti. Confido nella capacità di Berlusconi di smentire gran parte dei suoi insulsi consiglieri con una decisione saggia e strategica, specie in questi anni di rigenerazione e rinnovamento dei modelli di governo delle democrazie del XXI secolo che dovranno essere in grado di adeguarsi alle mutate esigenze delle società moderne per evitare di essere sepolti da populismo, imbecillità, giustizialismo… Apprezzo la vostra iniziativa
Gennaio De Maio

 

Al direttore - Forza referendum? Sì.
Elena Sciartilli

 

Al direttore - Credo sia evidente che il Cavaliere, perso il titolo, cadendo da cavallo, abbia riportato gravi ferite alla testa. Con una operazione di tassidermia gliela hanno fisicamente ed esteticamente ricomposta. Ma non è più quella di una volta. Che abbia sempre avuto un forte spirito di rivalsa è indubbio,ma in questa presa di posizione provoca, istiga, aizza, affila i suoi splendidi 32 denti e pregusta la scorpacciata di carne toscana che solo quella pletora di malpancisti,così puntualmente citata nell’articolo “Che ci fa Berlusconi con Travaglio?”, potrebbe apparecchiargli. Gioca su un paese antropologicamente ambiguo, inverso, e stracolmo di gente che tifa e scommette. Renzi come Pantani? Mi sembra che sia cominciata una volata troppo lunga, estenuante ed esposta a gomitate poderose. Ci ripenserà? Solo se prevarrà il suo spirito barocco: “E’ del poeta il fin la meraviglia… chi non sa far stupir vada alla striglia”. E cosa è la politica se non commedia dell’arte? Voterò Sì !
Oddo Torelli

 

Al direttore - Ci sono anch’io per il sì.
Gianfranco Marchetti

 

Al direttore - Ripensaci, Cavaliere!!
P. Rivera

 

Al direttore - Approvo in toto il suo articolo e sottoscrivo la petizione per il Sì al referendum di Ottobre. Grazie al Foglio tutto e, con l’augurio che la destra si liberi dei vari brunettini, la saluto molto cordialmente  
M. Grazia Menichino

 

Al direttore - Opposizione a prescindere: più che un delitto un errore.
Amorazi

 

Al direttore - Sì convinto! Questa riforma è sostanzialmente un pezzo della riforma del centrodestra del 2006. E’ monca, incompleta (manca l’elezione diretta del Presidente del Consiglio/Repubblica per esempio) ma è già un notevole passo avanti rispetto all’obbrobrio di sistema che abbiamo ora. Sveglia centrodestra!
Giuliano Sanna

 

Al direttore - Sì, Cerasa, mille volte sì. Sono assolutamente d’accordo con Lei. La posizione del Cav mi è incomprensibile da qualche tempo. Essere “Contro” a tutti i costi, non ha senso. Tra parentesi – infatti quasi non oso dirlo – il Cav dovrebbe fare un nuovo partito, assieme a Renzi, che porterebbe con sé il meglio del Pd. Cordialità.
Antonio Casolari

 

Al direttore - Si. Assolutamente si!
Daniela Tagliacozzo

 

Al direttore - Referendum sì sì sì sì sì!
Ferdinando Peyrani

 

Al direttore - Buon giorno, condivido pienamente quanto esposto da Cerasa nell’articolo di oggi. Proprio come elettore di centrodestra voterò convintamente a favore del Sì alle riforme costituzionali.
Alberto Nicolucci

 

Al direttore - Per basse tattiche personali, il no al referendum è un suicidio (sociale ed economico) nazionale, perché è l’occasione di tentare di superare la anormalità di una soffocante burocrazia delle istituzioni (stato, regioni, magistratura ecc.) e di ridare al parlamento e al governo la possibilità di governare, attraverso degli eletti a voto nazionale, e non a funzionari nominati, in carriera partitica o di lobbies, né più né meno a una nomenklatura. Io andrò a votare.
Enrico Colombo

 

Al direttore - Buongiorno, leggo e sottoscrivo pienamente il vostro articolo di oggi sul referendum di Ottobre. E’ veramente sconsolante osservare come una parte della nostra classe politica, settori della società, intellettuali e giornalisti si arrocchino su posizioni superate, al solo fine, mi verrebbe da dire, di mantenere quello status quo nel quale sguazzano da tempo quotidianamente. Che trasformino un referendum costituzionale in una lotta al governo è talmente evidente che basterebbe questo, e non solo i contenuti della riforma, per votare sì. Cordialmente
Silvio Anzola

 

Al direttore - Perfettamente d’accordo con l’articolo. Ho sempre votato Forza Italia ma se va avanti così non sarò più con loro. Una volta leggevo Libero ed il Giornale ma ormai si comportano come Repubblica e il Fatto ai tempi dei governi Berlusconi: l’importante è andare contro. Ho già smesso di leggerli e presto sarà così anche per Panorama. Continuate così. Usate la vostra testa e non quella dei vari Brunetta. Saluti
Uberto Barbero

 

Al direttore - Condivido ogni parola del suo articolo di oggi: ho sempre votato e difeso il Cav. ma non questa volta. Io non ho nulla che mi accomuna a chi ha determinato questo sfascio. Mi schiererò con Renzi in questa battaglia, magari turandomi il naso, a meno che il Cav. non torni sui suoi passi. Forza Referendum.
Laura Darosi

 

Al direttore - Le riforme fatte da Renzi non risolvono nessun problema ma sarebbero correggibili da un governo eletto dal popolo. Se Renzi si dimette prima del referendum io le salverei per non tornare punto e accapo, perciò chiediamo a Renzi di dimettersi se vuol salvare le sue riforme altrimenti voteremo tutti NO per farlo dimettere.
Bruno Redditi

 

Al direttore - Concordo senza se e senza ma con la posizione del Foglio!
Domenico Moniaci

 

Al direttore - Condivido totalmente il vostro articolo. Ho sempre votato per Berlusconi. Non mi sarei mai aspettato una così “tragica” presa di posizione. Comunque Forza Referendum. Cordiali saluti.
 Paolo Pagnan

 

Al direttore - Adesione senza riserve. Non c’è altro da aggiungere!
Roberto Pennisi

 

Al direttore - Votare Sì!
Gipo Rossi

 

Al direttore - Votare a favore del referendum non significa essere del Pd, significa soltanto migliorare alcune disfunzioni di una Costituzione a dir poco vecchia. L’abolizione del bicameralismo perfetto con un senato che fa alcune cose e la camera che ne fa altre significa migliorare la governabilità. Mi risulta che l’approvazione della riforma renda operativo anche l’Italicum, che è un passo avanti rispetto al porcellum. Vogliamo tornare al proporzionale puro come nella prima repubblica? Nemmeno questa è legge perfetta, però introduce il doppio turno che auspicherei “fisso”, come in Francia, ma non fu possibile o non si volle introdurlo in fase d’elaborazione. L’avesse proposta, la riforma, un antagonista parlamentare come la Boldrini, la voterei comunque. Le forze alternative al Pd devono esserlo con programmi alla luce del sole e trovando la quadra, come nel caso di Berlusconi e Salvini, non osteggiando una riforma, pur magra ma indispensabile. Un orizzonte temporale breve in cui rinchiudere un pensiero politico non fa onore né a Berlusconi né a Salvini. E’ ovvio che il timore è di sistemare il Pd a palazzo Chigi per un decennio ma, come detto, nessuno è indispensabile o imbattibile se esiste un programma chiaro. Gli esegeti di Renzi affermano che non c’è alternativa a lui, però lo dicono loro. Gli esegeti di Berlusconi sono solo preoccupati della sua figura che vorrebbero per sempre, ma il tempo passa per tutti e nessuno è indispensabile a destra come a sinistra. Utile ma non indispensabile. Infine se Berlusconi voterà contro il referendum, vorrà dire che il suo passato, che per un bel pezzo fu anche il mio, era solo flatus vocis.
Franco Bolsi

 

Al direttore - Desidero unirmi per il SI al referendum meravigliandomi molto del sostegno al “no” del CAV. Risulta quasi incredibile!!! Insisto perché ci ripensi, diversamente almeno io e la mia famiglia non lo sosterremo più!!! Noi prima siamo per l’ITALIA poi per i partiti.
Francesco Madonia (e famiglia tutta)

 

Al direttore - Dopo aver letto l’articolo del direttore su “il Foglio” di oggi e ricordando la famosa barzelletta, sorge spontaneo un grido… organizziamoci!
Carlo Ferrari

 

Al direttore - Condivido pienamente.
Nunzio Minichiello

 

Al direttore - Mi auguro che almeno Mediaset si schieri dalla parte del Sì. Tanti auguri al Foglio per il sostegno che dà alla “rivoluzione renziana”. Cordiali saluti.
A. Marchesi

 

Al direttore - Piuttosto che soffrire ancora per decenni per gli inconcludenti tentativi (Bozzi, D’Alema, Berlusconi) di riformare “la più bella del mondo”, ad ottobre voterò sì! Con tutti i suoi difetti Renzi ha veramente svoltato: ha smesso la campagna sinistra “anticav”, ha messo al bando tante vecchie icone rosse, ha detto “brrr che paura!” alla magistratura, ecc. Forse, nonostante questo coraggio, non riuscirà a raddrizzare questa baracca rovinata dai predecessori, ma… pei miracoli ci vuole il Padreterno!
Placido Saya

 

Al direttore - Io non so cosa pensa di fare il Cav. Fate vobis, se ce la fate, altrimenti torniamo ai 110 Ministri di quel simpatico ragazzo del Prodi
Lorenzo Bosio

 

Al direttore - No del Cav? Non ci credo.
Pietro Barberi

 

Al direttore - Sull’esito del referendum confermativo delle riforme costituzionali non mi agiterei più di tanto: si vince a mani basse. Il problema l’ha chi deve spiegare il perché di un No (salvo i negazionisti di professione). Infine, sarà pur vero che il patto del Nazareno è morto, ma, come ogni Nazareno che si rispetti, poi risorge.
Valerio Gironi

 

Al direttore - Io voto sì! Quale è l’alternativa? Il disastro!!
Tommaso Summo

 

Al direttore - Sottoscrivo tutto l’articolo odierno del direttore del Foglio e quindi l’appello a Berlusconi perché “ci ripensi”. Valentino Marzolini

 

Al direttore - Silvio, pensi al sorrisetto alla Travaglio, a quell’aria compiaciuta di chi impartisce sempre lezioni di morale agli altri, a chi ha sempre ragione e gli altri sono tutti stupidi, a chi spera, ardentemente, che vada sempre tutto male nel nostro paese. A chi dice sempre no. Pensi a tutte queste cose poi decida come e se rimanere nella storia. Dai, faccia campagna per il Sì!!
Sara Romoli

 

Al direttore - Avanti a combattere chi si oppone a tutto!
Edoardo Massaglia

 

Al direttore - Forza Referendum, assolutamente. L’intervista di Napolitano al Corriere, in merito, è definitiva.
Giacomo Mariotti

 

Al direttore - Aderisco all’appello del Suo giornale per supportare la speranza che l’Italia si possa riformare.
Stefano Di Stasio

 

Al direttore - Vorrei vedere una Italia vincente contro i no-a-tutto e i nuovi medievalisti in my lifetime. E costruiamo il partito della nazione per accelerare questo cambiamento. Poi spesa pubblica, tasse, giustizia e disboscare il codice penale.
Fabio Rubeo

 

Al direttore - Contro la nomenclatura che le inventa tutte per autoconservarsi ed in nome della libertà, FORZA REFERENDUM a sostegno delle riforme costituzionali.
Franco Della Ducata

 

Al direttore - Referendum? Sì!
Daniela Guerini

 

 

Al direttore - Certamente voterò Si.
Andrea Putzulu

 

Al direttore - Condivido la campagna.
Michelangelo Pascale

 

Al direttore - Fedele berlusconiano dal 1994 voterò sì. Berlusconi e Travaglio antinomia assoluta.
Gigi Calcagno

 

Al direttore - E’ già stato detto tutto o quasi. Ribadisco semplicemente che la compagnia dei Travaglio, Zagrebelsky, Rodotà & C. dovrebbe essere sufficiente a qualsiasi tentennamento.
Filippo La Vecchia

 

Al direttore - Onorevole Berlusconi ha l’occasione di lasciare un segno indelebile nella storia politica di questo Paese
Franco DiGioia

 

Al direttore - Condivido il vostro appello!
Stefania Aleni

 

Al direttore - Condivido pienamente le ragioni del Sì.
Adele Carrera

 

Al direttore - Silvio, pensi ai sorrisetti compiaciuti di chi impartisce sempre lezioni di morale agli altri, a chi ha sempre ragione e gli altri sono tutti stupidi, a chi spera, ardentemente, che vada sempre tutto male nel nostro paese. A chi dice sempre no. Pensi a tutte queste cose poi decida come e se rimanere nella storia. Dai, faccia campagna per il Sì!!
Sara Romoli

 

Al direttore - Approvo anche io. Voterò sì
Vigna Bruno

 

Al direttore - Ma come proprio il Cav del nazareno quello che sosteneva Renzi per le riforme adesso solo per “gelosia” politica e voglia di spodestare il Royal baby dal trono vota contro l’italicum? Dov’è la coerenza?
Carletti Roberto

 

Al direttore - Dai Berlusca, chiudi alla grande!
Fabrizio Garavaglia

 

Al direttore - Caro cavaliere, non crede che andare a braccetto con Travaglio, i magistrati e i grillini servirà solo a loro? Se Forza Italia deve perire, perisca almeno senza l’ignominia di una battaglia per miopi interessi di bottega. Se sopravviverà lo dovrà alla coerenza dei suoi principi, che fino a qualche tempo erano esattamente quelli del sì al referendum, nell’interesse dell’Italia, non di una parte soltanto. E non agisca per ripicca a quelli che avevano impedito a Lei di fare la stessa cosa.  
Diffidi di quelli che La appoggiano in questa operazione, non hanno certo a cuore quello che Lei ha sempre sostenuto di avere: il Suo paese.

Mario Mauro

 

Al direttore - Condividendo pienamente le ragioni a favore del si espresse nel Suo articolo,vorrei aggiungere ulteriori elementi alla discussione.Qui si rischia di considerare gli elettori di Forza Italia come un gregge di passata memoria.Non si possono votare delle riforme,tempo prima,considerandole  indispensabili al futuro del Paese e successivamente bollare le stesse come eversive. Se il Patto del Nazareno esprimeva senso di responsabilità per il bene dei cittadini e le riforme costituzionali erano lo strumento per tale scopo,lo strappo di Renzi sull’elezione di Mattarella non può aver cambiato la sostanza della questione.Molti elettori di Forza Italia sono dotati di capacità d’analisi e seguono con attenzione.Ragioni di bassa politica e gelosie personali non possono essere nascosti dietro presunti attentati alla democrazia. Il presidente Berlusconi e i suoi collaboratori abbiano più rispetto verso persone  che hanno avuto fiducia in loro e che meritano la dovuta considerazione.Io voto sì.
Massimo Graniti

 

Al direttore - Chi scrive segue con trepidazione il succedersi degli eventi recenti guardando ogni passo dei partiti viene riportato  dai media e sopratutto nei dintorni di Forza Italia.  La storia insegna che i contributi dati da Berlusconi alla Repubblica italiana sono molti. Il primo facendo saltare “la gioiosa macchina da guerra Occhettiana, impedendo la vittoria di una coalizione certamente illiberale e il liberista,  rimettendo l’Italia in carreggiata con l’occidente. Berlusconi ha dimostrato  ancora di avere il senso dello Stato quando, senza acrimonia per essere stato disarcionato, e peggio ancora di essere stato estromesso dal Senato, ha accettato di aderire al “Patto del Nazareno”, che i pigmei della politica non hanno mai capito o meglio avuto interesse a capire. Analogo senso della dignità istituzionale ha dimostrato non andando a votare al referendum messo in cantiere dalla disperazione di chi vede allontanarsi la prospettiva di una propria scalata nella visibilità e nel potere nazionale. A questo punto a Berlusconi resta il passo definitivo da fare: trovare il coraggio di dimostrare a certa sinistra cosa distingue un uomo di Stato da un politicante arrabbiato e frustrato. In fondo il 90 per cento di quello che dice Renzi è figlio della cultura liberista professata da Berlusconi e da tutti i fondatori di Forza Italia nel 1994. Se salta questo governo non si vedrà mai realizzato il grosso del disegno liberista della prima Forza Italia. Ma non è solo il referendum che è importante. Il giornale “Il Dubbio” di Sansonetti auspica una convergenza di tutti i partiti contrari alla “barbarie giustizialista”: Forza Italia e il Pd renziano, Scelta Civica, Socialisti di Nencini, NCD e Verdiniani ecc. che tutti insieme debbono trovare il coraggio che fu di De Gasperi, Nenni, Togliatti, Malagodi e tutti i Padri Costituenti. Debbono fare questo guardando solo agli interessi dell’Italia. Il monito che la  storia ci rivolge deve insegnare ai nostri politici non solo cosa ha portato all’Italia la cooperazione delle forze politiche costituenti, ma anche cosa ha determinato il fatto che dopo che è stata approvata la Costituzione (della quale gli stessi Padri costituenti prevedevano una evoluzione quando si fossero realizzate  le condizioni e la maturazione democratica)  lo spirito costituente si sgretoló e inizio la contrapposizione frontale. La rottura del “Patto per l’Italia” fu l’inizio del processo di introduzione nel tessuto delle Istituzioni la  tossicità della contrapposizione settaria  che ha condotto l’Italia allo stato attuale. La cornice della Repubblica  tracciata dalla carta costituzionale  rimase vuota e mai pienamente realizzata: l’attuazione delle Regioni di è realizzata  a pezzetti con le leggi  disallineate e disorganiche; le leggi  sulla organizzazione dei sindacati, sul diritto di sciopero, sulla organizzazione dei partiti, non furono mai approvate (e Dio da quanti danni questo ha apportato tanto che queste leggi sono tutte all’ordine del giorno per essere approvate  quasi 70 anni dopo). Tutto questo come si vede  è stato causa di tutti i mali che affliggono il Paese. Il Patto del Nazareno sembrava volesse ripristinare il “Patto Costituente”. Così non è stato. Ora Berlusconi ha l’occasione per dimostrare  quello che in fondo lui  è: Uomo  intelligente che Ama l’Italia e gli italiani. Anche  Renzi però deve dimostrare la virtù della prudenza e della mediazione.
Lui che è un cattolico deve ricordarsi che San Tommaso diceva che la prudenza è lo spirito della sapienza. Quindi  da parte sua deve fare un prudente passo  di lato se non indietro,  sull’Italicum sostituendo  il premio di maggioranza al partito con l’attribuzione  di detto premio alla coalizione. Adesso Direttore una preghiera per lei. Continui la battaglia intrapresa, magari perseguendo anche un’alleanza di scopo con i media che fanno la stessa battaglia verso una convergenza tra chi è liberale, garantista, innovatore che vuole bene all’Italia. In queste condizioni Berlusconi farà certamente la sua parte. Auguri

Salvatore D’Ambrosio

 

Al direttore - Egregia direzione, naturalmente appoggio in modo convinto il Vostro appello, ma c’è da scommetterci che il Cav quanto prima si esibirà in uno dei suoi consueti colpi di teatro, e finirà  per appoggiare il quesito referendario. Non mi spiego come si possa chiedere ad un elettore di centro destra di non votare una riforma che di fatto riduce il numero di parlamentari, abolisce il bicameralismo perfetto, amplia i poteri del premier, rende più efficiente e snella l’attività del governo. Mi chiedo come si possa, dopo vent’anni in cui si è detto e ripetuto che era necessario, opporsi ad un cambiamento del genere. Il cav farebbe bene, anzi, ad “intestarsi” il merito di questa riforma, che vedrete passerà, perché fortunatamente il tempo del “No” fine a sè stesso è terminato, sembra incredibile, anche in Italia.
Nicola Lucci

 

Al direttore - Condivido l’appello di Ceresa.
Cristina Tassinari

 

Al direttore - Condivido l’appello. Caro Berlusconi: “Vota sì”.
Angela Console

 

Al direttore - Dopo più di 20 anni di speranze deluse Renzi ha cominciato a cambiare, lo sostengo perché le sue riforme sono nella direzione indicata da Berlusconi e sulla strada della democrazia. Per mettere finalmente al loro posto i mille parassiti autoritari che hanno trasformato l’Italia nel paese cupo e sofferente in cui viviamo.
Giommi Eugenio

 

Al direttore - Condivido il vostro appello “per sbarazzarsi una volta per tutte dell’Italia dello sfascio” .
Riccardo Perugini

 

Al direttore - Sinceramente non me la sento di elargire consigli al Cav. Lui sa sempre cosa fare. Per questo deve votare sì.
Jori Diego Cherubini

 

Al direttore - L’auspicio è che il  mio Presidente non diventi egli un traditore, ripudiando i suoi ideali, i suoi propositi, che gli hanno permesso di vincere le elezioni Nazionali per ben tre volte, compresa la riforma della Costituzione e dell’attuale sistema bicamerale inadatto, a suo dire, per una democrazia come la Nostra, per  trasformarsi anche lui al pari di molti altri suoi si fa per dire alleati, in un Giuda, schierandosi per il No solamente per il motivo che non potrà mettere il cappello sulla Riforma Costituzionale. Vorrei che  lei direttore, grazie alla sua capacità di persuasione, facesse capire al mio presidente che “Votare No al referendum” equivarrebbe alla disfatta definitiva della coalizione di centrodestra, dove il Centro era rappresentato da FI e la destra da tutti gli altri partiti o raggruppamenti che non hanno mai avuto a cuore il bene della Nazione, ma solamente il proprio. Da quando è sceso in campo (come lui era solito dire) ho sempre votato per lui, ma ora mi dispiace ma lo debbo tradire votando sì.   
Franco Scotti

 

Al direttore - Il Cav. ci ripenserà e si riaccomoderà dalla parte giusta della storia, spero.  Forza Referendum  
Lorenzo Cappellini Mion

 

Al direttore - In teoria condivido… ma in pratica credo che il Cav. anche senza i vostri consigli farà, dopo le amminstrative, una delle sue storiche giravolte. Questo lo pensa un militante da sempre, prima del Pci, poi via via delle sue trasformazioni, ed oggi del Pd. Un militante di sinistra, dunque, che tuttavia legge con piacere il vostro giornale, i cui contenuti ovviamente spesso non condivide ma trova utili. Cordiali saluti,
Carlo Gualtieri

 

Al direttore - Sottoscrivo interamente sia il desiderio di concludere un obiettivo annoso, quello della abolizione del bicameralismo perfetto, sia la strana compagnia del Cav con Travaglio e Zagrebeski  per inciso mai autogol fu più rumoroso della intervista di Morosini.
Mario Rossello

 

Al direttore - Votare sì al referendum non significa votare Renzi e il Partito Democratico. Un buon conservatore illuminato che ha a cuore le riforme non può tirarsi indietro. Sono certo che il Cav. ci ripenserà e voterà sì al referendum suggellando il suo Ca(v.)polavoro politico. Forza referendum!
Domenico Mazzone

 

Al direttore - Il centro destra, che ha fatto una buona riforma costituzionale bocciata per l’ottusità della sinistra, non può schierasi col partito del No. Anzi, la riforma va completata con l’elezione diretta del Capo dello Stato.
Angelo Fancello

 

Al direttore - Quel che penso io sull’argomento non potrebbe essere espresso meglio. Sarei sorpreso se Berlusconi, al quale si possono rimproverare molte cose, ma certo non un difetto di intelligenza, dovesse rimanere fermo sulla sua attuale posizione solo per fare dispetto a Renzi.
Cordiali saluti e… avanti così!  

Sismondo Falletti

 

Al direttore - Aderisco!!
Giulio Gasbarro

 

Al direttore - Assolutamente sì sì sì. Da ex Dc e da elettore da sempre di Forza Italia.                
Alessandro Ruffi

 

Al direttore - D’accordo con Cerasa, Si al referendum per la riforma costituzionale. Un affezionato abbonato ed estimatore del Foglio da sempre, avanti cosi’!
Maurizio Fornari

 

Al direttore - Sì al referendum confermativo per la Riforma. Si a Renzi. Sì al buon senso di noi orfani delCav. Sì a Verdini perché crede al peccato originale! No a Brunetta e alle velone  inconsolabili. No a MD , Travaglio, e ai 5stellati (Grillo Di maio Raggi Taverna Di battista).  
Massimo Capacciola

 

Al direttore - Spero che l’invincibile armada (Brancaleone) che sta salpando le ancore faccia la stessa fine di quella di Filippo Secondo.
Luciano Cicioni

 

Al direttore - Mi unisco all’appello.
Enrico Oldani

 

Al direttore - Sono d’accordo. Votiamo si al referendum.
Giuseppe Carlo Di Bartolomeo

 

Al direttore - Mi sembra ieri di sentire Berlusconi spiegare come fosse necessario eliminare il bicameralismo perfetto, onde evitare le lungaggini burocratiche e lo stravolgimento delle leggi nei vari passaggi da una camera all’altra. Ora cosa è successo? Certo ci sono delle cose da migliorare nell’attuale riforma, ma è sempre meglio di niente. Non sono sempre d’accordo con le decisioni del “grande decisionista” Matteo Renzi, ma un SI deciso al referendum.
Orietta Mercatelli

 

Al direttore - Condivido l’appello di Cerasa.
Eros Francini

 

Al direttore - Silvio, non ti riconosco più. Cosa ti sta succedendo? Che sia tutto colpa della cagnetta bianca?
Renzo Alzetta

 

Al direttore - Ho un sogno: il giorno dopo il referendum vedere una vignetta con  tappo di champagne a forma di Brunetta saltare da una bottiglia con un grande SI!
Paola Ceva

 

Al direttore - Cavaliere, si consenta di ripensarci e voti Sì al referendum!!!!!! Bravo Cerasa!!!  
Andrea Calzolari

 

Al direttore - Mi spiace dirlo perchè ho sempre difeso Berlusconi ma è arrivato il momento per lui di ritirarsi a vita privata. Ha perso il senno!
Fortunato Cappuccio

 

Al direttore - C’è tempo. Magari cambia idea ancora un paio di volte prima di ottobre
Attilio Perna

 

Al direttore - Che dire? Noiosone come sono mi trovo in imbarazzo. Nel merito della riforma costituzionale dico che è da respingere non tanto perchè è pasticciata, ma perchè risponde a logiche di centralismo, dirigismo e razionalizzazione dettate dall’estensione all’infinito del potere degli apparati e delle tecnocrazie. Proprio il contrario di ciò di cui si avrebbe bisogno: una società ed una economia basata sui criteri della solidarietà, della sussidiarietà e del federalismo (quella, per intenderci, avviata in Lombardia e distrutta dalla furia delle toghe). Quella di Renzi - per esempio - è una riforma che va nella direzione opposta a quella tratteggiata da Antonio Gurrado qualche giorno fa relativamente alla scuola, in cui vagheggiava “una nazione immaginaria in cui le assunzioni nelle scuole avvengono esclusivamente tramite chiamata diretta da parte del preside, nel segno di una completa autonomia degli istituti”. Sappiamo tutti che questa è l’unica strada. Sappiamo tutti - e la riforma Renzi lo conferma - che una tale prospettiva è addirittura impensabile da noi. Spero di non capire, ma non vedo come la riforma di Renzi “sterilizzerà il potere dei giudici”: per intanto allunghiamo i tempi di prescrizione a 21 anni…
Se invece la scelta è tra Renzi da una parte e Travaglio, Zagrebeklsky, Rodotà e compagnia bella dall’altra, mi toccherà per forza di votare Renzi.

Carlo Schieppati

 

Al direttore - E’ inevitabile ma naturale, ciascuno parla per sé, dagli aulici costituzionalisti, all’ultimo commentatore. Nel parlare emergono sempre il “come dovrebbe essere”, interpretato a livello personale e tutti quei grovigli mentali contraddittori, tutti i pregiudizi, le simpatie/antipatie, i vissuti culturali e sociali personali, i mantra del momento, l’attrazione o meno verso il cambiare o il mantenere, gli influssi dell’ambiente in cui viviamo e delle persone che frequentiamo e, soprattutto dei nostri interessi materiali e delle fonti d’informazione che seguiamo. Cerchiamo di capirci: ci sono in mezzo anch’io. Ne conseguono alcune stranezze, apparenti, ma che ubbidiscono ai moventi di cui sopra. Esempio: la Carta va cambiata, resettata, ammodernata, resa più aderente al mutare dei tempi, politici economici, sociali, ben diversi da quelli in cui fu scritta. Ok? Tutti concordano. Per il fine è previsto una maggioranza parlamentare di due terzi, alla Camera e al Senato, nel caso non occorre referendum confermativo. Non dico che la norma sia sbagliata in sé, dico solo che da noi, nel bel paese, per come politicamente e socialmente e culturalmente e strutturalmente s’è conformato, è semplicemente impossibile. Ovvio, anche banale sottolineare che quello che siamo in senso globale, quell’insieme che non piace a nessuno e che tutti vorrebbero cambiare è nato, s’è sviluppato e consolidato sulle linee guida della Carta del 1947. Insomma, senza giraci intorno con distinguo e sofismi, da un seme meraviglioso è nata una pianta anomala e malaticcia. E’ necessario metterci mano. Ma qui casca l’asino: il metterci mano scatena, esaspera, massimizza tutti i timori di chi pensa di perderci e le voglie di categoria e di parte che vorrebbero guadagnarci. Umanamente è comprensibile, ma se in qualche modo gli italiani chiamati a promuovere o bocciare, non riescono a guardare oltre il proprio esclusivo orticello di vantaggi, impulsi e status, tutto il resto è flatus vocis. Anche i commenti sul comportamento del Cav.
Moreno Lupi

 

Al direttore - Concordo pienamente con Cerasa e se Berlusconi non cambia idea perderà anche i voti dei moderati che tanto corteggia.
Franco Spirito

 

Al direttore - Sì!
Mimmo Trizio

 

Al direttore - Completamente d’accordo col direttore  
Fulvio Bambi

 

Al direttore - Caro Foglio, avete perfettamente ragione
Franco Magi

 

Al direttore - Berlusconi per il “no” è come se  Belzebù si battesse per l’abolizione del peccato. Che delusione per chi, come me, aveva creduto in lui.
Franco Leopardi

 

Al direttore -  Condividiamo appello del Foglio diretto a Berlusconi. Non sono le riforme che voleva?
Licia Piero

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