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L’altro Casaleggio e l’eredità da spartire

Anche a questo servono i funerali. A rendere ufficiale una successione. Quando Davide Casaleggio sale sull’altare, il suo discorso rappresenta il più doloroso dei debutti. Gli occhi di tutti sono su di lui, e non stanno guardando un figlio che ha perso il padre, ma l’uomo che ne ha raccolto l’eredità politica e aziendale.

18 Aprile 2016 alle 09:46

L’altro Casaleggio e l’eredità da spartire

Luigi Di Maio e Davide Casaleggio (foto LaPresse)

Anche a questo servono i funerali. A rendere ufficiale una successione. Quando Davide Casaleggio sale sull’altare, il suo discorso rappresenta il più doloroso dei debutti. Gli occhi di tutti sono su di lui, e non stanno guardando un figlio che ha perso il padre, ma l’uomo che ne ha raccolto l’eredità politica e aziendale, in un intreccio familiare dove risulta difficile capire chi ha lasciato l’impronta maggiore sull’altro» (Marco Imarisio) [1].

 

La morte di Gianroberto Casaleggio, avvenuta a Milano martedì scorso, ha aperto nel Movimento 5 stelle il problema di una riorganizzazione dei vertici. Parlando al Tg1 venerdì, Luigi Di Maio per la prima volta si è candidato pubblicamente: «Probabilmente ci saranno le elezioni politiche nel 2017 e ci saranno quindi le votazioni per decidere il candidato leader: se si dovesse decidere che sono io sono pronto a prendermi la responsabilità» [2].

 

Allo stesso tempo Di Maio ha assicurato che nel M5s non cambierà nulla, ovvero che Beppe Grillo «sarà il garante»; che Davide Casaleggio gestirà «i sistemi di informazione e comunicazione» (il blog di Grillo); che «le decisioni politiche si prenderanno in rete e nelle sedi istituzionali» (si voterà sul web e nelle assemblee parlamentari) [3].

 

Secondo Jacopo Iacoboni «Beppe Grillo garantirà la continuità tra padre e figlio: il fondatore del Movimento ha un rapporto affettuoso e quasi da zio con Davide; le occasioni a tre – Grillo, Casaleggio e figlio – sono state tantissime. In più, particolare non secondario, l’associazione giuridica “Movimento cinque stelle” è intestata a quattro persone, e in caso di morte di Gianroberto era già previsto che subentrasse il figlio» [4].

 

Nato a Milano il 14 gennaio 1976, Davide Federico Dante Casaleggio è il primogenito che Gianroberto ebbe con la prima moglie, la linguista Elizabeth Clare Birks, conosciuta all’Olivetti [5].

 

Laureato in Economia Aziendale alla Bocconi, con una tesi su «L’impatto strategico di Internet nel settore dei corrieri espresso». Dalla fondazione, nel 2004, possiede il 30% della Casaleggio Associati Srl, la stessa quota che aveva il padre [6].

 

Cerno e Fantozzi: «Pochissime foto. Pochissimi incontri pubblici. Un fantasma. Sempre presente, ma invisibile. Ne sa qualcosa Alessandro Bergonzoni, che anni fa ricevette la mail di un accanito fan che diceva di non essersi perso un suo spettacolo e gli chiedeva di scrivere la prefazione a un e-book. Titolo: Tu sei rete. Autore: Davide Casaleggio. Il comico accetta, il libro esce nel 2008 per la Casaleggio Associati, ma di Davide in carne e ossa nemmeno l’ombra: “Non l’ho conosciuto nemmeno dopo”, racconta Bergonzoni» [5].

 

Imarisio: «Gianroberto aveva puntato forte fin da subito su Davide, portandolo in azienda appena laureato. Ma il figlio aveva insegnato al padre come si costruisce un movimento attraverso il web, gli aveva aperto le porte di una conoscenza molto più pratica e terrena di quelle che per inclinazione frequentava il cofondatore di M5s. Nel 2004, quando Casaleggio senior comincia a dare forma all’utopia di Beppe Grillo, applica i dettami contenuti in un libro scritto in tempi non sospetti da Davide. Il titolo è I modelli dell’e-business, e dice molto meno del sottotitolo, che invece rivela appieno la natura dell’opera: manuale pratico per un’efficace strategia di presenza online. L’anno di pubblicazione è il 2002, Davide lo ha scritto a 26 anni» [1].

 

Campione di scacchi da bambino, appassionato di sport estremi come la compagna Paola Gianotti [7].

 

Dal padre ha ereditato la erre moscia [8].

 

Salvatore Merlo: «Alto e slanciato, con un bel sorriso sui denti bianchissimi, Davide ha piuttosto l’aria del bravo ragazzo uscito da una università americana malgrado sia proprio lui l’addetto alla procedura delle “disattivazioni” sul blog: il meccanismo con il quale – raccontano i militanti – viene soppresso il dissenso nel corso delle frequenti votazioni web alle quali sono chiamati gli attivisti dell’M5s» [9].

 

Le decisioni su temi come la certificazione delle liste, le prendevano Gianroberto Casaleggio e Grillo insieme. «Ora Davide prenderà il posto del padre», ha detto Di Maio [10].

 

È stato Davide Casaleggio a sviluppare la nuova piattaforma web Rousseau – il sistema operativo che dovrebbe rendere possibile la democrazia diretta e partecipata del Movimento – inaugurata martedì, lo stesso giorno della morte di Gianroberto Casaleggio [11].

 

La precedente piattaforma online, in realtà, non aveva registrato una grande partecipazione negli ultimi tempi. Fabio Martini: «I numeri certificano il fallimento. Ogni volta che una proposta di legge viene discussa sulla piattaforma operativa online, parte una email che invita i 130 mila iscritti al M5s a partecipare alla stesura del testo. Ma a intervenire sono poche decine di persone. Insomma: lo zero virgola. L’ultima proposta discussa e pubblicata nella sezione “Lex parlamento” riguarda modifiche all’ordinamento del personale dei vigili del fuoco. In due mesi si contano appena 80 commenti» [12].

 

Non è sempre stato così: alla stesura delle prime proposte di legge – datate inizio 2014 – partecipavano migliaia di iscritti. Ancora Martini: «I temi erano quelli più cari al popolo grillino: cancellazione dei finanziamenti pubblici all’editoria, abolizione dei senatori a vita, reddito di cittadinanza. Quest’ultima iniziativa vide la partecipazione di 8.153 militanti. Rispetto a questi numeri il crollo del coinvolgimento è vertiginoso» [12].

 

Davide Casaleggio fece il suo esordio politico nel 2014, quando accompagnò a Bruxelles Beppe Grillo nell’incontro con Nigel Farage per decidere le alleanze politiche degli eurodeputati. Poi si presentò a Cernobbio a fianco del padre al forum Ambrosetti [8].

 

Stefania Piras: «Un mese fa, all’ultima riunione tra Gianroberto e il direttorio a Milano, c’era anche lui, Davide, che si è sempre occupato di amministrare i siti satellite del M5s: da lafucina.it a Tzetze.it. Ha seguito in prima persona la certificazione delle liste per le amministrative controllando requisiti e fedina penale. Ed è ancora lui che si occupa di tenere i rapporti con gli avvocati» [11].

 

Iacoboni: «Davide però non è un politico – anche il padre non lo era, nel senso della politica capace di mediare, di cambiare posizioni, la politica come una forma, anche nobile, di intelligenza relazionale, ma era un appassionato di politica e di visioni (spesso distopiche e apocalittiche). Mentre Davide è sostanzialmente un manager, capace e freddo come manager, molto preparato, più abile del padre sul fronte dei soldi, ma non dotato dell’interesse politico comunque fortissimo che aveva il genitore» [13].

 

Nell’ultimo bilancio disponibile della Casaleggio Associati, quello del 2014, c’è una perdita d’esercizio di 152mila euro. Mentre nei primi anni la società fruttava dividendi significativi per 1,7 milioni, i ricavi, dopo l’ingresso del Movimento in Parlamento sono passati da 2,1 milioni a 1,5. A pesare sugli affari dell’azienda c’è stata anche la fine del contratto per il blog cadoinpiedi.it di Chiarelettere [11].

 

Al funerale del padre, giovedì scorso, Davide ha raccontato questa storia: «Un gruppo di 50 persone stava seguendo un seminario, quando l’oratore si fermò e decise di dare un palloncino a ognuno di loro e di fargli scrivere il proprio nome sopra. Poi tutti i palloncini furono raccolti e messi in una stanza. Poi disse loro di entrare e trovare in cinque minuti il palloncino con il proprio nome sopra. La scena fu questa: tutti erano freneticamente alla ricerca del palloncino col proprio nome, ognuno si scontrava con l’altro, spinte, gomitate… Nella stanza regnava il caos totale. Nessuno trovò il suo palloncino. Vista la prova fallimentare fu chiesto a ognuno di prendere un palloncino a caso e di darlo alla persona a cui apparteneva. Questo è quello che sta accadendo nella nostra vita. Tutti siamo alla ricerca tremenda della felicità, giriamo come delle trottole ma non riusciamo a trovarla. La nostra felicità sta in quella delle altre persone, rendete loro felici e avrete la vostra. Mio padre non ha mai tenuto per sé palloncini» [4].

 

(a cura di Luca D’Ammando)

 

Note: [1] Marco Imarisio, Corriere della Sera 15/4; [2] Francesco Maesano, La Stampa 16/4; [3] Luca De Carolis, il Fatto Quotidiano 16/4; [4] Jacopo Iacoboni, La Stampa 15/4; [5] Tommaso Cerno e Federica Fantozzi, l’Espresso 19/9/2014; [6] Jacopo Iacoboni, La Stampa 7/4; [7] Francesco Maesano, La Stampa 28/12/2014; [8] Francesco Oggiano, vanityfair.it 13/4; [9] Salvatore Merlo, Il Foglio 21/2; [10] Annalisa Cuzzocrea, la Repubblica 15/4; [11] Stefania Piras, Il Messaggero 13/4; [12] Fabio Martini, La Stampa 13/4; [13] Jacopo Iacoboni, La Stampa 13/4.

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