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“Il referendum dei No Triv è pretestuoso”. Parola di Napolitano

Il presidente emerito della Repubblica, in un’intervista a Repubblica, sostiene che sia legittimo astenersi al voto di domenica. Checché ne dica il presidente della Corte costituzionale.

14 Aprile 2016 alle 10:37

“Il referendum dei No Triv è pretestuoso”. Parola di Napolitano

Flash mob per il Si al referendum sulle trivelle del 17 aprile (foto LaPresse)

Si può essere buoni cittadini anche senza andare a votare in un referendum. Anzi, se il quesito è pretestuoso, come nel caso delle trivelle, è pienamente legittimo astenersi. Parola di Presidente emerito della Repubblica. Giorgio Napolitano, intervistato oggi da Repubblica, prende una posizione opposta rispetto a quella espressa dal presidente della Corte Costituzionale Paolo Grossi, che nei giorni scorsi aveva detto che al referendum sulle trivelle "si deve votare: ogni cittadino è libero di farlo nel modo in cui ritiene giusto. Ma credo si debba partecipare al voto: significa essere pienamente cittadini. Fa parte della carta d'identità del buon cittadino".

 


Giorgio Napolitano


 

 

L’ex Capo dello stato probabilmente non otterrà sulla sua tessera elettorale il timbro di ”buon cittadino”, probabilmente non si recherà alle urne a causa di un viaggio in Inghilterra: “Non so se rientro in tempo da Londra”. Nel merito degli argomenti referendari, che riguardano l’estensione delle concessioni estrattive fino all’esaurimento del giacimento, Napolitano boccia il quesito e l’iniziativa politica che lo sostiene: “Trovo persuasivi gli argomenti sull'inconsistenza e pretestuosità di questa iniziativa referendaria. Non si possono dare significati simbolici a un referendum. Ci si pronuncia su quesiti specifici che dovrebbero essere ben fondati. Non è questo il caso”. Inoltre, in opposizione alla dichiarazione del presidente della Consulta Grossi, dichiara che l’astensione nel caso dei referendum abrogativi è una scelta pienamente legittima, prevista dalla Carta costituzionale: “Se la Costituzione prevede che la non partecipazione della maggioranza degli aventi diritto è causa di nullità, non andare a votare è un modo di esprimersi sull'inconsistenza dell'iniziativa referendaria”.

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