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Padoan: dalle banche al deficit, ecco perché l’Europa non dirà più “no” all’Italia

Intervista del ministro dell’Economia del governo Renzi al Sole 24 Ore: “già discusso” il Def con la Commissione e la Bce sugli istituti di credito ha un atteggiamento “molto costruttivo”.

13 Aprile 2016 alle 11:14

Padoan: dalle banche al deficit, ecco perché l’Europa non dirà più “no” all’Italia

Il ministro Pier Carlo Padoan al The European House Ambrosetti, parlando dello scenario dell'economia e della finanza (foto LaPresse)

Sulle prossime e più importanti scelte in materia economica il governo ha bisogno del via libera di Bruxelles e il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan adesso rassicura che con l’Europa non ci saranno problemi. Intervistato oggi dal Sole 24 Ore, l’inquilino di Via XX Settembre si dice sicuro che dalle istituzioni europee arriverà un “sì” su tutti e tre i principali temi sul tappeto: il fondo Atlante per la ricapitalizzazione degli istituti di credito, la flessibilità sui conti pubblici e il Documento di economia e finanza (Def).

 

Su Atlante, il fondo che dovrà in prima battuta puntellare le banche venete in crisi – Popolare di Vicenza e Veneto Banca – e sopportare il peso delle sofferenze che ora ricade sulle banche, Padoan dice che si tratta di un fondo gestito da “una Sgr (società di gestione del risparmio, ndr) privata e finanziata da capitali privati su base esclusivamente volontaria”, che dovrà “contribuire ad alcune ricapitalizzazioni bancarie” e “avviare un meccanismo di acquisto e gestione dei crediti in sofferenza”. In quest’operazione di sistema che punta a superare le fragilità del sistema bancario rientra anche il governo che “ha svolto un ruolo che definirei da facilitatore” e che parallelamente approverà nuove misure “per accelerare le procedure fallimentari e concorsuali”. Nonostante questo ruolo laterale del Mef, Padoan non vede alcun rischio bocciatura da parte della Commissione o della Banca centrale europea: “Da un punto di vista della disciplina della concorrenza non può essere ravvisato alcun ruolo dello stato, visto che si tratta di un’operazione interamente privata. Con la sorveglianza unica della Bce è già in corso un dialogo proficuo condotto dalla Banca d’Italia e da Francoforte ci risulta un atteggiamento molto costruttivo, credo che vedano con favore questa iniziativa”.

 

In vista dell’approvazione della prossima legge di Stabilità, il ministro dell’Economia conferma che la riduzione della pressione fiscale “è uno dei pilastri della politica del governo, ma per essere credibile deve essere finanziata con tagli alla spesa. Per questo la spending review continua”. Il governo non ha ancora deciso come spendere il maggiore spazio di manovra fiscale garantito da un più lento riequilibrio dei conti (la cosiddetta flessibilità fiscale) e la proposta del premier Renzi di estendere il bonus da 80 euro alle pensioni basse è solo una delle “varie ipotesi sul tappeto”. Nemmeno in questo caso Padoan mostra il timore che Bruxelles possa bocciare il rinvio del pareggio di bilancio al 2019: “Le misure che stanno nel Def sono state discusse dal governo ma anche condivise con la Commissione, che deve ancora pronunciarsi sulla flessibilità incorporata nel Def”. Su flessibilità e approvazione del Def “non credo che ci saranno problemi – dice Padoan – Il Def non arriva alla Commissione così sul tavolo, ma ne abbiamo discusso, recependo anche alcune osservazioni. La posizione italiana è che il quadro macroeconomico che sta nel Def è assolutamente compatibile con le regole europee. Lo spostamento del pareggio di bilancio è coerente con il quadro internazionale deteriorato”. L’obiettivo del governo è quello di allentare l’austerità senza perdere di vista l’obiettivo dell’abbattimento del debito pubblico: “Il sentiero è stretto ma noi continuiamo a seguirlo”.

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