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Stop intercettazioni, adesso

Girotondo trasversale (Pd, Forza Italia, Ncd, Lega, Sinistra) contro lo sputtanamento spacciato per libertà di stampa. Al Senato giace da mesi una legge già licenziata alla Camera. E’ ora di approvarla, o no?

12 Aprile 2016 alle 11:15

Stop intercettazioni, adesso

Roma. “Le intercettazioni? Ci sono molti magistrati che sono molto seri nell'usarle. Certo che le intercettazioni servono. Servono per scoprire i colpevoli, ma tutti gli affari di famiglia e i pettegolezzi sarebbe meglio non vederli sui giornali. Molti magistrati non passano queste informazioni. Spero che ci sia buon senso da parte di tutti. Il governo, comunque, non ha intenzione di rimettere mano alla riforma delle intercettazioni”. Così Matteo Renzi domenica sera in un’intervista al Tg5. Ma alla luce dell’ennesimo caso di cortocircuito del circo mediatico giudiziario (vedi le conseguenze dell’inchiesta della procura di Potenza) siamo sicuri che l’Italia non abbia bisogno con urgenza di una tosta e seria riforma che impedisca una volta per tutte di trascrivere negli atti giudiziari telefonate penalmente irrilevanti che riguardano anche persone che nulla c’entrano con un’indagine? Il Foglio ha chiesto un parare ad Alfredo Bazoli (deputato del Pd, renziano, commissione Giustizia), Deborah Bergamini (deputato, portavoce di Forza Italia), Maurizio Lupi (deputato di Ncd, capogruppo alla Camera dei deputati di Area Popolare), Gianluca Pini (deputato della Lega) e Stefano Fassina (deputato di Sinistra Italiana, candidato sindaco a Roma) un parere sul tema. Ecco le loro risposte.

 

 

 

Ci vuole una legge per applicare la nostra costituzione, la più bella del mondo - di Maurizio Lupi (Ncd), è capogruppo alla Camera dei deputati di Area Popolare

 

Le intercettazioni vanno regolamentate, ma fare una legge adesso sarebbe inopportuno - di Stefano Fassina, senatore di Sinistra Italiana, candidato sindaco a Roma

 

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