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“Troppe donne in giunta, uomini discriminati”, la battaglia di genere al contrario dei grillini in Liguria

Campomorone, 7.300 abitanti, Liguria. Il M5s ha appena firmato un’interrogazione per denunciare che nella giunta del paesino ligure ci sono troppe donne. “Violate le pari opportunità”. Parla il sindaco. Romano (Pd): “E’ la linea Casaleggio”.

18 Marzo 2016 alle 18:39

“Troppe donne in giunta, uomini discriminati”, la battaglia di genere al contrario dei grillini in Liguria

Il sindaco di Capomorone Paola Guidi criticata dal M5s

“Scusi se sorrido eh… Ma è una cosa un po’ anomala”. Nella segreteria del sindaco di Campomorone, 7.300 abitanti, Liguria, sono increduli. Il M5s ha appena firmato un’interrogazione per denunciare che nella giunta del paesino ligure ci sono troppe donne. Secondo i Cinque Stelle Filomena Puppo, Luca Giulio Brayda e Martina Pozzolo, che citano una circolare del Ministero dell’Interno, “la Giunta del Comune di Campomorone, a seguito delle dimissioni nell'aprile 2015 dell'assessore Giancarlo Campora, è attualmente composta dalla Sindaco e da quattro assessori (la stessa Sindaco con delega "ad interim", il Vicesindaco Sig. Pecollo e le sig.re Maroglio e Rebora). E' chiaro che questa Giunta è composta quindi da quattro donne e solo un uomo, in violazione, da ormai un anno, del principio della parità di genere ed è chiara l’inosservanza dei principi di uguaglianza, non discriminazione e pari opportunità, di matrice costituzionale, prima ancora che comunitaria”.

 

Insomma, cari maschi: gli uomini a Campomorone vengono discriminati. “Aspetti, le passo la diretta interessata”. La “colpevole” è Paola Guidi, del Pd, a capo del Comune dal 2014, dove governa con una lista di centrosinistra. E’ un po’ amareggiata. Anche perché i membri della giunta appartenenti al genere femminile non sono quattro, tanto per cominciare, ma tre, sindaca compresa. Guidi, ma che caspita succede a Campomorone? Siete contro le pari opportunità maschili? “Diciamo che è una cosa paradossale - spiega la sindaca al Foglio – E’ vero, siamo un Comune che ha particolare attenzione verso le problematiche femminili e le pari opportunità, ma non mi sarei mai sognata di scavalcare consapevolmente la parte di genere maschile. Allo stato dei fatti questa prevaricazione, in definitiva, non c’è. E’ accaduto casualmente che un assessore di genere maschile, Giancarlo Campora, si sia dimesso per correttezza perché partecipava alle elezioni regionali liguri. A quel punto, dopo le problematiche che abbiamo avuto per il Terzo Valico, mi sono tenuta io la delega alle Grandi Opere, che era di queste assessore non nominando più un nuovo assessore. Quindi gli assessori uomini sono scesi da due membri a un membro”. Ma la cosa la fa più arrabbiare o più sorridere? "Se penso a quanto quotidianamente le donne nel mondo debbano lottare per far rispettare i diritti come persone, questo voler difendere la cosiddetta legge di parità dei Consiglieri a Cinque stelle mi fa arrabbiare: vorrei che con altrettanta strenuità si difendessero i diritti degli altri. Però mi fa sorridere voler rimarcare queste sottigliezze e questo arrampicarsi sugli specchi”. A questo punto, cara sindaca, viene il dubbio che il genere maschile sia discriminato non in giunta, ma proprio nel Comune. Ha notizia di qualche caso di mobbing al contrario, contro gli uomini, da parte di dirigenti donna? “Che mi risulti - dice la sindaca Guidi al Foglio - no. I Cinque Stelle citano una norma che, mi permetta, anche cani e porci sanno che è stata istituita a difesa del genere femminile. Ora, io non ho fatto il calcolo del genere quando ho nominato la mia giunta, ma ho fatto un calcolo sulle capacità e sulle esperienze delle persone. La legge mi impone di rispettare dei parametri, ma non è stato questo il mio primo pensiero. E’ stato casuale che un assessore si sia dimesso. Nella composizione della giunta non è stato scelto di facilitare o meno il genere. La scelta è avvenuta sulla base delle competenze”.

 

Divertito il commento del deputato del Pd Andrea Romano: "In piena coerenza con la linea Casaleggio – dice Romano al Foglio – si rafforza la caccia grillina ai voti in uscita dal forzaleghismo: dopo la cacciata della Bedori perché non corrispondeva ai criteri estetici del velinismo grillino, dopo le espulsioni dei dissidenti, dopo il connubio tra Meloni e Raggi, oggi i M5S si apprestano a solleticare anche i merli maschi ex berlusconiani che si sentono minacciati dalla più rilevante rappresentanza politica femminile". Alla fine insomma viene il dubbio: ma non è che il M5S è diventato un partito come tutti gli altri?

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