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Da Quarto a Roma. Il tic grillino del Pd

Previti? Che cosa rischia il Pd accendendo “on” sul ventilatore del fango

27 Febbraio 2016 alle 06:27

Da Quarto a Roma. Il tic grillino del Pd

La candidata a sindaco di Roma per il M5s, Virginia Raggi (foto LaPresse)

Roma è senz’altro la città che ospita la più spassosa tra le campagne elettorali organizzate in vista delle prossime amministrative e dopo l’ingresso sulla scena di due candidati del centrodestra provenienti dalla sinistra (Bertolaso e Marchini) e di un candidato della sinistra che dice di non avere ancora un proprio programma elettorale e che forse è più amato fuori dal suo partito (il Pd) che nel suo stesso partito, dopo tutto questo oggi è la volta della spettacolare candidata del Movimento cinque stelle, Virginia Raggi. Raggi è candidata con il puro e moralisticamente corretto partito degli onesti a cinque stelle. Ma il suo curriculum, per gli standard grillini, presenta un passaggio da decifrare, torbido, oscuro.

 

Raggi, come è noto, ha lavorato come avvocato civilista per lo studio di Pieremilio Sammarco, fratello di Alessandro che difese a lungo Cesare Previti, e nella già comica campagna elettorale romana, di fronte alle accuse del Pd – “se voti 5 Stelle voti studio Previti”, è la linea del Pd – succede che ora sono i grillini a urlare al lupo al lupo: “Queste – ha detto Alessandro Sammarco – sono illazioni molto gravi… è una discriminazione, una demonizzazione… Ci sono studi che vanno bene per una certa parte politica”. La comicità del 5 stelle ormai non fa più notizia – il grillino che si lamenta della demonizzazione degli avversari è il bue che dice a un asino ma che corna lunghe che hai – ma ciò che invece fa notizia, in negativo, è il tic grillino del Partito democratico.

 

[**Video_box_2**]La scemenzina del “se voti 5 Stelle voti studio Previti” è speculare alla linea avuta dal Pd durante i giorni di Quarto – “a Quarto c’è la Camorra, Grillo è la Camorra” – e se la strategia del fango nel ventilatore è comprensibile in campagna elettorale bisogna mettere però in conto una conseguenza non banale: la legittimazione del fango nel ventilatore. Nella gara a fare i puri, diceva Nenni, troverai sempre uno più puro che ti epura. E considerando la fine fatta dal sindaco Marziano, il puro epurato, prima di premere il tasto on sul ventilatore il Pd forse farebbe bene a pensarci tre volte. Anche perché, insegnava Croce, l’onestà in politica non si misura dalla purezza ma solo da una cosa: la competenza.

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