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Dalla retorica anti contante ai sequestri preventivi, obbrobri moralistici

La lotta di don Ciotti, Gian Antonio Stella, Corriere ecc. contro l’innalzamento a 3 mila euro dell’uso del contante sono l’ultima trincea della sinistra-sinistra contro l’inquinamento berlusconiano del governo Renzi, mobilitazione del benpensare nazionale.

14 Novembre 2015 alle 06:27

Dalla retorica anti contante ai sequestri preventivi, obbrobri moralistici

Il presidente del Consiglio Matteo Renzi (foto LaPresse)

Chi può negare i meriti di don Luigi Ciotti e delle sue associazioni Libera e Abele contro la mafia e la tossicodipendenza? E chi può contestare che Gian Antonio Stella sia un giornalista brillante, autore di libri e inchieste di un genere di garantito successo, quello della “Casta”? E chi mette in discussione che il Corriere della Sera sia il più famoso quotidiano italiano? Uniti nella lotta, però, questi campioni nazionali sparacchiano a vuoto, e la paginata del Corriere della Sera contro l’innalzamento a 3 mila euro dell’uso del contante può essere considerata un segnale in questa direzione.

 

Sì, è l’ultima trincea della sinistra-sinistra contro l’inquinamento berlusconiano del governo Renzi, mobilitazione del benpensare nazionale, dal Fatto a don Ciotti. Il quale promuove la campagna #renziciripensi per dimostrare la stretta connessione tra i duemila euro liberalizzati dalla legge di Stabilità e – Libera dixit – “nero ed evasione, i fondi per pagare la corruzione e favorire quel terreno di coltura in cui le mafie crescono e si rafforzano”. Accidenti: non pensavamo che bastassero due prelievi bancomat. Stella & don Ciotti citano gli immancabili “dossier internazionali, documenti ufficiali, relazioni ministeriali”, a cominciare da quelli di Banca d’Italia, dei quali peraltro non omettono il passaggio “non ci sono elementi per escludere a priori l’opportunità di innalzamento del limite generale”. Ma non dicono che nessuno ha dimostrato che la restrizione al contante freni la criminalità e l’evasione fiscale. Anzi: da uno studio su dati della Banca d’Italia pubblicato dal Foglio e poi ripreso da Lavoce.info – autore Francesco Lippi, professore di Economia a Roma e Cagliari, per otto anni al Servizio studi di Via Nazionale – risulta che dal 2008 al 2012, quando il limite è sceso da 12.500 a mille euro, cioè del 1.250 per cento, il consumo in contanti si è ridotto del 2,7 per cento e addirittura di zero nel sud d’Italia. Al tempo stesso, aggiungiamo noi, la diffusione delle banconote da 500 euro si è moltiplicata per cento, fenomeno tipico di ogni proibizionismo, e l’evasione fiscale sarebbe salita al record di 236 miliardi.

 

[**Video_box_2**]Dov’è la connection? Forse al contrario.

 

Non è la prima volta che don Ciotti esercita un lobbying etico-politico sul Parlamento. Crociate che hanno prodotto norme di discusso profilo legale, e spesso smentite dalle sentenze successive come il sequestro preventivo dei beni in base a capi d’accusa, per reati non solo di mafia ma anche tributari; e da ultimo quel mostro giuridico che è la concussione per induzione. Alla larga dai supereroi Marvel, dalla squadra Swat dello stato etico.

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