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Quanto vanno forti le "estreme" in Europa

La somma dei consensi elettorali dei partiti anti Unione europea, tutti in un grafico dell'Atlantic Council

6 Novembre 2015 alle 13:45

Quanto vanno forti le "estreme" in Europa

I cinque anni appena trascorsi hanno costretto l'Unione europea ad affrontare sfide importanti sia internamente, sia esternamente, dalla recessione alla crisi migratoria in corso.

 

I partiti populisti di destra sono in crescita, come ad esempio il Partito per l'indipendenza del Regno Unito, l'italiana Lega Nord e il Fronte nazionale in Francia. Le tendenze anti-europee esistono anche a sinistra, con Podemos in Spagna e Syriza in Grecia che resistono all'austerità europea. Esistono anche partiti di sinistra più radicali, come il Blocco di sinistra in Portogallo, che chiede l'uscita dall'Ue. I partiti estremi dell'Europa, sia di destra sia di sinistra, sono più simili di quanto ci si possa aspettare.

 


Questa infografica è pubblicata anche sul sito dell'Atlantic Council


 

Al fine di realizzare il mandato del loro partito, la destra e la sinistra radicali difendono la sovranità nazionale in opposizione all'Unione europea. I partiti della destra radicale restano su una piattaforma economica che contesta la globalizzazione e affermano che i modelli di economia di mercato distruggeranno i valori nazionalisti, politiche simili a quelle fatte proprie dalle frange di sinistra.  

 

In Polonia, le elezioni recenti hanno portato al potere il partito di Diritto e giustizia, che è economicamente populista ma nettamente schierato a destra sulle questioni sociali. Il partito di Diritto e giustizia non si batte per l'uscita dall'Ue ma è scettico verso molte politiche europee. In Svezia, sia la destra estrema dei Democratici svedesi sia il partito della Sinistra svedese sono per l'uscita dall'Unione europea, mentre il partito dei Verdi mantiene una posizione leggermente euro scettica.

 

Se i partiti delle frange più estreme continueranno a conseguire successi elettorali, bisognerà restare vigili su possibili ripercussioni economiche per l'Unione europea.

 

 

 

Andrea Montanino è direttore del Global Business and Economics program dell'Atlantic Council; Nico Catano è ricercatore presso lo stesso think tank

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