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Se un uomo entra in casa mia per rubare e io ho una pistola, che faccio?

Molte fumisterie nel dibattito sull'omicidio di Vaprio D'Adda. Il governo (voto 5) tentenna troppo sulla giustizia e si becca un calcio dal capo dell'Anm. Berlusconi (voto 8) si riaffaccia, pochi applausi ma tanto coraggio. La poca utilità dei dissenzienti nel Pd (voto 4). Brunetta (voto 4) continua a ringhiare ma non morde. Marino da ricovero - Il pagellone di Lanfranco Pace alla settimana politica

24 Ottobre 2015 alle 13:00

Se un uomo entra in casa mia per rubare e io ho una pistola, che faccio?

L'abitazione di Vaprio D'Adda in cui è stato ucciso un ladro. Per il pm il proprietario di casa è colpevole di omicidio volontario (LaPresse)

ACCADE A BARI

Rodolfo Sabelli, segretario dell'Anm, il sindacato dei magistrati, spara a zero contro il governo, le sue proposte di riforma della giustizia e in ultima analisi contro il Parlamento che fa le leggi: una scena del genere può svolgersi solo in Italia, in altre democrazie non sarebbe nemmeno immaginabile. Tranne forse in Francia, da cui infatti abbiamo mutuato, modificandolo in peggio, il sistema giudiziario, parte dei codici, il Csm e molte altre istituzioni venerabili, come il Cnel, le province, i prefetti. Almeno oltralpe l'azione delle procure è ancora sotto la responsabilità e la supervisione dell'esecutivo, il guardasigilli ogni anno fissa le priorità dell'azione giudiziaria e le inquadra continuando a rispondere del comportamento e delle eventuali derive dei procuratori. In Italia no. Chi eccepisce viene accusato di voler delegittimare i magistrati. Rodolfo Sabelli non pensa nemmeno di dover dare all'opinione pubblica spiegazioni sullo scandalo che è la carcerazione preventiva né sulla persistente divulgazione ad arte di intercettazioni manifestamente irrilevanti ai fini processuali. Spetterebbe al Csm, l'organo di autogoverno, correggere le storture: ma non l'ha mai fatto, non si ricordano sanzioni di sorta per magistrati eccellenti che hanno sbagliato, nessuno è stato cacciato per manifesta incompetenza, al più sono stati trasferiti alcuni, marginali e poco noti. Governi e Parlamento hanno effettivamente una colpa: non aver avuto il coraggio di affrontare il problema alla radice. Persino uno come Berlusconi che non si è mai tirato indietro si ostina ancora a credere che la colpa sia della minoranza politicizzata, come se le maggioranze silenziose non finissero sempre al traino delle minoranze attive. Renzi e il pallido Orlando (voto 5) sono stati molto fair, hanno enfatizzato il ruolo dei vari Cantone e come ringraziamento si sono beccati il calcio del mulo.        


NELLA NOTTE UN UOMO SALE LE SCALE…

Amiamo molto le polemiche vacue e gli arzigogoli giuridici, spaccare in quattro la triste vicenda umana del pensionato che ha sparato. Stiamo lì a chiederci se la legittima difesa valga quando in pericolo è la persona o anche la proprietà e cosa voglia dire una reazione di difesa proporzionata alla minaccia.

 

Mettiamola così.
E' notte, dal gruppo che confabula dabbasso, un'ombra si stacca, si toglie le scarpe, scavalca una recinzione, comincia a salire le scale esterne che portano al mio appartamento. Io lo vedo. Altre volte sono venuti i ladri, anche dai miei vicini. Sono solo un vecchio, magari anche mia moglie è vecchia, so che possono farci del male, quante rapine nelle case sono finite nel sangue e nello strazio.

Sono uomo di cuore, esito, che faccio, accendo le luci dentro e fuori, chiedo allo sconosciuto che intenzioni ha, se è armato, se si accontenta di un orologio e di un po' di contanti, ma poi se quello sorride e continua a salire, che faccio, chiamo la polizia ma non arriverà mai in tempo.

Sono uomo di cuore ma forse no, non sono niente, ho solo paura e una pistola: tremo e sparo. Io un omicida volontario?  
Non so cosa pensare in punta di legge. So però cosa pensavamo in tanti da giovani: che era giusto stare dalla parte del rapinatore, a prescindere, perché la proprietà è sempre un furto. Un gruppuscolo armato si specializzò addirittura nel punire i commercianti che avevano reagito, volevano rieducare, dicevano, questa piccola borghesia micragnosa capace di sparare per quattro soldi o un'autoradio. So anche cosa pensa certa gauche, in Francia e qui, i disadattati della banlieue e gli immigrati sono eminentemente un problema culturale e sociale. A qualche giorno da importanti elezioni una banda di teppisti aggredì sotto casa un giovane che stava su una sedia a rotelle, il padre vide la scena dalla finestra e scese in strada a difenderlo, morì sul selciato, bucato dalle coltellate. La sinistra ovviamente le perse quelle elezioni, malgrado avesse ben governato, fatto discrete riforme e persino prodotto un buon ministro dell'interno. Tutto cancellato di colpo da un fatto sconvolgente di cronaca nera. L'insicurezza, la paura dello sconosciuto è irrazionale, ma è nell'aria e nelle teste, sempre, e ha conseguenze terribilmente reali. Il politico che la cavalca è uno sciacallo ma quello che la ignora perde.  

La sinistra dovrebbe riflettere, così i giornalisti a sensazione, i sociologi del vuoto e gli indignati del centro storico.

Non è perché un sindaco FdI ha detto che se uno gli entra in casa gli farà saltare il cervello (voto 2, impresentabile per truculenza)  e un altro sindaco della Lega Nord ha promesso un bonus sull'acquisto di una pistola, (voto 2, impresentabile per demenza demagogica) che gli altri possono ciurlare nel manico e dire che l'Italia non può ridursi come gli Stati Uniti: che si fottano questi, a loro uno 0 spaccato.      


IL CAV. HA MESSO UN PIEDE IN UNA STAFFA

E' riapparso in una location che non è quella  dell'amico Putin: a Madrid, al congresso del Ppe, il regno di Angela Merkel con cui non si vedeva e non si parlava da quattro anni. Si sono scambiati sorrisi e una stretta di mano, vagamente pacificatoria. Con Sarkozy, anche lui presente, nemmeno uno sguardo. C'è stato anche un incontro con il premier spagnolo Rajoy. Berlusconi doveva parlare dalla tribuna, all'ultimo momento ha rinunciato, vuole che prima la Corte di Giustizia europea riconosca le sue ragioni. Non è stata una rentrée trionfale, va detto: quando lo speaker ha annunciato la sua presenza c'è stato solo qualche timidissimo applauso, nulla a che vedere con la standing ovation che ha accolto la Merkel. Ma di più non si poteva pretendere dopo anni di ostracismo e la lunga assenza dalle scene. Quello che conta è essersi riaffacciato al balcone, se ci sarà qualche rosa si vedrà: al Cav. voto 8, per il coraggio.       


NOTIZIA URGENTE: NEL PD C'E' QUALCUNO CHE DISSENTE

E' un documento importante, dice il Corriere della Sera, s'intitola “Molte fini, un nuovo inizio. Tesi per una sinistra democratica sociale repubblicana”. L'ha scritto Carlo Galli, professore di storia delle dottrine politiche a Bologna nonché deputato bersaniano, si ripromette di aiutare nel dibattito alcuni ex Pd come Stefano Fassina e altri che noi distratti pensavamo se ne fossero andati da un pezzo e invece stanno ancora lì, tipo Alfredo D'Attorre e Corradino Mineo. Galli dice che Renzi è paracarismatico, a occhio potrebbe significare che crede di essere carismatico ma è solo un paraculo, aggressivo nei confronti dell'Europa in realtà subalterno, con le sue riforme ha creato il governo del premier e un parlamento asservito. Siccome il Pd è partito di centro che si sposta a destra, all'esterno si apre molto spazio per la sinistra. Ragionamenti freschi, ricordano quelli del Manifesto e i Bertinotti di tanto tempo fa. L'aspirazione al nuovo inizio dopo molte fini è importante, spinge a non protrarre la delusione amorosa, a vincere lo sgomento che ti prende all'idea che dovrai mostrare le tue nudità a qualcuno che non conosci, che sarai accarezzato da mani ancora ignote: è il momento di tagliare, prendete dunque cappello e iatevinne. L'aspirazione al nuovo inizio è vitale. E salvifica: per chi se ne va ma anche per chi resta.  A tutti i dissenzienti tanti auguri di cuore ma voto 4: penso che ci sia oggi molto più bisogno di consenzienti.


NOTIZIA URGENTE: BRUNETTA SFOTTE

Appena il Senato si è incaricato di smentire le sue granitiche certezze in materia di riforma costituzionale, il duro dei duri di Forza Italia ha cambiato obiettivo ma non il piglio: irride, sfotte, dice che la legge di stabilità è da dilettanti, una comica finale, al Quirinale hanno mandato una versione incompleta, solo stralci senza nemeno le tabelle, c'è da chiedersi, aggiunge, cosa Renzi abbia presentato a Bruxelles. A Renà ma che te frega, non puoi fare nulla e stai lì a cercare mezzogiorno alle due, l'importante è che Bruxelles l'approvi. A Brunetta, voto 4, come la settimana passata  e come quelle future, fino a quando non dimostra che il pitbull che tanto ringhia sa anche mordere. 


E PER FINIRE

1) Marino si decida, valuti cosa fare e ci si attenga. Così non è né da primaria né da secondaria, è da ricovero.
2) Silvana Saguto (voto 6) è presidente del tribunale di Palermo che ha gestito i beni sequestrati ai mafiosi ed è sotto inchiesta per corruzione e abuso di ufficio: forse è arraffona, certamente non è cortese e delicata ma se parla al telefono con un'amica avrà pure il diritto di dire che Manfredi Borsellino, figlio di Paolo, è un disadattato e Lucia Borsellino, figlia di Paolo, una cretina. I meriti dei padri non ricadono sui figli. Nemmeno se grandi. 

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