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Renzi, l’Europa, Bankitalia, Fassinakis

Più che la notizia in sé sono le reazioni che contano e le reazioni ci dicono che coloro che non si rassegnano a Renzi prima o poi finiscono senza calzoni sulle prime pagine dei giornali.

30 Settembre 2015 alle 06:10

Renzi, l’Europa, Bankitalia, Fassinakis

Il premier Matteo Renzi (foto LaPresse)

Più che la notizia in sé sono le reazioni che contano e le reazioni ci dicono che coloro che non si rassegnano a Renzi prima o poi finiscono senza calzoni sulle prime pagine dei giornali. E’ successo lunedì pomeriggio e succederà ancora, le parole scanzonate e surreali consegnate alle agenzie dai più autorevoli esponenti dell’opposizione ci dicono che l’Europa brutta e cattiva dei tecnocrati quando prende a scappellotti il nemico delle opposizioni (Renzi) improvvisamente diventa docile e amabile. La notizia l’avete vista tutti ed è quella che è arrivata lunedì pomeriggio da Bruxelles: la raccomandazione della Commissione europea al governo italiano di non togliere le tasse sulla casa ma di alleggerire piuttosto quelle sul lavoro. La raccomandazione avrebbe persino un suo senso, ma colpisce e ci mette allegria ritrovare gli anti merkeliani, gli anti tecnocrati, gli anti austerity, gli anti Europa dei burocrati che improvvisamente, dopo essere arrivati persino a sostenere Tsipras e Varoufakis in nome di una doverosa guerra senza frontiere contro i barbari di Bruxelles, colpisce, dicevamo, trovare oggi sulla stessa lunghezza d’onda della Commissione i Fassina e i Brunetta che con sfumature diverse segnalano a Renzi che se lo dice l’Europa che le priorità sono altre allora bisogna ascoltare l’Europa.

 

“Renzi non ha le risorse necessarie per togliere l’Imu. E l’Europa non ha nessuna intenzione di fare ulteriori concessioni a Renzi” (Brunetta). “Invece di insistere sulla Tasi, il presidente del Consiglio apra un conflitto sensato con Bruxelles per innalzare il deficit fino al limite del 3 per cento” (Fassina). E così via. Le capriole dei Brunettakis e dei Fassinakis rientrano però nella politica del folclore. La notizia più significativa rispetto alla contesa tra governo e Europa sulle tasse sulla prima casa riguarda invece la Banca d’Italia e la sua scelta di sostenere il governo respingendo le pressioni della Commissione.

 

[**Video_box_2**]Nel Bollettino di Palazzo Koch si legge che “i consumi delle famiglie potrebbero beneficiare di tale sgravio, in via diretta grazie all’incremento di reddito disponibile e, in via indiretta per l’effetto ricchezza dovuto all’eventuale incremento delle quotazioni immobiliari”. L’appoggio della Banca d’Italia al governo è un tratto significativo della politica economica italiana e se si aggiunge a questo il fatto che Renzi può avere a disposizione un ministro dell’Economia che non mette i freni alle idee del presidente del Consiglio si capisce bene la ragione per cui le opposizioni a Renzi, anche sulla politica economica, sono sempre più senza Speranza. Ma chissà.

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