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Podemos o governo?

La sinistra europea (e italiana) e il dramma di dover essere “di destra”. Ciò che giorno dopo giorno risulta evidente all’interno del nuovo bipolarismo è che una opposizione che non vuole essere “incredibile” ma semplicemente “credibile” è costretta a tenersi il più possibile distante dall’opposizione incredibile

26 Luglio 2015 alle 10:00

Podemos o governo?

Il leader di Podemos Pablo Iglesias (LaPresse)

Mettete insieme i sei mesi di vivace dialettica tra l’Europa e la Grecia. Aggiungete il grande investimento emotivo che un pezzo importante di sinistra europea ha fatto nei confronti di Tsipras, l’evoluzione del dibattito politico nella sinistra inglese, e poi la campagna elettorale che da qui a pochi mesi porterà la Spagna al voto, le caratteristiche di Podemos, le parole di Grillo, il progetto dei Perdemos italiani, il ruolo tosto ed energico giocato dall’Spd nella crisi greca, la proliferazione in tutta Europa di esperienze di grande coalizione, le ripetute e generiche accuse rivolte al governo francese e a quello italiano di essere diventati, qualsiasi cosa significhi, “dei cloni della destra”. E ancora: la provocazione, legittima e testuale, messa in campo dal governo conservatore inglese guidato dalla coppia Cameron-Osborne, che ha costretto la sinistra riformista del Labour a riconoscere la bontà delle politiche fiscali messe in campo dal governo “di destra”.
 
Ecco. Mettete insieme tutto questo, miscelatelo con quanto detto al Foglio la scorsa settimana dal governatore di Bankitalia Ignazio Visco, e capirete che in giro per l’Europa s’avanza una nuova geometria politica, un nuovo bipolarismo, con cui il pensiero progressista prima o poi dovrà fare i conti in modo compiuto. La nuova geometria coincide con la vera ragione per cui il Vecchio Continente si ritrova con una sinistra divisa come non mai tra il suo essere profondamente di lotta e il suo essere intrinsecamente di governo. Una sinistra, insomma, divisa come non mai tra chi, non governando, sceglie di mettere insieme un’opposizione credibile e chi invece, più semplicemente, sceglie di mettere insieme un’opposizione incredibile. La formula delle due variabili delle opposizioni, come raccontato qualche giorno fa su questo giornale da Marco Valerio Lo Prete, è stata messa a fuoco nel suo ultimo libro dal capo di Podemos, Pablo Iglesias, secondo il quale “la gente ormai preferisce l’incredibile opposizione all’opposizione credibile”.
 
La posizione dei partiti oltranzisti, genericamente definiti populisti, è chiara e lineare, per quanto intrinsecamente contraddittoria (se in Europa vuoi essere oltranzista devi chiedere di uscire dall’Euro e se fai l’oltranzista strepitando contro l’Europa dei dittatori e poi accetti le regole dei dittatori sei un povero fesso). Ma ciò che giorno dopo giorno risulta evidente all’interno del nuovo bipolarismo è che una opposizione che non vuole essere “incredibile” ma semplicemente “credibile” è costretta a tenersi il più possibile distante dall’opposizione incredibile. E’ costretta ad accettare il fatto che la sua partita è un’altra. Ed è costretta ad ammettere che la sua competizione non può che essere con i partiti che banalmente potremmo definire di governo. Si tratta di una scelta dura, a volte drammatica, perché lo spazio elettorale, il bacino, si riduce giorno dopo giorno, perché i partiti più “incredibili” parlano con più efficacia alla pancia degli elettori di quanto non lo facciano i partiti credibili. Ma si tratta di una decisione doverosa da fare, inevitabile, per la stessa ragione per cui oggi Tony Blair mostra di essere particolarmente preoccupato dall’idea che la sinistra inglese possa prendere una sbandata para sindacalista affidando la guida dei Labour a Jeremy Corbyn, paladino di tutti i Gad Lerner d’Europa. 
Si può essere oltranzisti e anche di governo? Negativo. E qui, anche in questa storia, sta il dramma politico della sinistra europea, che tranne in Italia e in Francia (dove non a caso è accusata di essere di destra, vedremo perché) si trova praticamente ovunque all’opposizione. Il dramma è questo: per provare a essere “sinistra di governo” ci si può permettere di inseguire l’opposizione incredibile? La risposta ci sembra semplice, ed è negativa, e la storia dimostrerà presto (anche a destra) che per i partiti non estremisti inseguire gli estremi corrisponde a regalare voti ai partiti più estremi – perché dovrei votare un clone di un partito incredibile se ho già di fronte a me un partito che incredibile lo è da sempre? Le sinistre di tutto il mondo, dunque, si trovano oggi di fronte a questo bivio in cui la vicinanza tra partiti di governo (spesso certificata dalla nascita di grandi coalizioni in giro per tutto il continente) è legata a un principio di realtà e di verità che è stato messo nero su bianco la scorsa settimana da Visco, quando il governatore ha riconosciuto che, in tempi di crisi, per i governi di diverso colore politico è quasi impossibile avere una propria specifica autonomia rispetto alle scelte di politica economica. “In generale mi verrebbe da dire che, specie in periodi in cui l’economia va fatta ripartire, non esistono direzioni di destra e di sinistra, esistono solo direzioni di buon senso”.
 
[**Video_box_2**]Le sinistre di governo, dunque, è anche per questo che (partendo dall’Italia passando alla Francia e arrivando persino in Grecia e ovviamente in Germania) vengono considerate, dalla sinistra incredibile, dall’internazionale della Casaleggio, Podemos e Associati, come se fossero figlie illegittime della “destra”. Quello che però la sinistra chiama “destra” altro non è che “governo”. E il fatto che ciò che la sinistra Podemos considera di “destra”, dunque diverso da se, è in realtà ciò che è “di governo” ci dice molto su quale sarà il destino di chi prova a spacciare come una grande evoluzione la democrazia alla Iglesias & company: in campagna elettorale forse Podemos, quando governiamo però non Podemos che essere figli della dottrina Perdemos. E per questo, dovendo immaginare il futuro di tre sinistre importanti che oggi si trovano all’opposizione, è più facile immaginare che abbia chance di governo una sinistra che oggi sembra di destra come quella tedesca che una sinistra che vuole essere incredibile come quella spagnola e inglese.

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