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Gli audioleaks di Grillo e soci, quando si parla del nulla con rigorosa stupidità

Che meraviglia i leaks audio di Beppe Grillo e dei suoi, che balsamo per le mie orecchie. Aver vissuto per vedere Tonino Di Pietro nella polvere del moralismo d’accatto pensavo fosse premio sufficiente alla mia determinazione di difendere l’indifendibile e godere della sorte ria dei moralizzatori moralizzati - di Giuliano Ferrara

10 Maggio 2015 alle 06:15

Gli audioleaks di Grillo e soci, quando si parla del nulla con rigorosa stupidità

Il sito grillo-leaks.com è già irraggiungibile (foto LaPresse)

Che meraviglia i leaks audio di Beppe Grillo e dei suoi, che balsamo per le mie orecchie. Aver vissuto per vedere Tonino Di Pietro nella polvere del moralismo d’accatto, di cui fu il reuccio appena alfabetizzato, pensavo fosse premio sufficiente alla mia determinazione di difendere l’indifendibile e godere della sorte ria dei moralizzatori moralizzati (so che non si dovrebbe, ma cedo all’impulso peccatore). Ora ho a disposizione Beppe, il comico annoiato che parla annoiato con i suoi entusiasti e grotteschi supporter, scelti nella rete dalla Casaleggio e Associati, eccitati nelle piazze dalla Vaffanculo & Partners, approdati inutilmente nelle istituzioni a mostrare il miracolo della prima Repubblica: ma quanto erano colti, spiritosi, ironici, sarcastici, intelligenti e raffinati i vecchi ladroni di regime, oh quanto.

 

Questi audio sono sublimi. I vertici del movimento a cinque stelle non hanno niente da dirsi nemmeno quando litigano, quando sono insofferenti gli uni degli altri, discettano rigorosamente del nulla: il nulla delle rendicontazioni, la rendicontazione impossibile delle rendicontazioni, a Roma e in Europa, gli scontrini e le espulsioni, le sedie in piazza dei deputati e senatori che non si videro mai e avrebbero invece dovuto dimostrare che loro non sono come quei fannulloni e profittatori dei politici, la comunicazione e la politica, se venga prima la politica o prima la comunicazione, e le responsabilità della Casaleggio, una forma di cacio spacciata per centrale rousseauiana della nuova idea di mondo emergente dalla rete, e il comico vanesio che si dice da solo che il suo blog è primo in classifica, e difende il suo guru che per gli altri è solo un impiccione, e nulla e ancora nulla, non un pensierino ai problemi del loro paese, ai segreti del loro nuovo mestiere, una masnada di parlamentari senz’arte né parte che parlano in una villozza di Bibbona con un capobastone che non sbiglietta più quanto vorrebbe, che intende presiedere alle loro vite e vincolarli a un mandato politico elettorale demenziale al quale ossequiosamente si è piegata l’ipocrisia della stampa e della tv nazionale. Che goduria.

 

[**Video_box_2**]Consiglio l’audizione a tutti, in specie al mio amico Bersani che pensava in un momento di smarrimento a un governo del cambiamento formato con il sostegno di questi pazzarielli che non fanno ridere. Ma anche al mio amico Brunetta, che vorrebbe questi poveri avanzi della società civile cosiddetta intruppati in un fronte unico contro la dittatura del Boy Scout supremo. Dovrebbero ascoltare quelle chiacchiere frenetiche nel vuoto totale dell’intelligenza, nel vuoto delle idee e dei programmi e dei metodi di una qualsivoglia anche elementare arte politica, i membri del Giornalista Collettivo che si sono fatti l’illusione da audience di inseguire la preda della popolarità e vivacchiarci sopra per un po’, fottendosene della dignità della Repubblica in cui vivono. E questi deliquescenti attori della commedia degli scontrini, queste merry vedovelle del Parlamento nazionale che discutono di cazzate con un supremo cazzaro, il quale in seguito a tanto congresso nominerà un Direttorio, addirittura, e minaccerà di tornare al teatro, addirittura, questi campioni dell’imbecillità umana continueranno a fare la loro parte: approfittare della credulità di un paese in vena di sberleffi e della distrazione di una classe dirigente che vuole giocare in serie B e non si è accorta della ridicolaggine dei grandi fenomeni di consenso della nuova politica, addirittura.

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