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Bossi al Foglio: “Le elezioni inglesi? E’ finita l’epoca degli urlatori”

Intervista all’ex leader della Lega: “Gridare non basta più. Anche Grillo sarà transitorio, se non cambia mosse. E Salvini…” - di Salvatore Merlo

8 Maggio 2015 alle 19:41

Bossi al Foglio: “Le elezioni inglesi? E’ finita l’epoca degli urlatori”

L'ex leader della Lega Nord, Umberto Bossi (foto LaPresse)

Roma. “Sono stati puniti quelli che sono semplicemente ‘contro’, che non governano, che non incidono, quelli come Farage. Ed è possibile un reflusso della marea eurofobica in tutto il continente. L’Europa è furba, comincia a sganciare del grano. E così tutta quella roba, quella schiuma, rischia di afflosciarsi, se non riesce a farsi governo ma rimane semplice protesta”. E Umberto Bossi pronuncia queste parole con un tono da veterano dell’eterna guerra tra l’istinto e la logica, tra le viscere e l’opportunità politica, un conflitto che lui aveva risolto urlando, sì, ai tempi d’oro della Lega, quando mostrava il dito medio, ma quando pure governava, a Roma, e sempre mosso dall’idea che in fondo basta allungare un braccio per cogliere un’occasione. “Gli scozzesi di Sturgeon, gli indipendendisti, a queste elezioni britanniche sono andati benissimo, al contrario di Farage. E non sono meno duri con l’Europa”, dice. “Anche Grillo sarà un fenomeno transitorio, se non cambia mosse”

 

(Il resto dell’intervista domani sul Foglio)

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