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Perché la "dittatura renziana", in realtà, non è così "presunta"

Pubblichiamo un commento di Ezio Bussoletti all'articolo pubblicato nel Foglio di mercoledì a firma di Edoardo Narduzzi sul rischio di una deriva autoritaria da parte del premier nel processo di approvazione delle riforme.

12 Marzo 2015 alle 14:11

Perché la "dittatura renziana", in realtà, non è così "presunta"

Il premier Matteo Renzi (foto LaPresse)

Al direttore - Mercoledì il Foglio ha pubblicato un articolo di Edoardo Narduzzi con il titolo “La presunta democratica renziana non è una deriva pericolosa”. Nell’articolo l’autore fa un’analisi della situazione italiana condivisibile e, partendo da questo quadro, giustifica il modus operandi del premier paragonandolo a quanto avviene alla Casa Bianca. In sostanza l’autore ricorda che negli USA il Presidente opera le sue scelte grazie a consiglieri da lui scelti mentre i Ministri sono semplici gestori della macchina pubblica, di “ministeri verticali”.

 

Sin qui analisi corretta.

 

Quello che è sbagliato del discorso è la giustificazione del comportamento e delle modalità di governo di Renzi prendendo l’esempio statunitense.

 

Infatti Narduzzi dimentica, non credo in malafede, di notare che negli USA la libertà del Presidente al comando è pesantemente controbilanciata dal forte potere di controllo delle due Camere; talvolta addirittura con blocco delle iniziative presidenziali  così che il Presidente è “obbligato” a negoziare soluzioni che trovino l’accordo dei contrari. E talvolta a votare contro sono anche fette non piccole dei rappresentanti del suo stesso partito.

 

Questo bilanciamento, sano principio democratico tra i poteri di uno Stato, funzionava già poco nel passato in Italia. Oramai Renzi lo sta completamente stravolgendo in ogni settore della vita pubblica: l’ultimo colpo di grazia arriverà con l’Italicum con cui i cittadini-elettori crederanno di poter esprimere la loro scelta sui candidati da eleggere ma, al più, questa sarà ridotta a meno del trenta per cento delle persone indicate nelle liste.

 

Massimo rispetto per la posizione di Narduzzi pro “democratura” renziana; sarebbe però stato meglio valutare quali esempi portare al suo sostegno (ove ne esistano) perché quello degli USA in realtà non si regge.

 

Un cordiale saluto

 

Ezio Bussoletti

GEO Principal of Italy
Head of the Italian Delegation at GGIM UN

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