cerca

Che cosa deve temere Luca Zaia

Di cosa deve avere paura Luca Zaia, che aspira al secondo mandato in Veneto? Non solo del soldato Tosi, che in queste ora sta preparando la sua campagna elettorale (e bellica) per cercare di rovinare la festa al governatore, premiato per ora da sondaggi molto favorevoli.

12 Marzo 2015 alle 19:02

Che cosa deve temere Luca Zaia

Luca Zaia con il segretario della Lega Matteo Salvini (foto LaPresse)

Di cosa deve avere paura Luca Zaia, che aspira al secondo mandato in Veneto? Non solo del soldato Tosi, che in queste ora sta preparando la sua campagna elettorale (e bellica) per cercare di rovinare la festa al governatore, premiato per ora da sondaggi molto favorevoli. Secondo le indiscrezioni raccolte dal Foglio, Luca Zaia non è così sereno come appare, perché teme defezioni su diversi fronti. Gli imprenditori non gli hanno risparmiato critiche severe sul suo immobilismo nella politica economica. Soprattutto nel campo delle grandi opere. E, dopo l’approvazione del contratto a tutele crescenti previsto nel Jobs Act, guardano al premier Matteo Renzi tentati dalla sua allure di homo faber che appartiene al Dna della cultura d’impresa. Infatti, senza voler esporsi, alcuni dirigenti della Confindustria locale fanno intendere che, nel segreto dell’urna, non voteranno per Zaia.

 

E poi ci sono i piccoli, gli artigiani, il popolo delle partite Iva, che una volta erano i principali alleati della Lega. E ora invece accusano il governatore di non essere stato capace di alzare gli scudi per difendere gli interessi della Serenessima dall’aggressione fiscale dello stato centrale. Per loro, per i piccoli imprenditori, la colpa più grave del governatore uscente è stata quella di non averli agevolati nell’ottenere i confidi: un sistema di prestazione di garanzie per dare finanziamenti alle imprese. Restii a votare la candidata del Pd, Alessandra Moretti, dicono al Foglio che preferirebbero votare Flavio Tosi, oppure “stare a casa”. Infine Luca Zaia teme un’altra insidia: gli orfani di Giancarlo Galan, altro acerrimo nemico del governatore uscente. Le sue truppe stanno covando il sogno della resa dei conti. E molti di loro stanno lavorando sotto traccia per impedire la rielezione di Zaia. Non sono tanti, ma possono contare su una solida rete di alleanze nel mondo della politica e dell’economia. Il governatore è consapevole di tutte le avversità, ma si affida all’alto indice di gradimento tra il popolo veneto (e venetista), che lo considera ancora una valida guida. E infatti lui, che è un abile comunicatore, oltre che un esperto cavallerizzo, recentemente ha dichiarato: “Il mio terreno ideale è quello difficile, sullo sterrato corro meglio”.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Servizi