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Sono cambiate le parole del murales di Zaki e Regeni: "Ci siamo quasi"

Adriano Sofri

La sua autrice, Laika MCMLIV, che si definisce attacchina, ha attaccato nello stesso posto, vicino all’ambasciata egiziana. la commozione e lo sdegno per Giulio Regeni assassinato hanno contribuito all’affettuosa e tenace solidarietà con Patrick Zaki: questa è la più forte e orgogliosa consolazione

Era molto bella la poesia civile della figura di Zaki abbracciato da Giulio Regeni sorridente che gli diceva: “Stavolta andrà tutto bene”. La sua autrice, Laika MCMLIV – è l’anno di nascita della Laika astronauta – che si definisce attacchina, ha attaccato nello stesso posto, vicino all’ambasciata egiziana, la nuova versione: Zaki non ha più la casacca carceraria, è in giacca e camicia, dice: “Stringimi ancora”, e Giulio gli dice: “Ci siamo quasi”. Chi guarda si chiede quale delle due frasi venga prima, va bene così.  

Ieri sera, al teatro Duse di Genova, si è tenuto un incontro promosso da Paola e Claudio Regeni, col loro avvocato Alessandra Ballerini, e il titolo: “Fare cose insieme per Giulio”. Ascanio Celestini ha ripercorso la vita di Giulio muovendo dalla frase di sua madre: “Sul corpo di Giulio ho visto tutto il male del mondo”. Sul corpo di Giulio, di Federico Aldrovandi, di Stefano Cucchi…

È successo davvero così: la commozione e lo sdegno per Giulio Regeni sequestrato torturato e assassinato hanno decisivamente contribuito all’affettuosa e tenace solidarietà con Patrick Zaki. Nell’irreparata amarezza dei genitori Regeni, questa è la più forte e orgogliosa consolazione. 

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