Piccola Posta

Una battuta da Premio Strega

Adriano Sofri

La freddura di genio della scrittrice Valeria Parrella. Con una semplice mossa si sottrae a Corrado Augias. Un colpo che la consacra

Alla serata finale del premio Strega succede una cosa fantastica, o terribile. L’unica donna concorrente, Valeria Parrella, a conversazione scaduta, pronuncia, con un affascinante sorriso, un bon mot che nel Settecento, e ancora nel primo Ottocento, le avrebbe assicurato la gloria, e che anche ai nostri giorni, benché nel plebiscito dei social, vale a incoronarla. Sotto la battuta, perfetta per tempo e successione, interrogazione retorica “E lei ne vuole parlare con Augias?” e caustica esclamazione: “Auguri!”, resta travolto il conduttore-intervistatore Giorgio Zanchini.

 

Il buon colpo di lei, buonissimo, è una tegola per lui che, uomo com’è, è dei meno inclini al mansplaining e a tutto il campionario dell’invadenza maschile compiaciuta o inavvertita. Lui forse, toccato, dovrebbe congratularsi di averle offerto un’occasione di brillare come merita: ma lo spirito non è sempre pronto. La cosa si è giocata fra lo svelamento e il fraintendimento, e chissà che cosa avrebbe saputo tirarne fuori Stendhal, o il suo allievo-amico Mérimée, quello della Double méprise - o George Sand. O il Gogol’ del Cappotto. Solo in letteratura, lei potrebbe immaginare lui, e viceversa.

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