Prendere confidenza con la Corte, non prendersi troppe confidenze con la Corte

Adriano Sofri

La responsabilità di giudici della coerenza fra le leggi e la Costituzione va tranquillamente insieme al compito di educatori alla Costituzione?

Caro direttore, ti ringrazio per lo spazio e il risalto che hai dato ieri alla mia estemporanea incursione nel campo costituzionalistico. Sicché, preoccupato di averla fatta grossa, mi sono riletto, per controllare che la rassegna dei rischi che incombono su tutto ciò che oggi voglia aprirsi a un mondo così malconcio non avesse oscurato la mia simpatia per l’apertura. Il succo della mia amatoriale opinione – promossa al rango indiscreto di lettera alla signora presidente – è riassumibile nel motto: prendere confidenza con la Corte, non prendersi troppe confidenze con la Corte. La quale, è da credere, sa che cosa fa e che cosa dice. Per esempio, chi meglio dei giudici costituzionali, senza aspettare che diventino emeriti, è in grado di illustrare lettera e senso della Costituzione ai cittadini italiani e alle altre persone che vivono in Italia? E, d’altra parte, la responsabilità di giudici della coerenza fra le leggi e la Costituzione va tranquillamente insieme al compito di educatori alla Costituzione?