Il temerario testo di Ratzinger

Adriano Sofri

Il Papa emerito è spaventato da una Chiesa che rinuncia a condannare: non a condannare la pedofilia, a condannare

Il testo di Ratzinger è bello perché è temerario. E’ scritto senza rispetto umano. Dice così francamente (ingenuamente, quasi) che cosa crede da indurre chi non preferisca ignorarlo a dire altrettanto francamente che cosa crede lui. Vorrei intanto fare due annotazioni marginali. La prima, che l’iperbole sugli anni ‘60 e il Sessantotto come collasso morale dilapida d’un colpo il merito della chiesa come clandestino rifugio millenario dei peccatori di omosessualità (che non coincide con la pedofilia) braccati dal mondo. La seconda, che la diffidenza per il garantismo (di questi tempi) si porta dietro una specie di simpatia involontaria per il diavolo, pubblico ministero per le spicce nel processo abbreviato contro Giobbe – Gesù. Il Papa emerito è scandalizzato come un piccolo credente dalla pedofilia, ma sembra soprattutto spaventato da una Chiesa che rinuncia a condannare: non a condannare la pedofilia, a condannare. Questo impressiona specialmente se messo di fronte al “Chi sono io per giudicare”.

Di più su questi argomenti: