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Il miserabile tradimento di Trump

Perché il ritiro degli americani dalla Siria è una cinica infamia nei confronti dei curdi siriani 

21 Dicembre 2018 alle 06:15

Il miserabile tradimento di Trump

Al confine tra Siria e Turchia, le proteste dei curdi siriani dopo l'annuncio di Donald Trump (Foto LaPresse)

Ancora per l’iniziazione della mia generazione – dopo non so – niente era ignobile quanto il tradimento. Era il tradimento dell’amicizia, poi quello di una causa comune superiore, o quello amoroso. Era l’esperienza prima della vergogna e del rimorso. Le cose cambiano, non solo perché la vita moltiplica le cadute e le anestetizza sempre più con l’abitudine. Le cose cambiano anche perché si reagisce agli eccessi di zelo e alle demonizzazioni fanatiche e deviate, come sulla figura fatale di Giuda, o all’invadenza delle chiese e delle ideologie, che vogliono asservire la libertà delle coscienze, o alle fedeltà forzate in amore, indulgenti alle trasgressioni maschili e feroci con le femminili, e alla fine considerate naturali se non utili a riaccendere amori che languiscono.

  

Grandi e rigorosi storici come Vidal-Naquet evocarono il “buon uso del tradimento”; oroscopisti e psicologi di settimanali istruiscono al suo piccante consumo. La retorica del delitto di “alto tradimento” cede fortunatamente allo scetticismo dei tempi. E soprattutto ciascuno di noi, pressoché ciascuno, è autorizzato a riconoscere la trave nel proprio occhio e magari la sua piacevolezza, abbastanza da ridimensionare lo stanco tabù del tradimento. Improvvisamente qualcosa succede che rianimi lo scandalo del tradimento, il suo significato originario: la consegna al nemico di qualcuno che è stato dei tuoi, che per te si è battuto a costo della vita, che ha confidato in te che confidavi in lui. Questa capricciosa e cinica infamia è stata annunciata dal twitter Donald Trump nei confronti dei curdi siriani, i liberatori dallo Stato Islamico – che del resto continua a incombere – gli stivali in trincea dell’America e di tutti noi, e nelle stesse ore il sultano turco e il capo delle sue forze armate proclamano vicino il momento in cui quei curdi “saranno seppelliti nelle trincee che hanno scavato”. Ecco rimessa a giorno l’infamia suprema del tradimento. Il miserabile, il basso tradimento.

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Commenti all'articolo

  • branzanti

    21 Dicembre 2018 - 14:02

    Durante la campagna presidenziale Hillary Clinton definì miserabile una parte dei seguaci del suo rivale. Sbaglio' clamorosamente, in campagna elettorale non si usano certi argomenti, ma non v'è dubbio che molti fans di Trump, antropologicamente, potevano rientrare nella definizione. Una definizione che forse va ora pensata per il loro campione. Sperando che monsieur e madame Thenardier, due dei più raccapriccianti personaggi della storia della letteratura, non me ne vogliano.

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  • Saverio Gpallav

    21 Dicembre 2018 - 09:09

    fa piacere sentire parlare contro il tradimento. Ed effettivamente nei confronti dei Curdi di tradimento si tratta. Del resto di esempi a Trump non mancano. Il celebrato Bush padre dopo la guerra all'Iraq abbandonò i sunniti che lui stesso aveva istigato contro Saddam. Di esempi nella storia se ne possono fare a decine. Noi ne sappiamo qualcosa anche se non ricordo nessuno della sua generazione biasimare il tradimento dell'8 settembre. Il rischio che i Curdi corrono specialmente da parte turca rende quindi meno lieta la notizia della sparizione degli americani dalla Siria e dallo scacchiere mediorientale dove dal 1991 non hanno fatto altro che importare morte e distruzione. Allo Stato islamico però ci penserà la Russia senza la quale l'Isis avrebbe già occupato Damasco e l'intera Siria. Basta rivedere le mappe geopolitiche dal 2011 ad oggi per capire che ad essere determinante per la fine dell'Isis è stato l'intervento russo e non quello occidentale con le sue ambigue amicizie

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