Gli attacchi a Soros sono un termometro del razzismo e dell'imbecillità

Adriano Sofri

Quello che dovrebbe spaventare della campagna mediatica mondiale contro l'imprenditore ungherese

Colleziono pensieri e parole dedicate a George Soros e alla sua Open Society: un buon termometro del razzismo e dell’imbecillità. Ieri ho trovato il seguente brano in un articolo non firmato (se non sbaglio) di liberoquotidiano.it: “Dunque, in breve, si scopre che ogni anno a livello mondiale il budget della Open Society è pari a 1 miliardo di dollari, il cui 10 per cento viene speso in Europa e addirittura il 2,5 per cento in Italia, pari a 2,1 miliardi di dollari nel 2017”. L’ho riletto, ho fatto i conti e mi sono detto che effettivamente gatta ci cova. Il titolo è audace in proporzione all’aritmetica, parla di “prove schiaccianti della sua vergogna”. “L’ebreo ungherese”, come lo chiama Erdogan, ha compiuto 88 anni. Quando morisse prima di me, ne sarei dispiaciuto. Ma i farabutti del governo e della rete, loro ne saranno disperatissimi.

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