Conte, Dostoevskij e il pregiudizio

Citazioni futili e immotivate, con successive rassicurazioni

6 Giugno 2018 alle 06:00

Conte, Dostoevskij e il pregiudizio

Giuseppe Conte (foto LaPresse)

Ho provato un fastidio pungente quando il presidente del Consiglio ha nominato, peraltro nel contesto più futile e immotivato, “Dostoevskij e Puškin”, e poi mi sono chiesto se il mio pregiudizio non fosse troppo forte. Più avanti mi sono rassicurato, quando ha letto: “Fin dal mio primo colloquio con la cancelliera Merkel ho rimarcato questo obiettivo, e le successive dichiarazioni rilasciate dalla medesima…”.

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