"Una casalinga prestata alla magistratura"

Tiziana Siciliano, Lenin e le cuoche al governo dello Stato

Il pubblico ministero Tiziana Siciliano

Il pubblico ministero Tiziana Siciliano (foto LaPresse)

Colpito dalle parole di Tiziana Siciliano, pubblico ministero al processo contro Marco Cappato, ho cercato qualche notizia su lei in rete, e ho trovato che in un’audizione alla Camera (sulle contraffazioni), la signora Siciliano aveva detto per inciso: “Io sono una casalinga prestata alla magistratura”. Bello, direi. Mi sono ricordato di Lenin, che aveva un vero genio per gli slogan. Per esempio, la promessa che le cuoche – o le massaie, secondo le traduzioni – sarebbero andate al governo dello Stato. Poi le cose precipitarono e non hanno più smesso di precipitare. Venne il momento di chiedersi se le cuoche avessero voglia di andarci, al governo dello stato.

 

Da me c’è Anna, da sempre, cucina bene e i bassottini le vogliono quasi più bene che a me. Quando ho bisogno mi presta qualche soldo. In certe case, racconta, vorrebbero proibirle di ricevere telefonate. Giorni fa la televisione commentava il successo di Oprah Winfrey e l’eventualità che andasse alla Casa Bianca. Anna stava spolverando, si è interrotta e ha detto: “La madre andava a servizio nelle case”. Ho squadrato Anna sospettosamente. “Magari potresti diventare presidente della repubblica”, ho insinuato. Ha alzato le braccia rassegnata e ha detto: “Tu sei grullo, non c’è niente da fare”.

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