L'Iraq che non vuole liberarsi dell'obbrobrio delle spose bambine

40 parlamentari chiedono di modificare la legge sulla personalità giuridica autorizzando i capi religiosi a decidere le deroghe all’età matrimoniale

16 Novembre 2017 alle 06:00

L'Iraq che non vuole liberarsi dell'obbrobrio delle spose bambine

Una bambina irachena (foto LaPresse)

40 parlamentari iracheni hanno firmato un emendamento alla legge sulla personalità giuridica che, se fosse approvato dalla maggioranza semplice dei 328 deputati, autorizzerebbe i capi religiosi a decidere le deroghe alla legge sull’età matrimoniale delle donne, che è di 18 anni e di 15 in casi di “urgenza”. I promotori sciiti della legge seguono una loro interpretazione del Corano e della vita di Maometto che permette il matrimonio delle bambine a partire dai 9 anni. Un simile obbrobrio è esattamente complementare a quello praticato dal fanatismo, in quel caso sunnita, dello Stato islamico. Manifestazioni contro la proposta si sono svolte nelle città curde dell’Iraq e della Siria. Tutto ciò che si muove in questo periodo in Iraq ha a che fare con le elezioni politiche generali che sono fissate per il prossimo maggio. Un emendamento analogo, ancora più ambizioso e sconcio, era stato presentato dalle stesse forze settarie nella campagna elettorale del 2014: prevedeva il diritto degli uomini di usare violenza alle proprie mogli, il divieto delle donne a uscire di casa senza il permesso del marito, e il divieto ai matrimoni di uomini musulmani con non-musulmane. (Il divieto per le donne musulmane è di fatto in vigore).

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