DUDU'/2

Stefano Di Michele
Urge rettifica sulla parola. Pareva strano che Berlusconi – col parapiglia che si ritrova in casa, coi fuggitivi rigenerati come tanti Edmondo Dantes, con i residuati di Forza Italia che gli dormono sul pianerottolo: tutta una scena e una pena
DUDU’/2. Urge rettifica sulla parola. Pareva strano che Berlusconi – col parapiglia che si ritrova in casa, coi fuggitivi rigenerati come tanti Edmondo Dantes, con i residuati di Forza Italia che gli dormono sul pianerottolo: tutta una scena e una pena – con tanto materiale umano, diciamo così, su cui allungare qualche metaforica pedata, si fosse scagliato contro l’innocente Dudù. Solite cazzate della stampa, si assicura. “Smentisco con la massima fermezza”, ha tagliato corto Berlusconi. Bene benissimo. Quindi: Fitto vada pure, Dudù non si tocca. “Chi non ha avuto un cane – assicurava Schopenhauer – non sa cosa significhi essere amato”. Quasi quasi come chi ha avuto un partito.
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