Primarie

Quelle del Pd. Il cui esito, peraltro, diventa sempre secondario rispetto ai casini che si porta dietro.

4 Marzo 2015 alle 12:55

Primarie

PRIMARIE. Quelle del Pd. Il cui esito, peraltro, diventa sempre secondario rispetto ai casini che si porta dietro – così in Emilia, così in Liguria, così in Campania. Per come il Pd gestisce di solito le sue primarie, ad esse si adatta benissimo la definizione che il grandissimo Jorge Luis Borges dava di quelli che lui chiamava “cocktails”: “L’organizzazione della scomodità”. Il partito parte, dibatte, litiga, vota, organizza il transito dei cinesi, polemizza, si mena. E qualcuno sempre prende la porta sdegnoso. Il caso del sindaco di Salerno De Luca fa quasi manuale. Fortuna che, in soccorso del dilemma del Pd, accorre il Fatto Quotidiano (articolo di Antonello Caporale). Che molto se la prende col partito che De Luca ha candidato, si capisce, e con de Luca stesso che ha avuto l’ardire di candidarsi, si sa – perciò vai col “cortocircuito etico e politico”, con le “camarille dei potenti”, con gli “affaristi di sempre”. Poi, un paio di righe sulla situazione della città di Salerno amministrata dal De Luca: “A Salerno le strade sono pulite, i marciapiedi in ordine, il lungomare uno splendore”. Testuale. Quasi un paradiso. Poi, alla Totò, dici che uno si butta su De Luca.

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