Il sacro fuoco di Davide Nicola e la rivincita sulle élite appagate

Maurizio Crippa

“Ho studiato Mourinho, Ferguson, gran parte degli allenatori italiani”, ha detto. “Ma non sono modelli: chi insegue gli altri, non sarà mai primo”

L’impressione atroce che la democrazia delle élite possa soccombere non è andata in onda a Ivrea, no: ma allo Scida di Crotone. Dove un povero Pioli frenato come un ministro Padoan è stato malmenato forte da uno che, a guardarlo, capelli lunghi e arruffato, ispirato ed esoterico (non solo nel senso di pitagorico) e pieno di appunti come neanche Mou ai tempi belli, sembrava quasi Casaleggio. Non Davide, ma il papà. Davide si chiama lui, però. Di cognome fa Nicola. Terz’ultimo in classifica, e mister tra i più svillaneggiati della serie A, e chissà perché. Forse perché nel paese delle élite appagate e panciafichiste tutti quelli che si presentano animati dal sacro fuoco, che riempivano quaderni di appunti rubando idee agli allenatori quando ancora giocavano – lui ne ha riempiti due solo con le frasi celebri di Franco Scoglio, il “Professore” buonanima, e questo spiega già quasi tutto – sono guardati con sospetto. “Se mi salvo andrò in bicicletta da Crotone a Torino”, dice adesso, il mister tutto grinta e calcio fluido (lui era un fluidificante) dopo aver strapazzato i bamboccioni di Pioli. E se lo farà davvero, lo guarderanno lo stesso dall’alto in basso. Perché puoi essere pitagorico fin che vuoi. Ma lui probabilmente se ne frega: “Ho studiato Mourinho, Ferguson, gran parte degli allenatori italiani”, ha detto. “Ma non sono modelli: chi insegue gli altri, non sarà mai primo”. Chapeau.

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  • "Maurizio Crippa, vicedirettore, è nato a Milano un 27 febbraio di rondini e primavera. Era il 1961. E’ cresciuto a Monza, la sua Heimat, ma da più di vent’anni è un orgoglioso milanese metropolitano. Ha fatto il liceo classico e si è laureato in Storia del cinema, il suo primo amore. Poi ci sono gli amori di una vita: l’Inter, la montagna, Jannacci e Neil Young. Lavora nella redazione di Milano e si occupa un po’ di tutto: di politica, quando può di cultura, quando vuole di chiesa. E’ felice di avere due grandi Papi, Francesco e Benedetto. Non ha scritto libri (“perché scrivere brutti libri nuovi quando ci sono ancora tanti libri vecchi belli da leggere?”, gli ha insegnato Sandro Fusina). Insegue da tempo il sogno di saper usare i social media, ma poi grazie a Dio si ravvede.

    E’ responsabile della pagina settimanale del Foglio GranMilano, scrive ogni giorno Contro Mastro Ciliegia sulla prima pagina. Ha una moglie, Emilia, e due figli, Giovanni e Francesco, che non sono più bambini"