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ABRACADABRA

di Pablo Berger, con Maribel Verdú, Antonio de la Torre, Pablo Mota, Priscilla Delgado
 

18 Maggio 2018 alle 18:34

In “Human Is”, episodio della serie antologica tratta da Philip Dick (titolo collettivo: “Electric Dream”) un astronauta torna da un viaggio spaziale e la moglie non lo riconosce più. DE scorbutico e violento, ha i connotati del marito ideale. Pablo Berger forse non l’ha visto, prima di scrivere e girare “Abracadabra”. Ma certe idee sono nell’aria e lo scambio di personalità funziona sempre bene (se non altro per partire, poi non è detto). Il marito del film urla “no” quando a un matrimonio il sacerdote chiede “chi è contrario parli adesso o taccia per sempre”. Stava ascoltando la partita con l’auricolare, dopo essersi presentato alla cerimonia tardi e senza cravatta. Altro al mondo non gli interessa. Né la moglie, né la figlia, né il cugino ipnotizzatore dilettante che alla festa chiede un volontario per il suo numero. Sale sul palco il marito insopportabile, fa una finta, segue figuraccia. Ma la vendetta arriva. O meglio il contrappasso. Abbagliato dalle lucette della palla di specchi, cambia carattere e personalità, invece di ringhiare aiuta la figlia nei compiti di matematica. Viene portato da un altro illusionista – viene fuori che anche loro hanno i supervisori come gli psicoanalisti, quando qualcosa va storto. Il regista spagnolo aveva girato il premiatissimo “Blancanieves”, nell’anno in cui era di moda rifare il cinema muto e in bianco e nero, trasportando la favola con i sette nani nella Spagna franchista (opzione che laggiù è di moda sempre). “Abracadabra” tenta un miscuglio di generi più azzardato, e lo spettatore non seriale – chi non va al cinema più di una volta a settimana – ha il diritto di scegliere un altro film. “Solo per amatori” – come scrivono gli annunci di certi appartamentini fuori norma – anche “Parigi a piedi nudi” di e con Fiona Gordon & Dominique Abel. Lei bibliotecaria canadese, lui clochard sotto la Tour Eiffel (e in altri luoghi e monumenti cartolineschi). Lei cerca una zia ultraottantenne, lui le ripesca lo zaino dalla Senna. Per dire quanto sono bizzarri: dieci anni fa insieme avevano girato “Rumba”, coppia di ballerini con solo tre gambe. Una era andata persa in un incidente stradale.
 
 
 

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